Arthur Conan Doyle.
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Racconti d'acqua blu.
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Titolo originale: Tales of blue water.
Traduzione di: Chiara Mannoni e Marco del Bigo.
Prefazione e postfazione di Alex R. Falzon.
1990 Arnoldo Mondadori Editore, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Un'antologia di sei racconti, mai pubblicati in Italia, che presenta un Conan Doyle inedito a quel grosso pubblico che lo conosce solo attraverso le gesta del suo celebre detective Sherlock Holmes, ma in cui l'autore, pur muovendo i primi passi nel campo della narrativa, ha gi trovato qul genere letterario - il fantastico - in cui sviluppare le sue eccezionali facolt creative.
Qui il protagonista  il mare: i racconti spaziano su tutti e sette i mari e ci che li accomuna sono i comandanti, i marinai e gli avventurieri che li solcano. Su tutto aleggiano i temi sempre cari all'autore: il mistero, il terrore, il senso dell'umorismo, l'avventura e il sottile alone di romance. Di fatto, bench meno conosciute, queste pagine sono all'altezza del resto, della produzione di questo abile narratore.
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Indice.
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Prefazione. di Alex R. Falzon
RACCONTI D'ACQUA BLU
Il baule a strisce
Il comandante della Stella Polare
Il viaggio di Jelland
Il demone del Gabon
La verit sulla scomparsa della Marie Celeste
Quella scatoletta quadrata
Postfazione. di Alex R. Falzon.
CRONOLOGIA BIOGRAFICA.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE.
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Fine Indice.
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Prefazione.

Nell'estate del 1891, H. Greenhough Smith, il giovane redattore della rivista The Strand, non appena ebbe letto i due racconti brevi con Sherlock Holmes protagonista, balz su dalla sedia e si precipit nell'ufficio del direttore, George Newnes, annunciandogli con voce ansimante: Ho qui due racconti del dottor Conan Doyle! E il pi grande scrittore di racconti brevi dai tempi di Edgar Allan Poe!.
Greenhough Smith non si sbagliava poich l'accostamento del nome di Arthur Conan Doyle a quello di Edgar Allan Poe non era affatto casuale: lo scrittore scozzese aveva scoperto i racconti dell'esteta americano nel 1874 e da allora ne aveva subito un influsso indelebile. Grazie a Poe, infatti, Doyle era diventato non solo una celebrit, ma si era meritato nel suo campo specifico, quello della letteratura fantastica, un posto da immortale; eppure anche i trionfi, come le utopie realizzate, sono suscettibili di un loro rovescio della medaglia.
Conan Doyle, infatti, si era meritato il titolo di immortale proprio grazie all'unico motivo al mondo che mai si sarebbe aspettato, in quanto, nel campo della letteratura, egli avrebbe voluto portare la corona d'alloro per opere ben diverse da quelle centrate sulla figura di Sherlock Holmes: vale a dire per i suoi romanzi storici (come, ad esempio, The White Company, 1891, oppure The Exploits of Brigadier Gerard, 1896), tuttora ingiustamente trascurati sia dal pubblico sia dalla critica.
La presente antologia di racconti si vede dunque attribuire l'inaspettato merito di presentare un Conan Doyle inedito a quel grosso pubblico che lo conosce solo attraverso le gesta compiute dal suo celebre detective residente al numero 221 bis di Baker Street.
Questi Racconti d'acqua blu (pubblicati insieme per la prima volta nel 1921) sono degni d'attenzione per altri motivi ancora: sono antecedenti alla creazione di Sherlock Holmes (avvenuta, in sede ufficiale, con la pubblicazione della novella Uno studio in rosso sul Beeton's Christmas Annual nel dicembre del 1887) e quindi ci mostrano un Conan Doyle che, pur muovendo i primi passi nel campo della narrativa, ha gi trovato quel genere letterario - il fantastico - pi idoneo in cui sviluppare le sue facolt creative; riflettono, in nuce, i vari tipi di racconto e le varie tematiche che l'autore svilupper successivamente nel corso della sua lunga carriera letteraria: i racconti del mistero (Il demone del Gabon e Il baule a strisce); quelli del terrore (Il comandante della Stella Polare" e La verit sulla scomparsa della Marie Celeste") -, quelli umoristici (Quella scatola quadrata) -, e, infine, quelli prettamente d'avventura dove  comunque l'insolito a svolgere un ruolo predominante (Il viaggio di Jelland). A tutto questo va aggiunto l'interesse che l'autore nutriva verso lo spiritismo (e per qualsiasi altro fenomeno parascientifico) abbinato a un altrettanto radicato patriottismo che lo rese un incallito conservatore in patria e un convinto imperialista all'estero.
Alex R. Falzon


Il baule a strisce.

Che cosa riuscite a vedere, Allardyce? chiesi.
Il mio ufficiale in seconda stava accanto a me a poppa, con le gambe tozze e corte ben divaricate perch la tempesta aveva lasciato dietro di s un enorme flutto e, a ogni nuova ondata, le nostre due scialuppe sfioravano l'orlo dell'acqua. Appoggi il cannocchiale alla sartiola di mezzana e guard a lungo e intensamente quella desolante presenza estranea che ogni volta si arrampicava sulla cresta di un cavallone, vi rimaneva in bilico per qualche secondo per poi ricadere dall'altra parte. Ricadeva cos in basso nell'acqua che solo in alcuni istanti se ne poteva intravedere la linea verde chiaro del parapetto.
Era un brigantino, ma il suo albero maestro era stato strappato a tre metri al di sopra del ponte e nessuno sforzo sembrava essere stato fatto per staccare il troncone che vi galleggiava accanto, con vele e cime, come l'ala spezzata di un gabbiano ferito sull'acqua. L'albero di poppa era ancora in piedi, ma le vele maestre erano sparse in lunghi pennoni bianchi di fronte a esso. Mai prima di allora avevo visto un vascello che mostrasse segni pi tragici della sventura.
Ma questo non poteva sorprenderci, perch vi erano stati dei momenti, durante gli ultimi tre giorni, in cui c'eravamo domandati se la nostra barca avrebbe mai pi visto terra. Per trentasei ore avevamo proceduto in direzione di terra e, se la Mary Sinclair non fosse stata la migliore nave che mai avesse lasciato il Clyde, non avremmo superato la tempesta. Eppure ne eravamo usciti con la sola perdita della lancia e del
parapetto di poppa. Non ci meravigli dunque, quando la
burrasca fu passata, di trovare che altri erano stati meno fortunati, e che questo brigantino mutilato, che barcollava sul mare blu e sotto un cielo senza nubi, era stato lasciato, come un uomo accecato da un lampo, a raccontare il terrore passato.
Allardyce, che era uno scozzese lento e metodico, fiss a lungo e attentamente la piccola imbarcazione mentre i nostri uomini si serravano contro il parapetto e si raggruppavano alle sartie di poppa per vedere quella barca straniera. A venti gradi di latitudine e dieci di longitudine, all'incirca le nostre coordinate in quel momento, chiunque si incontri suscita curiosit, perch si sono lasciate a nord le pi importanti vie del commercio atlantico. Per dieci giorni avevamo navigato su un mare solitario.
 un relitto, credo disse il secondo ufficiale. Ero arrivato alla stessa conclusione dato che non vedevo alcun segno di vita sul ponte e non c'era risposta all'amichevole gesticolare dei nostri marinai. L'equipaggio aveva probabilmente abbandonato la nave pensando che stesse per affondare.
Non pu resistere a lungo continu Allardyce col suo tono pacato. A ogni momento pu finire col naso in gi e coda in su. L'acqua lambisce il bordo della battagliola.
Che bandiera ? chiesi.
Sto cercando di capire. E tutta attorcigliata e aggrovigliata ai paranchi. S, ora la vedo. E la bandiera brasiliana, ma  capovolta.
Aveva issato il segnale di calamit, dunque, prima che la sua gente l'abbandonasse. Forse l'avevano appena lasciata. Presi il cannocchiale dell'ufficiale e girai lo sguardo sulla tumultuosa superficie blu scuro dell'Atlantico, ancora venato e costellato di linee bianche e spruzzi di schiuma, ma da nessuna parte riuscivo a vedere una presenza umana oltre alla nostra.
Pu esserci ancora qualcuno vivo a bordo dissi.
Pu esserci del materiale di recupero mormor il secondo ufficiale.
Ci accosteremo sottovento e staremo alla cappa.
Non eravamo distanti pi di cento metri quando indietreggiammo con la prua, ed eccoci vicini, la nostra barca e il brigantino che si inarcavano e abbassavano come due clown in un minuetto.
Calate una delle scialuppe dissi. Prendete quattro uomini, signor Allardyce, e vedete cosa riuscite a sapere di questa barca.
Ma proprio in quel momento il mio primo ufficiale, il signor Armstrong, sal sul ponte perch erano suonate le sette e mancavano solo pochi minuti al suo turno di guardia. Volevo andare di persona, su quel vascello abbandonato, per vedere cosa poteva esserci a bordo; subito dopo aver parlato con Armstrong, scavalcai il parapetto, scivolai lungo le cime e presi posto sulle scotte della barca.
Sebbene la distanza fosse breve, ci volle un po' di tempo per attraversare, le ondate erano cos alte che spesso, quando eravamo nell'incavo dell'onda, non potevamo vedere n l'imbarcazione che avevamo lasciato, n il brigantino al quale ci stavamo avvicinando. Il sole al tramonto non arrivava fin laggi e faceva freddo ed era buio nell'incavo dell'onda, ma ogni ondata che sopraggiungeva ci riportava in alto nel tepore e nella luce del sole. In ognuno di questi momenti, quando stavamo in bilico sull'orlo ricoperto di schiuma tra due scure vallate, vedevo per un attimo la lunga linea verde chiaro e l'albero maestro ciondolante; poi virai per girare attorno alla sua poppa, in modo da capire quale fosse la via migliore per salire a bordo. Mentre la superavamo vidi il nome Nossa Sehnora da Vittoria dipinto sulla volta di poppa gocciolante.
Attenzione sottovento, signore disse il secondo ufficiale. Pronto col gancio d'accosto, carpentiere! Un istante pi tardi scavalcavamo il parapetto che era appena pi alto della nostra barca e ci trovammo sul ponte del vascello abbandonato.
Il primo pensiero fu di provvedere alla nostra sicurezza nel caso che, come sembrava molto probabile, il vascello fosse dovuto colare a picco sotto i nostri piedi. A questo scopo due dei nostri uomini trattennero la cima d'ormeggio della barca e la scansarono dal fianco del vascello per essere pronti in caso di rapida ritirata. Il carpentiere fu mandato a controllare quant'acqua c'era e se stesse aumentando, mentre l'altro marinaio, Allardyce e io ispezionammo rapidamente il vascello e il suo carico.
Il ponte era ingombro di relitti e di stie nelle quali i volatili morti venivano sbattuti qua e l dagli spruzzi dell'acqua. Le scialuppe non c'erano pi, tranne una il cui fondo si era sfondato, e sicuramente l'equipaggio doveva aver abbandonato il vascello. La cabina sul ponte era stata in parte distrutta dal mare grosso. Allardyce e io entrammo e trovammo il tavolo del capitano cos come lo aveva lasciato, i suoi libri, le sue carte - tutte spagnole e portoghesi - sparse insieme a una gran quantit di cenere di sigarette. Cercai il giornale di bordo, ma non lo trovai.
Probabilmente non ne aveva mai avuto uno disse Allardyce. Le cose sono piuttosto trascurate a bordo di un mercantile sudamericano, dove si fa solo lo stretto necessario. Se ne aveva uno, deve averlo portato via con s sulla scialuppa.
Vorrei prendere tutti questi libri e carte dissi. Chiedete al carpentiere quanto tempo abbiamo a disposizione.
La risposta fu rassicurante. Il vascello era pieno d'acqua, ma parte del cargo galleggiava ancora e non c'era il pericolo immediato che affondasse. Quasi certamente non sarebbe mai colato a picco, ma sarebbe andato alla deriva come quei terribili scogli non segnalati che fanno naufragare tanti vascelli robusti.
Allora potete scendere, signor Allardyce dissi. Vedete cosa potete fare e cercate di capire quanto di questo carico pu essere salvato. Mentre voi siete via dar un'occhiata a queste carte.
Sulla scrivania vi erano le polizze di carico e alcune note e lettere sufficienti per capire che il brigantino brasiliano Nossa Sehnora da Vittoria era salpato da Bahia un mese prima. Il nome del capitano era Texeira, ma non c'era nessun riferimento al numero degli uomini dell'equipaggio. Era diretto a Londra
e un'occhiata alla polizza d'imbarco bast per farmi vedere che non avremmo ricavato molto dal recupero del carico. Esso consisteva in nocciole, zenzero e legname, quest'ultimo in grandi quantit di grossi tronchi di preziosi alberi tropicali. Erano questi, senza dubbio, che avevano impedito allo sventurato vascello di affondare, ma erano talmente voluminosi da rendere impossibile il loro trasbordo. Oltre a questi vi era altra merce varia, un certo numero di uccelli ornamentali per modiste e un centinaio di casse di frutta conservata. Infine, mentre giravo i fogli, giunsi a una nota in inglese che attir la mia attenzione.
Si prega" diceva la nota che i vari oggetti del folklore spagnolo e indiano che provengono dalla collezione di Santarem, e che sono destinati a Prontfoot e Neuman, di Oxford Street, Londra, siano collocati in un luogo dove non debba esservi alcun pericolo per questi oggetti, unici e preziosi, di essere danneggiati o manomessi. Si fa riferimento in particolare al forziere di Don Ramirez di Leira che per nessun motivo deve essere collocato dove qualcuno possa riuscire a raggiungerlo.
Il forziere di Don Ramirez! Oggetti unici e preziosi! C'era finalmente la possibilit di un recupero! Mi ero alzato in piedi con le carte in mano quando il mio ufficiale in seconda apparve sulla porta.
Non penso che le cose andassero come avrebbero dovuto a bordo di questa nave disse. Era un uomo dalla faccia dura, eppure potevo vedere che era spaventato.
Di che cosa si tratta?
Di omicidio, signore, c' un uomo qui accanto a cui hanno fracassato il cranio.
Ucciso nell'uragano? dissi.
Forse, signore. Ma mi sorprenderei se lo penserete ancora dopo averlo visto.
Dov', dunque?
Da questa parte, signore, qui nella cabina, sotto il ponte principale. Sottocoperta il brigantino non sembrava avere degli alloggi perch oltre alla cabina di poppa per il capitano, ve ne era solo un'altra vicina al boccaporto principale con annessa la cambusa del cuoco, e la terza nel castello di prua per gli uomini. Fu in quella di mezzo che mi condusse l'ufficiale. Quando si entrava, sulla destra, vi era la cambusa con la sua confusione di vasi e piatti rovesciati, e, sulla sinistra, vi era una piccola stanza con due cuccette per gli ufficiali. Poi, pi avanti, un piccolo spazio di circa un metro quadrato il cui pavimento era ingombro di bandiere e di tele da vela. Tutto intorno alle pareti vi erano dei pacchi avvolti in grossa tela e accuratamente legati alle sporgenze della parete. Dall'altra parte vi era un grande baule a strisce bianche e rosse, bench il rosso fosse scolorito e il bianco cos sporco che poteva dirsi tale solo quando la luce vi cadeva sopra direttamente. Il baule risult essere lungo un metro e trenta, alto un metro, e largo novanta centimetri. Molto pi lungo di un comune baule da marinaio.
Ma, quando entrai nel deposito, non fu al baule che si diressero i miei occhi e i miei pensieri. Sul pavimento ricoperto da quella confusione di bandiere e di tele giaceva un uomo piccolo e scuro con la barba ricciuta. Giaceva il pi lontano possibile dal baule, con i piedi verso di esso e la testa pi in l. Una macchia cremisi era stampata sulla bianca tela su cui giaceva la testa e sottili nastri rossi si avvolgevano intorno a quel collo scuro per poi rincorrersi sul pavimento, ma non si vedeva segno di una ferita, e la sua faccia era serena come quella di un bambino addormentato.
Fu solo quando mi chinai che mi accorsi della ferita, e allora mi voltai con un'esclamazione di orrore. Era stato colpito da un'ascia, evidentemente da qualcuno che stava dietro di lui. Un colpo terribile gli aveva fracassato la testa ed era penetrato fin dentro il cervello. La faccia poteva dirsi perfino serena poich la morte doveva essere stata istantanea, e la posizione della ferita mostrava che non aveva potuto vedere la persona che gli aveva inferto il colpo.
E un delitto premeditato o un incidente, capitano Barclay? mi domand il mio secondo con tono contegnoso.
Avete ragione, signor Allardyce. L'uomo  stato assassinato, colpito dall'alto da un'arma pesante e aguzza. Ma chi era costui, e perch lo hanno assassinato?
Era un semplice marinaio, signore disse l'ufficiale. Lo potete vedere se date un'occhiata alle mani. Mentre parlava rivolt le tasche e port alla luce un mazzo di carte, alcuni legacci sporchi di catrame e un pacchetto di tabacco brasiliano.
Oh, dia un'occhiata qui! disse.
Era un grosso coltello a serramanico, aperto, che aveva raccolto dal pavimento. La lama era lucida e brillante per cui non potemmo associarlo al delitto, eppure il morto sembrava
lo avesse avuto in pugno quando era stato colpito perch era ancora a portata di mano.
Mi sembra, signore, che egli sapesse di essere in pericolo e che tenesse il coltello pronto disse il secondo. Comunque, ora non possiamo pi aiutare questo povero diavolo. Non riesco a capire cosa siano queste cose legate alla parete. Sembrano talismani, armi e oggetti di ogni genere avvolti in vecchia tela di iuta.
 vero dissi. Sono le uniche cose di valore che possiamo prendere da questa nave. Avvisate la nostra nave e dite di mandare un'altra scialuppa per aiutarci a caricare a bordo questa roba. Mentre era via esaminai il curioso bottino che era giunto in nostro possesso. Gli oggetti erano legati cos bene che potei formarmi solo un'idea vaga della loro natura, ma
il baule a strisce era in buona luce e potei esaminarlo attentamente. Sul coperchio, che era spesso e ornato agli angoli da incisioni di metallo, vi era inciso un complicato stemma, al di sotto del quale vi era una frase in spagnolo che fui in grado di decifrare: Il baule elei tesoro di Don Ramirez di Leira, Cavaliere dell'Ordine di San Giacomo, Governatore e Capitano Generale di Terra Firma e Della Provincia di Veraquas". In un angolo vi era la data: 1606, e in un altro, una larga etichetta bianca sulla quale c'era scritto in inglese: Siete vivamente presti di non aprire questo baule per nessun motivo . Lo stesso avvertimento era ripetuto pi sotto in spagnolo. Quanto alla serratura era molto complicata e pesante, di metallo intagliato, con un motto latino di certo incomprensibile a un marinaio.
Avevo finito di esaminare questo strano baule quando giunse l'altra scialuppa con il signor Armstrong, il primo ufficiale, e cominciammo a portar via e caricare le varie curiosit, gli unici oggetti che ci sembravano valesse la pena di rimuovere da quel relitto. Quando la scialuppa fu carica la rimandai al brigantino, poi Allardyce e io, con un carpentiere e un marinaio, spostammo verso la nostra barca il baule a strisce, la sola cosa rimasta; lo calammo tenendolo in equilibrio sopra i due banchi trasversali, poich era cos pesante che se l'avessimo sistemato a una delle estremit, avrebbe potuto imprimere alla barca un'inclinazione pericolosa. Quanto al morto, lo lasciammo dove lo avevamo trovato.
L'ufficiale aveva una sua teoria secondo la quale, nel momento di abbandonare la nave, quell'uomo aveva cominciato a saccheggiarla e il capitano, nel tentativo di mantenere la disciplina, lo aveva colpito con un'ascia o con un'altra arma pesante. Sembrava una spiegazione pi plausibile di altre, eppure non mi soddisfaceva completamente. Ma l'oceano  pieno di misteri ed eravamo contenti di lasciare al proprio destino il marinaio morto del brigantino brasiliano, che si aggiungeva cos a quella lunga lista che ogni marinaio pu elencare.
Il pesante baule fu issato con delle corde sul ponte della Mary Sinclair e fu trasportato da quattro marinai nella cabina dove vi era giusto il posto per sistemarlo tra il tavolo e gli armadietti. L rimase durante la cena, e dopo il pasto gli ufficiali si fermarono con me per discutere su un bicchiere di grog l'avvenimento principale del giorno. Il signor Armstrong era un uomo alto, sottile, rapace, un marinaio eccellente, ma famoso per la sua tirchieria e cupidigia. Il nostro tesoro lo aveva eccitato moltissimo e con gli occhi che luccicavano aveva gi cominciato a contare quanto sarebbe toccato a ciascuno di noi nella divisione del baule messo in salvo.
Se c'era scritto che questi oggetti erano unici, signor Barclay, il loro valore deve essere inestimabile. Non immaginate quanto sarebbe disposto a dare qualche ricco collezionista.
Mille sterline sono nulla per loro. Mi sbaglier, ma avremo qualcosa da mostrare del nostro viaggio.
Non credo dissi. Da quel che ne ho capito non devono essere poi molto diversi da qualsiasi altro oggetto folkloristico sudamericano.
Bene, signore, ho commerciato laggi per quattordici viaggi e non ho mai visto prima d'ora nulla di simile a questo baule. Da solo vale un sacco di soldi. Ma  cos pesante che certamente deve contenere qualcosa di valore. Non pensate che dovremmo aprirlo per vedere?
Se lo aprite, con ogni probabilit, lo sciuperete disse il secondo ufficiale.
Armstrong vi si accovacci davanti, con la testa da una parte, e il naso lungo e sottile a pochi centimetri dalla serratura.
Il legno  di quercia disse e si  ritirato un po' con gli anni. Se avessi uno scalpello o un coltello robusto potrei forzare la serratura senza recarvi alcun danno.
Il sentir accennare a un coltello dalla lama robusta mi ramment il marinaio morto sul brigantino.
Mi domando se non fosse al lavoro quando qualcuno venne a interromperlo dissi.
Non so, signore, ma sono perfettamente sicuro di poter aprire il baule. C' un cacciavite qui nell'armadietto, tenete la lampada, Allardyce, basteranno un paio di colpi.
Aspettate un attimo dissi, perch, con gli occhi che brillavano di curiosit e d'ingordigia, gi si stava piegando sul coperchio. Non mi sembra che ci sia alcuna fretta. Avete letto l'avvertimento di non aprire. Pu voler dire qualcosa oppure nulla, ma mi sento in qualche modo propenso a obbedirvi. Dopotutto qualsiasi cosa vi sia, vi rimarr, e se  di valore, rimarr tale sia che lo si apra negli uffici del proprietario sia nella cabina della Mary Sinclair.
Il primo ufficiale sembr amaramente deluso della mia decisione.
Sicuramente, signore, non siete superstizioso disse con
una smorfia lieve di disprezzo sulle labbra sottili. Se esce
dalle nostre mani e non vediamo noi stessi cosa c' dentro, non ne potremo accampare i diritti, inoltre...
Basta, signor Armstrong, dissi seccamente potete star certo che avrete ci che vi spetta, ma non far aprire il baule stanotte.
Ma s, l'etichetta dice che il baule  stato controllato da europei llardyce aggiunse. Il fatto che il baule sia un forziere non significa che contenga ancora un tesoro. In molti devono avervi gettato un'occhiata all'interno ai tempi del vecchio Governatore della Terra Firma.
Armstrong gett il cacciavite sul tavolo e scroll le spalle.
Come volete disse; ma per il resto della serata; bench parlassimo di molti argomenti, notai che i suoi occhi si giravano continuamente verso il vecchio baule a strisce con la stessa espressione di curiosit e di avidit.
Ed ora arrivo a quella parte della mia storia che mi fa rabbrividire per l'orrore, perfino adesso, quando ci penso. La cabina principale aveva tutto intorno le stanze degli ufficiali, ma la mia era la pi lontana, all'estremit del piccolo passaggio che conduceva al boccaporto. Io non montavo guardia regolare tranne che in casi di emergenza e i tre ufficiali si dividevano i turni tra loro. Armstrong aveva la guardia di mezzo che finiva alle quattro del mattino, e veniva poi sostituito da llardyce.- Quanto a me, ho sempre avuto un sonno molto profondo ed  difficile che qualcosa pi leggero di una mano sulla spalla riesca a svegliarmi.
Eppure fui svegliato quella notte, anzi, direi ai primi bagliori del mattino. Erano appena le quattro e mezzo, secondo il mio orologio, quando qualcosa mi fece balzare su dalla cuccetta, completamente sveglio e con i nervi tesi. Era un suono strano, un colpo con un grido umano alla fine che ancora mi strid nelle orecchie. Stetti in ascolto, ma dappertutto era silenzio. Eppure quel grido orribile non poteva essere stato una fantasia, perch la sua eco ancora mi risuonava in testa e sembrava fosse originato da un luogo molto vicino a me. Saltai gi dalla cuccetta e, infilandomi qualcosa indosso, mi diressi verso la cabina.
Dapprima non vidi nulla di insolito. Nella luce fredda e grigia vedevo il tavolo con il tappeto rosso, le cinque sedie girevoli, gli armadietti di castagno, il barometro che oscillava, e l, in fondo, il baule a strisce. Stavo tornando indietro con l'intenzione di salire sul ponte e di chiedere al secondo ufficiale se avesse udito qualcosa, quando improvvisamente gli occhi mi caddero su qualcosa che sporgeva da sotto il tavolo. Era la gamba di un uomo, una gamba con indosso un lungo stivale da marinaio. Mi chinai, e vidi una figura umana stesa a faccia in gi, le braccia in avanti e il corpo contorto. Con un'occhiata vidi che era Armstrong, il primo ufficiale, e con una seconda che era morto. Rimasi senza fiato per alcuni momenti. Poi corsi sul ponte, chiamai in aiuto Allardyce e tornai con lui nella cabina.
Insieme estraemmo quel povero sventurato da sotto il tavolo
e mentre guardavamo la testa insanguinata, ci scambiammo uno sguardo, e non so chi dei due fosse pi pallido.
Come il marinaio spagnolo dissi.
Proprio come lui. Dio ci salvi! E un baule maledetto! Guardate la mano di Armstrong!
Sollev la mano destra dell'ufficiale e vidi il cacciavite che avrebbe voluto usare la notte precedente.
Ha cercato di forzarlo, signore. Sapeva che io ero sul ponte e che voi dormivate. Si  inginocchiato davanti al baule e ha fatto pressione con il cacciavite sulla serratura. Poi qualcosa  accaduto e ha gridato cos forte che voi lo avete udito.
Allardyce, sussurrai cosa pu essere successo?
Il secondo ufficiale poggi la mano sulla mia manica e mi tir dentro la sua cabina.
Qui possiamo parlare, signore, non sappiamo chi ci pu ascoltare l dentro. Cosa pensate che ci sia in quel baule, capitano Barclay?
Vi assicuro, Allardyce, che non ne ho la minima idea.
Bene, c' un'unica ragione che pu spiegare tutti i fatti. Osservate le dimensioni del baule. Osservate tutte le incisioni e fregi che possono nascondere un numero indefinito di fori.
Osservate il peso; ci sono voluti quattro uomini per trasportarlo. Per di pi, non bisogna scordare che due uomini hanno cercato di aprirlo e che nel farlo nessuno dei due ha visto la fine della sua opera. Ora, signore, cosa pu voler dire tutto questo se non una cosa sola?
Volete dire che vi  un uomo dentro?
Certo che c' un uomo dentro. Sapete bene, signore, come vanno le cose in questi stati sudamericani. Un uomo pu essere presidente una settimana e cacciato come un cane quella dopo. Sono sempre in fuga dalla morte. Sono convinto che c' qualcuno nascosto l dentro, che  armato e disperato, e che combatter fino all'ultimo prima di farsi prendere.
Ma come fa per bere e mangiare?
 un baule spazioso, signore, e pu avere con s un po' di provviste. Quanto al bere, aveva un amico nell'equipaggio che provvedeva a dargli ci di cui aveva bisogno.
Pensate, dunque, che l'etichetta che chiede alle persone di non aprire il baule sia stata semplicemente scritta nel suo interesse?
S, signore,  ci che penso. Avete un altro modo di spiegare i fatti?
Dovetti confessare che non l'avevo.
E adesso, chiesi che cosa facciamo?
L'uomo  un delinquente pericoloso che non molla facilmente. Credo che non sarebbe una cattiva idea mettere una corda intorno al baule e rimorchiarlo per una buona mezz'ora; poi potremmo aprirlo con comodo. Oppure potremmo legarlo e impedirgli di avere dell'acqua, sarebbe la stessa cosa. Oppure il carpentiere potrebbe darvi una mano di vernice e chiudere tutti i fori.
Su, Allardyce, dissi, spazientito non vorrete dire sul serio che l'intero equipaggio di una nave stia per essere terrorizzato da un solo uomo rinchiuso in un baule! Se  l, prometto di tirarlo fuori! Andai nella mia stanza e tornai con un revolver in mano: Ora, Allardyce, dissi aprite la serratura, e io star in guardia.
Per amor di Dio, pensate a quello che state per fare, signore! grid l'ufficiale. Due uomini hanno perso la vita, e il sangue di uno di loro non si  ancora asciugato sul tappeto.
Un motivo in pi per vendicarlo.
Va bene, signore, ma almeno lasciatemi chiamare il carpentiere. Tre uomini sono meglio di due ed egli  un uomo robusto.
And a cercarlo, e io rimasi solo nella cabina con il baule a strisce. Non credo di essere un uomo nervoso, ma tenni il tavolo tra me e questa vecchia e pesante reliquia del Mar dei Caraibi. Nel chiarore crescente della luce mattutina cominciavano ad apparire le strisce rosse e bianche, insieme alle strane pergamene, alle ghirlande di metallo, a tutti quei ceselli che mostravano la cura amorosa con cui vi avevano lavorato esperti incisori. In quel momento il carpentiere e il marinaio furono di ritorno, il primo con un martello in mano.
Brutta faccenda, questa, signore disse, scuotendo la testa, mentre guardava il corpo dell'ufficiale. E voi pensate che ci sia qualcuno nascosto nel baule?
Non c' dubbio disse Allardyce, raccogliendo il cacciavite e stringendo la mascella come un uomo che deve farsi coraggio. Far saltare la serratura se tutti e due vi tenete pronti ad agire. Se si alza, picchiategli il martello in testa, carpentiere! E voi, sparate subito, signore, se alza la mano. Ora!
Si era inginocchiato di fronte al baule a strisce e aveva fatto passare la lama dell'arnese sotto il coperchio. Con uno scatto rapido la serratura si apr. In guardia! url il marinaio e fece leva spalancando il massiccio coperchio del baule. Mentre si apriva, tutti e tre facemmo un balzo indietro, io con la pistola puntata, e il carpentiere con il martello sollevato in aria. Poi, poich nulla succedeva, ognuno di noi fece un passo in avanti e ci sporgemmo a dare un'occhiata. Il baule era vuoto.
Veramente, non era del tutto vuoto, perch in un angolo vi era un antico candeliere giallo, riccamente cesellato, che sembrava essere antico quanto il baule. Il suo caldo colore dorato e la fattura elegante facevano supporre che fosse un oggetto di valore. In quel vecchio baule a strisce non v'era altro che fosse pi pesante o di maggior valore della polvere.
Ma...  incredibile! grid Allardyce, fissandone esterrefatto l'interno. Come fa a pesare tanto, allora?
Guardate lo spessore dei lati del coperchio. Che diamine! Sono pi di dieci centimetri. E guardate quella grossa molla metallica che lo attraversa.
E per tenere alzato il coperchio, disse il marinaio affinch non ricada in avanti. Cos' quella scritta in tedesco all'interno?
Dice che fu costruito da Johann Rothstein di Augsburg, nel 1606.
Proprio un bel lavoro. Ma non ci dice molto su cosa sia successo, vero, capitano Barclay? Quel candeliere sembrerebbe d'oro. Avremo dunque qualcosa in cambio per il nostro fastidio.
Si chin in avanti per afferrarlo e da quel momento non ho mai dubitato della realt dell'intuizione, perch in quell'istante lo afferrai per il colletto e lo tirai su di nuovo. Forse era qualche storia del Medio Evo che mi era tornata alla mente, o forse erano stati i miei occhi che avevano colto del rosso che non era della ruggine sulla parte superiore della serratura, ma a lui e a me sembrer sempre una intuizione, tanto pronto e rapido fu il mio gesto.
C' il diavolo l dentro dissi. Datemi il bastone ricurvo che sta l, in quell'angolo.
Era un normale bastone da passeggio con manico ricurvo. Lo passai sopra il candeliere e tirai. In un lampo una fila di lucide zanne di acciaio uscirono da sotto il coperchio e il grande baule a strisce si richiuse davanti a noi come un animale selvaggio. Con frastuono, il pesante coperchio torn al suo posto e i bicchieri nelle scaffalature risuonarono e tintinnarono per il colpo. Il marinaio si sedette sul bordo del tavolo e rabbrivid come un cavallo spaventato.
Mi avete salvato la vita, capitano Barclay! disse.
Dunque era questo il segreto del baule a strisce del vecchio
Don Ramirez di Leyra, ed era cos che aveva conservato i suoi guadagni estorti alla Terra Firma e alla Provincia di
Veraquas. Per quanto astuto fosse stato il ladro, egli non poteva distinguere il candeliere d'oro dagli altri oggetti di valore e, nel momento in cui appoggiava le mani su di esso, scattava la molla terribile e le micidiali punte di acciaio gli si conficcavano nel cervello, mentre il colpo rigettava indietro la vittima e permetteva al baule di chiudersi automaticamente. Mi domandai quanti in tutto erano caduti vittime della ingegnosit del meccanico di Augsburg e mentre pensavo alla possibile storia di quel funesto baule a strisce, la mia decisione fu subito presa.
Carpentiere, prendete tre uomini e portatelo sul ponte.
Intendete gettarlo in mare, signore?
S, Allardyce. Di solito non sono superstizioso, ma ci sono alcune cose che vanno ben oltre quello che un marinaio pu sopportare.
Non mi meraviglio che quel brigantino portasse cattivo tempo, capitano Barclay, con una cosa simile a bordo. Il barometro sta scendendo rapidamente, signore, e non abbiamo ancora molto tempo.
Perci non aspettammo nemmeno i tre marinai, lo trasportammo fuori, il marinaio, il carpentiere e io, e lo spingemmo con le mani oltre il parapetto. Ci fu un bianco spruzzo d'acqua e poi l'oggetto spar. L giace il baule a strisce, a centinaia e centinaia di metri sott'acqua, e se, come dicono, il mare un giorno diverr terra asciutta, mi dolgo per l'uomo che trover quel vecchio baule e s'illuder di penetrare fin dentro
il suo segreto.


Il comandante della Stella Polare.
(Estratto dallo strano diario di bordo di John McAlister Ray, studente di medicina)

11 SETTEMBRE - lat. 81 gradi 40 primi N; long. 2 gradi E - Siamo ancora fermi in mezzo a enormi banchise di ghiaccio. Quella che si estende a nord e alla quale  attaccata la nostra ancora, non  pi piccola di una contea inglese. All'orizzonte, a destra e a manca, si estendono ininterrotte distese di ghiaccio. Questa mattina, l'ufficiale in seconda ci ha riferito che si  formata una banchisa di ghiaccio verso sud. Se dovesse ispessirsi fino a ostacolare il nostro ritorno, saremmo in pericolo perch il cibo, ho sentito dire, sta gi scarseggiando. La stagione  inoltrata e le notti hanno cominciato a riapparire. Questa mattina ho visto una stella brillare proprio sopra l'albero di trinchetto, la prima dall'inizio di maggio.
C' molto scontento tra l'equipaggio, molti sono ansiosi di tornare a casa in tempo per la stagione delle aringhe, quando la richiesta di lavoro fa alzare i prezzi sulla costa scozzese. Fino a oggi il loro scontento si  manifestato solo con sguardi torvi e visi cupi, ma ho sentito dal secondo ufficiale questo pomeriggio che pensano di mandare una rappresentanza dal comandante per spiegare le loro ragioni. Dubito molto su come li ricever,  un uomo di temperamento violento e molto sensibile su ci che pu apparire come una lesione dei suoi diritti. Tenter dopo cena di dirgli qualcosa sull'argomento. Ho sempre trovato che tollera da me ci che non sopporterebbe da nessun altro membro dell'equipaggio. Amsterdam Island, a nord-ovest dello Spitzbergen,  visibile a babordo, una linea frastagliata di rocce vulcaniche, percorsa dalle bianche linee di
ghiacciai.  curioso pensare che al momento attuale non c' probabilmente nessun essere umano pi vicino a noi degli insediamenti danesi a sud della Groenlandia - a circa mille e seicento chilometri in linea d'aria. Un comandante si assume grosse responsabilit quando mette a repentaglio il suo
vascello in simili circostanze. Nessuna baleniera  mai rimasta in queste latitudini fino a un periodo cos inoltrato dell'anno.
ore 21 - Ho parlato con il comandante Craigie e, bench il risultato non sia proprio soddisfacente, debbo dire che ha ascoltato ci che ho detto con molta calma e anche rispetto. Quando ho finito, ha assunto quell'aria di determinazione ferrea che ho spesso osservato sul suo volto, e ha cominciato a percorrere rapidamente avanti e indietro la stretta cabina per alcuni minuti. Dapprima temetti di averlo seriamente offeso, ma fug la mia idea sedendosi di nuovo e posando la mano sul mio braccio con un gesto che quasi sembrava una carezza. C'era una tenerezza profonda nei suoi selvaggi occhi neri che mi sorprese considerevolmente. Guardi, dottore, disse mi dispiace di avervi preso a bordo, veramente, e darei cinquanta sterline all'istante per vedervi sano e salvo sul molo di Dundee. Si tratta di prendere o lasciare, per me, questa volta. Vi  da pescare a nord. Come osate scuotere la testa, signore, mentre vi parlo? Vi dico che le ho viste dall'alto dell'albero maestro. Disse questo con un moto d'ira, bench fossi sicuro di non aver mostrato nessun segno di dubbio. Ventidue balene in pochi minuti, vero come  vero che sono vivo, e nessuna sotto i tre metri(1). Suvvia, dottore, pensate che io possa abbandonare questo posto quando c' solo una dannata striscia di ghiaccio tra me e la mia fortuna? Se il vento soffiasse dal nord, domani potremmo riempire la nave e andarcene prima che il ghiaccio ci intrappoli. Se il vento dovesse venire dal sud, ebbene, in quel caso, penso che gli uomini siano pagati per rischiare la loro vita; quanto a me, me ne importa ben poco, perch ho pi cose che mi legano all'altra vita che non a questa. Tuttavia, confesso che mi dispiace per voi. Vorrei avere qui il vecchio Angus Tait che era con me nell'ultimo viaggio, perch era un uomo di cui nessuno avrebbe compianto la scomparsa, mentre voi mi diceste una volta che eravate fidanzato, vero?
S risposi, facendo scattare la molla del portaritratto appeso alla catena dell'orologio che racchiudeva una piccola immagine di Flora.
Accidenti a voi! url, balzando in piedi dalla seggiola con i peli della barba irti dalla collera. Che me ne importa della vostra felicit? Che c'entro io con voi perch dobbiate far ciondolare la sua foto davanti ai miei occhi? Quasi credetti che stesse per colpirmi nella sua furia, ma con un'altra imprecazione corse verso la porta della cabina e si precipit sul ponte, lasciandomi completamente sbalordito per la sua inaudita violenza.  la prima volta che mi mostra qualcosa che non sia gentilezza e cortesia. Mentre scrivo queste righe lo sento ancora sopra di me camminare nervosamente avanti e indietro.
Mi piacerebbe descrivere questo personaggio, ma sembra presuntuoso cercare di farlo sulla carta quando l'idea che ho in testa  a dir poco molto vaga e incerta. Ho spesso pensato di aver afferrato il bandolo che avrebbe spiegato il mistero di quest'uomo, ma venivo subito deluso in quanto ogni volta si presentava in una nuova luce, tale da sconvolgere tutte le mie conclusioni. Pu darsi che nessun occhio umano si poser mai su queste righe, ma cercher, come studio psicologico, di lasciare una testimonianza del comandante Nicholas Craigie.
L'aspetto esteriore di un uomo generalmente d qualche indicazione sull'animo racchiuso al suo interno. Il comandante  alto e ha una bella figura, il viso  scuro e gradevole, e ha un modo curioso di muovere incessantemente gli arti che pu derivare da nervosismo o essere semplicemente il risultato di eccesso di energia. La mascella e tutto il portamento sono virili e risoluti, ma gli occhi sono l'elemento pi importante del suo volto. Sono nocciola scuro, luminosi e vivaci con uno strano miscuglio, nella loro espressione, di irrequietezza e di qualcos'altro che ho pensato talvolta fosse pi collegato al terrore,
che non ad altre emozioni. Di solito era il primo a predominare, ma in certe occasioni, e particolarmente quando era pensieroso, lo sguardo di terrore si faceva sempre pi intenso fino a infondere una espressione completamente diversa a tutta la sua persona. E in questi momenti che  pi soggetto a scoppi violenti di collera e sembra esserne consapevole, perch l'ho sentito chiudersi a chiave per non essere avvicinato finch quel momento nero non fosse passato. Dorme male, e l'ho udito urlare durante la notte, ma la sua cabina  un po' distante dalla mia e non ho mai potuto distinguere quello che diceva.
Questo  un lato del suo carattere, forse il pi sgradevole. E solo per l'intimit che ho con lui, destinati come siamo a essere insieme, giorno dopo giorno, che ho osservato tutto questo. Altrimenti  un compagno piacevole, colto e amabile, il pi valoroso marinaio che mai abbia calpestato una tolda. Non potr facilmente dimenticare il modo con cui comand la nave quando fu colta dalla tempesta in mezzo ai banchi di ghiaccio all'inizio di aprile. Non l'ho mai visto cos felice e perfino allegro, come in quella notte in cui camminava in su e in gi sul ponte, in mezzo a lampi, tuoni e all'ulular del vento. Mi ha detto molte volte che il pensiero della morte era piacevole per lui, cosa triste da dirsi da parte di un uomo giovane; non deve avere pi di trent'anni, bench barba e capelli siano gi leggermente brizzolati. Qualche grande dolore deve averlo travolto e segnato innanzi tempo. Forse sarei nelle stesse condizioni se perdessi Flora. Dio solo lo sa! Penso che, se non fosse per lei, mi importerebbe ben poco che domani il vento soffiasse da nord o da sud. Eccolo, sento che  sceso e che si  chiuso nella sua stanza, il che significa che  ancora di cattivo umore. E dunque andiamo a letto, come direbbe il vecchio Pepys, perch la candela si sta spegnendo (dobbiamo usarla ora che la notte artica si sta avvicinando), e il cambusiere si  gi ritirato, perci non posso sperare di averne un'altra.
12 SETTEMBRE - E un giorno calmo, limpido, e siamo sempre fermi nella stessa posizione. C' un vento leggero che viene da sud-est. Il comandante  di umore migliore e a colazione si  scusato con me per essere stato sgarbato. Sembra ancora un po' stralunato e ha ancora quello sguardo selvaggio negli occhi che in uno scozzese vorrebbe dire che  fey - cos come aveva notato il nostro capo macchinista, il quale ha fama di essere, per gli elementi celtici dell'equipaggio, un veggente e un profeta.
 strano che la superstizione abbia fatto tanta presa su una razza cos testarda e pratica. Non vi avrei mai creduto se non l'avessi osservato io stesso. Ne abbiamo avuto una vera e propria epidemia durante il viaggio, finch non mi sono deciso a distribuire, insieme alla razione di grog del sabato, dosi di sedativo e tonici del sistema nervoso. Il primo sintomo si manifest poco dopo aver lasciato le Shetland quando gli uomini al timone cominciarono a lamentarsi perch udivano gemiti e urla sulla scia della nave, come se qualcosa la stesse seguendo e non riuscisse a raggiungerla. Questa fantasia  rimasta viva durante tutto il viaggio e nelle notti buie all'inizio della pesca delle foche fu veramente difficile convincere gli uomini a rispettare i loro turni. Senza dubbio quello che udivano era il cigolio delle catene o il grido di qualche uccello marino di passaggio. Sono stato trascinato fuori dal letto molte volte per ascoltarlo, ma non ho bisogno di dire che non ho mai udito alcunch di innaturale. Gli uomini, tuttavia, sono cos assurdamente sicuri del fatto, che non c' speranza di farli ragionare. Una volta ne ho parlato al comandante ma, con mia grande sorpresa, l'ha presa molto seriamente ed  apparso veramente turbato da quel che gli ho raccontato. Avevo pensato che almeno lui sarebbe stato al di sopra di tali storielle volgari.
Tutta questa disquisizione sulla superstizione mi porta al fatto che il signor Manson, il nostro secondo ufficiale, ha visto un fantasma la notte scorsa, o almeno dice di averlo visto, che poi  la stessa cosa. E piacevole avere qualche altro argomento di conversazione dopo l'eterna routine di orsi e balene che abbiamo avuto per cos tanti anni. Manson giura che la nave  stregata, e che non vi starebbe un solo giorno di pi se solo avesse dove andare. Il pover'uomo  veramente spaventato e questa mattina ho dovuto somministrargli del cloruro e del bromuro di potassio per calmarlo. Si  indignato quando mi sono azzardato a dire che la notte prima aveva forse bevuto un bicchiere di pi, e sono stato costretto a calmarlo mantenendo un contegno il pi serio possibile, mentre raccontava la sua storia in modo indubbiamente molto naturale e realistico.
Ero sul ponte disse intorno alla quarta campana della guardia di mezzo, proprio quando la notte  pi fredda. C'era un po' di luna, ma le nuvole vi passavano davanti e perci non si poteva vedere molto dalla nave. John McLeod, il fiociniere, venne dal castello di prua dicendo che aveva sentito un rumore strano a tribordo. Andai con lui ed entrambi lo udimmo, a volte come il grido di un bambino, altre come una ragazza che soffre. Sono stato per diciassette anni in questa zona, ma non ho mai udito foca giovane o vecchia mandare un simile suono. Mentre stavamo l sul castello di prua, la luna venne fuori di tra le nuvole ed entrambi vedemmo una figura bianca che si muoveva tra le distese di ghiaccio nella stessa direzione dalla quale avevamo sentito provenire i lamenti. La perdemmo di vista per un momento, ma ritorn a proravia e potemmo scorgere come un'ombra nel ghiaccio. Mandai un marinaio a prendere i fucili e McLeod e io scendemmo sulla banchisa, pensando che potesse trattarsi di un orso. Quando fummo sul ghiaccio persi di vista McLeod, ma mi spinsi nella direzione dalla quale sentivo ancora provenire i lamenti. Li seguii per un chilometro o forse pi e poi, giungendo a un dosso di ghiaccio, mi arrampicai proprio in cima e l stava ritta come se mi stesse aspettando. Non so cosa fosse. Non era, comunque, un orso. Era qualcosa di alto, bianco e diritto, e se non era un uomo, n una donna, scommetto l'anima mia che era qualcosa di peggio. Mi diressi verso la nave pi in fretta che potei e fui molto felice di ritrovarmi a bordo. Ho firmato di prestare servizio sulla nave e sulla nave rimarr, ma non mi troverete mai pi sul ghiaccio dopo il tramonto.
Questa  la sua storia, raccontata finch ho potuto con le sue stesse parole. Immagino che ci che ha visto, nonostante i suoi dinieghi, deve essere stato un giovane orso eretto sulle zampe posteriori, un atteggiamento che spesso assumono quando sono spaventati. Nella luce incerta poteva avere una certa somiglianza con una figura umana, soprattutto per un individuo i cui nervi erano gi un po' scossi. Qualsiasi cosa sia stata,  un malaugurato incidente, perch ha prodotto un effetto spiacevole sull'equipaggio. I loro sguardi sono ancora pi cupi di prima e il loro malumore pi evidente. Il duplice malcontento per non poter prendere parte alla pesca delle aringhe e per essere trattenuti su una nave che erano convinti fosse stregata, poteva condurli a qualche atto inconsulto. Perfino i fiocinieri, che erano pi vecchi e pi saldi di loro, si stavano unendo alla agitazione generale.
A parte questa improvvisa esplosione di superstizione, le cose sembravano migliorare un po'. La banchisa che si era formata verso sud era in parte scomparsa e l'acqua era cos tiepida da farmi pensare che eravamo capitati in uno di quei rami della corrente del golfo che scorre tra la Groenlandia e
Spitzbergen. Vi sono numerose piccole meduse e limoni di mare intorno alla nave e molti gamberetti, cosicch ci sono molte possibilit di avvistare un pesce. Se ne era infatti vista una soffiare, verso l'ora di cena, ma in una posizione che non poteva essere seguita dalle nostre lance.
13 SETTEMBRE - Ho avuto una conversazione interessante con il primo ufficiale, il signor Milne, sul ponte. Sembra che il nostro comandante sia un grande enigma per i suoi marinai e anche per i proprietari della nave, come lo  per me. Il signor Milne mi dice che una volta pagato l'equipaggio, al ritorno da un viaggio, il comandante Craigie scompare, e non lo si vede pi fino all'avvicinarsi di un'altra stagione, quando entra silenziosamente nell'ufficio della compagnia e chiede se c' bisogno dei suoi servigi. Non ha amici a Dundee e nessuno conosce il suo passato. La sua reputazione dipende interamente dalla sua abilit di marinaio, e dalla sua fama di uomo coraggioso e con grande sangue freddo, stima che si era guadagnata quando era ufficiale, prima che gli fosse affidato un comando.  un'opinione comune che non deve essere uno scozzese e che il nome sia falso. Il signor Milne pensa che si sia dedicato alla pesca della balena per la semplice ragione che  la pi pericolosa delle occupazioni che potesse scegliere e che egli corteggia la morte in ogni modo possibile. Ha fatto molti esempi, uno dei quali, se  vero, piuttosto curioso. Sembra che una volta non si fosse presentato all'ufficio e un sostituto dovette essere scelto al suo posto. Si era al tempo dell'ultimo conflitto russoturco. Quando riapparve, la primavera successiva, aveva la cicatrice di una ferita sul lato del collo, che si sforzava di nascondere con il fiocco della cravatta. Se la congettura dell'ufficiale, che egli avesse preso parte al conflitto, fosse vera o no, non so dire. Certo era una strana coincidenza.
Il vento sta girando in direzione est, ma  ancora molto leggero. Mi sembra che il ghiaccio sia pi vicino di ieri. A vista d'occhio vi  tutt'intorno una vasta distesa di bianco immacolato, rotto solo da qualche crepaccio e dall'ombra di un dosso. Verso sud vi  uno stretto corridoio di acqua blu che  il solo nostro mezzo di fuga, e che si restringe ogni giorno di pi. Il comandante sta assumendo su di s delle grosse responsabilit. Ho sentito che il barile di patate  finito, che anche i biscotti stanno scarseggiando, ma lui mantiene lo stesso contegno impassibile e passa la maggior parte del tempo in coffa a frugare l'orizzonte con il suo cannocchiale. I suoi modi sono molto variabili, sembra evitare la mia compagnia, ma non si  ripetuta la violenza che ha mostrato la notte scorsa.
ore 19,30 -  mia opinione che siamo in balia di un pazzo. Null'altro pu spiegare le stranezze del comandante Craigie. Fortuna vuole che abbia tenuto questo diario di viaggio, perch servir a giustificarci nel caso dovessimo metterlo in qualche modo sotto libert vigilata, un passo a cui farei
ricorso solo come soluzione estrema. Abbastanza curiosamente, lui stesso ha accennato alla pazzia, e non a modi particolarmente eccentrici, per spiegare il mistero di questo suo strano comportamento. Circa un'ora fa, era sul ponte, e stava guardando, come al solito, attravrso il suo cannocchiale, mentre io camminavo sul cassero. La maggior parte degli uomini erano sotto il ponte a prendere il t, perch negli ultimi giorni i turni di guardia non sono stati
tenuti regolarmente. Stanco di caminare, mi appoggiai al parapetto e osservavo i riflessi dorati del sole che calava sulle grandi distese di ghiaccio intorno a noi. Fui improvvisamente distolto dalle fantasticherie in cui ero immerso da una voce rauca proprio dietro di me e girandomi scoprii che il comandante era sceso e che si trovava accanto a me. Stava fissando il ghiaccio con una espressione mista di orrore, sorpresa e di un qualcos'altro che assomigliava alla gioia e che tentava di aver su tutte le altre la meglio. Nonostante il freddo, grosse gocce di sudore gli scorrevano sulla fronte ed era evidente che fosse profondamente turbato. I suoi arti si contraevano come quelli di un uomo sul punto di avere un attacco epilettico e le linee intorno alla sua bocca erano dure e tese.
Guardate! disse ansimando, afferrandomi per il polso, ma ancora tenendo gli occhi fissi sulle distese di ghiaccio, e muovendo la testa lentamente sull'orizzonte come se seguisse un qualche oggetto che si stesse muovendo nel suo campo visivo. Guardate! Ecco, l! Tra quei dossi! Sta uscendo ora da dietro quel dosso lontano! La vedete... dovete vederla!  ancora l! Fugge da me, mio Dio, fugge da me... se n' andata!
Pronunci le ultime parole in un sussurro di delirio represso che non svanir pi dal mio ricordo. Afferrando strettamente le corde del corrimano cerc di salire sul parapetto come nella speranza di poter vedere meglio l'oggetto che stava sparendo. La sua forza, per, non fu pari al tentativo, e barcoll all'indietro contro le luci del salone, dove rimase ansimante e sfinito. La faccia era cos livida che credevo stesse per svenire, perci non persi tempo a condurlo gi per il boccaporto e a distenderlo su uno dei divani della cabina. Gli versai poi del brandy che gli avvicinai alle labbra e che ebbe un ottimo effetto su di lui, riportando il sangue al volto pallido e calmandogli le povere membra tremanti. Si alz su un gomito e girandosi per vedere se eravamo soli, mi fece cenno di avvicinarmi e di sedere accanto a lui.
Voi l'avete vista, non  vero? domand, ancora nello stesso tono, cos estraneo alla sua natura.
No, non ho visto niente.
La sua testa sprofond di nuovo sui cuscini. No, non potevate senza il cannocchiale mormor. No, non era possibile. Fu il cannocchiale che me la mostr e poi furono gli occhi dell'amore... gli occhi dell'amore. Scusate, Doc, non lasciate entrare il cambusiere! Penser che sono matto. Chiudete la porta, per favore!
Mi alzai e feci ci che mi aveva comandato.
Rimase quieto per un istante, apparentemente perso nei suoi pensieri, poi si sollev di nuovo su un gomito e chiese dell'altro brandy.
Voi non pensate che lo sia, vero, Doc? domand mentre rimettevo la bottiglia nell'armadietto. Ditemi, ora, da uomo a uomo, pensate che sia matto?
Penso che abbiate qualcosa in mente risposi che vi agita e vi fa molto male.
Giusto, ragazzo! grid, con gli occhi che scintillavano per l'effetto del brandy. Ci sono molte cose nella mia mente... troppe! Ma io posso calcolare la latitudine e la longitudine e posso manovrare il mio sestante e usare i miei logaritmi. Non potreste certo dimostrare che sono pazzo in un tribunale, vero? Era curioso ascoltare quell'uomo che si era di nuovo disteso e che discuteva freddamente del proprio stato mentale.
Forse no, dissi ma penso anche che sarebbe saggio rientrare a casa il pi presto possibile e condurre una vita tranquilla per un po' di tempo.
Tornare a casa, eh? borbott con un ghigno. Una parola per me e due per voi, ragazzo mio. Sistemarsi con Flora... con la piccola graziosa Flora. Sono questi brutti sogni, forse, indizio di pazzia?
Qualche volta risposi.
Cos'altro? Quali sarebbero i primi sintomi?
Dolori alla testa, fischi alle orecchie, bagliori davanti agli occhi, visioni...
Ah! Quali? interruppe. Cosa intendete per visione?
Vedere una cosa che non c',  una visione.
Ma lei era l! gemette tra s. Lei era l! e alzandosi, apr la porta e si diresse con passi lenti e incerti verso la sua cabina, dove non ho dubbi vi rimarr fino a domattina. Sembra che il suo sistema nervoso abbia subito un grosso shock, a causa di quella misteriosa visione. Quest'uomo diventa ogni giorno un mistero sempre pi grande, sebbene io creda che la soluzione da lui stesso suggerita sia quella corretta, e che la sua mente sia ormai malata. Non ritengo che il suo comportamento abbia qualcosa a che fare con una cattiva coscienza. E un'opinione diffusa tra gli ufficiali e credo anche tra l'equipaggio; ma non ho visto niente che possa supportare questa tesi. Non ha l'aria di un uomo colpevole, ma di qualcuno molto provato dal destino, e che dovrebbe essere giudicato pi come un martire che non come un criminale.
Stanotte il vento sta girando in direzione sud. Che Dio ci aiuti se blocca quello stretto passaggio che  la nostra unica via di salvezza! Situati dove siamo, al limitare della principale banchisa artica o barriera come  chiamata dai balenieri, qualsiasi vento da nord ha l'effetto di rompere il ghiaccio intorno a noi, e di permetterci la fuga, mentre un vento che venga da sud spinge dietro di noi tutto il ghiaccio libero, e ci chiude dentro tra due banchise. Che Dio ci aiuti, lo dico ancora!
14 SETTEMBRE -  domenica, un giorno di riposo. Le mie paure sono state confermate e la sottile striscia d'acqua blu  scomparsa verso sud. Nient'altro che immensi immobili campi di ghiaccio intorno a noi, con le loro inverosimili gibbosit e i loro fantastici pinnacoli. C' un silenzio di tomba su questa vasta distesa che  terrificante. Non vi  sciabordio di onde, ora, non un grido di gabbiano, n rumore di vele tese, ma un silenzio profondo e universale in cui i mormorii dei marinai e
lo scricchiolio dei loro stivali sopra il ponte bianco e luminoso sembrano discordanti e fuori posto. Il nostro unico visitatore  stata una volpe artica, un animale raro sopra la banchisa polare, sebbene abbastanza comune sulla terraferma. Non  venuta vicino alla nave, tuttavia, ma, dopo averci esaminato da una certa distanza, si  dileguata rapidamente attraverso il ghiaccio.  un comportamento curioso, perch generalmente, non conoscendo niente dell'uomo ed essendo curiose di natura, prendono talmente confidenza che si catturano facilmente. Bench ci possa sembrare incredibile, anche questo piccolo incidente ha prodotto un effetto negativo sulla ciurma. Quella povera bestia ne sa pi di noi, si vede pi di voi e di me!  stato il commento di uno dei capi ramponieri e gli altri hanno annuito.  vano tentare di combattere di fronte a una tale superstizione puerile. Si sono fatti l'idea che ci sia una maledizione sulla nave, e niente al mondo li persuader del contrario.
Il comandante  rimasto solo tutto il giorno tranne che per una mezz'ora nel pomeriggio, quando  venuto sul casseretto. Ho notato che teneva gli occhi fissi sul punto in cui era apparsa la visione di ieri e mi sono preparato a un altro scoppio d'ira, che per non  avvenuto. Sembrava non vedermi, sebbene fossi vicino a lui. Il servizio liturgico  stato letto come al solito dal primo ufficiale di macchina.  una cosa curiosa che sulle navi baleniere venga sempre utilizzato il libro di preghiera della Chiesa d'Inghilterra, sebbene non ci sia un solo membro di questa Chiesa tra tutti gli ufficiali o tra la ciurma. I nostri uomini sono tutti cattolici romani o presbiteriani e i primi sono predominanti. Poich viene adottato un rituale che  estraneo a entrambi, nessuno pu lamentarsi che uno dei due sia stato favorito, e ascoltano con attenzione e dedizione, per cui il sistema ha una sua validit.
Uno splendido tramonto faceva di quegli immensi campi di ghiaccio altrettanti laghi di sangue. Non ho mai visto un effetto pi bello e allo stesso tempo pi magico. Il vento sta girando. Se soffier per ventiquattro ore da nord, tutto si sistemer per il meglio.
15 SETTEMBRE - Oggi  il compleanno di Flora. Adorata fanciulla!  bene che non possa vedere il suo ragazzo, come  solita chiamarmi, rinchiuso tra queste distese di ghiaccio, con un comandante matto e con poche settimane ancora di viveri. Senza dubbio deve scorrere la lista delle navi in arrivo sullo Scotsman ogni mattina per vedere se siamo annunciati in arrivo dalle Shetland. Devo essere d'esempio agli uomini e sembrare allegro e tranquillo: ma in certi momenti Dio solo sa quanto il mio cuore sia pesante. Oggi il termometro  a diciannove gradi Fahrenheit. C' solo un leggero vento, e quello che c', viene da un punto non favorevole. Il comandante  di umore eccellente; penso che immagini di aver visto qualche demone o abbia avuto una visione, pver'uomo, durante la notte, poich  venuto presto nella mia camera e, chinandosi sulla cuccetta, mi ha bisbigliato: Non era un'allucinazione, Doc; non vi preoccupate!. Dopo colazione mi ha chiesto di calcolare quanto cibo fosse rimasto, ci che io e il secondo abbiamo cominciato a fare. E ancora meno di quello che ci aspettavamo. Da oggi abbiamo mezza tanica piena di biscotti, tre casse di carne salata e una quantit assai limitata di caff e di zucchero. Negli armadi, messe da parte, ci sono molte leccornie, un salmone in scatola, minestre, spezzatino di montone, ecc.; ma tutto durer poco per una ciurma di cinquanta uomini. Ci sono due sacchi di farina nel magazzino e una scorta illimitata di tabacco. Fra tutto vi  abbastanza per mantenere gli uomini a mezza razione per diciotto o venti giorni, certamente non di pi. Quando abbiamo riferito lo stato delle cose al comandante, ha ordinato che tutti i marinai fossero chiamati e si  rivolto a loro dal casseretto. Non l'ho mai visto in forma migliore. Con la sua figura alta, ben fatta, e il viso scuro e vivace, sembrava un uomo nato per comandare, e ha discusso la situazione in modo freddo, da marinaio, che denotava come fosse consapevole del pericolo e allo stesso tempo attento a ogni possibilit di fuga.
Ragazzi miei, ha detto senza dubbio voi pensate che vi ho portato a questo stallo, se tale , e a causa di questo pu darsi che alcuni di voi nutrino del risentimento nei miei confronti. Ma dovete ricordare che per molti anni, per pi di una stagione, nessuna nave che rientrasse ha portato tanto olio quanto la vecchia Stella Polare, e ognuno di voi ha avuto la sua parte. Potete lasciare le vostre mogli dietro di voi in condizioni abbastanza buone, mentre altri poveretti quando tornano trovano le loro donne mantenute dalla parrocchia. Se dovete ringraziarmi per l'una cosa, dovete ringraziarmi anche per l'altra, e cos siamo pari. Abbiamo gi tentato imprese audaci prima di questa, e abbiamo avuto successo, ora ne abbiamo tentata un'altra e abbiamo fallito, non dobbiamo lamentarci. Nel peggiore dei casi, possiamo scendere sul ghiaccio e capitare su un branco di foche che ci manterr in vita fino a primavera. Non arriveremo a questo, comunque, perch vedrete di nuovo la costa scozzese entro tre settimane. Da oggi ogni uomo avr diritto a solo mezza razione: bisogna spartire tutto tra tutti senza nessun favoritismo. State su di animo e la spunterete come avete fatto le altre volte, altrettanto pericolose. Queste poche e semplici parole hanno prodotto un ottimo effetto sulla ciurma. La sua iniziale impopolarit  stata dimenticata e il vecchio arpioniere, che ho gi menzionato per via della sua superstizione, eruppe in tre urr!, subito accolti calorosamente da tutti i marinai.
16 SETTEMBRE - Il vento ha girato verso nord durante la notte e il ghiaccio mostra qualche fenditura. Gli uomini hanno il morale alto, malgrado le magre razioni alle quali sono stati sottoposti. Nella sala macchine la pressione  mantenuta alta in modo che non vi sia ritardo se si presentasse una possibilit di fuga. Il comandante  di ottimo umore, bench mantenga quella strana selvaggia espressione di cui ho gi detto. Questo improvviso buonumore mi sconcerta pi della sua precedente cupezza. Non riesco a capirlo. Penso di aver accennato all'inizio di questo diario che una delle sue stranezze  che non permette a nessuno di entrare nella sua cabina, ma insiste nel fare
il letto e qualsiasi altra faccenda per conto proprio. Con mia grande sorpresa mi ha consegnato la chiave stamattina e mi ha chiesto di scendere di sotto e controllare l'ora al suo cronometro, mentre lui misurava l'altezza del sole a mezzogiorno. Era una stanza piccola e spoglia, con un lavabo e pochi libri e nulla di lussuoso eccetto alcuni quadri alle pareti. Erano in gran parte piccole oleografie di poco conto, ma ve ne era una, un acquarello con lo schizzo di- una testa di giovane donna, che ha attirato la mia attenzione. Sembrava un ritratto, non di quel tipo di bellezza femminile appariscente che i marinai amano in modo particolare. Nessun artista avrebbe potuto creare nella sua mente una cos insolita mescolanza di carattere e di fragilit. Gli occhi sognanti e languidi con le ciglia abbassate, la fronte larga e bassa non segnata da pensieri o preoccupazioni, creavano un forte contrasto con la mascella marcata e la linea risoluta del labbro inferiore. Al di sotto, in uno degli angoli, c'era scritto M.B., et 19. Che qualcuno nel breve spazio di diciannove anni di vita avesse potuto sviluppare tanta forza di carattere quale era stampata, mi sembr veramente incredibile. Doveva essere stata una donna straordinaria. I suoi lineamenti mi avevano affascinato talmente che, sebbene vi avessi gettato solo un'occhiata furtiva, sarei stato in grado, se fossi stato un pittore, di riprodurli linea per linea su questa pagina di diario. Mi chiedo quale ruolo abbia avuto nella vita del comandante. Ha appeso il suo ritratto a una estremit della cuccetta,in modo che i suoi occhi possano continuamente posarsi su di essa. Se fosse un uomo meno riservato, potrei accennare all'argomento.
Tra le altre cose nella cabina non v'era molto di interessante: le giacche dell'uniforme, un seggiolino pieghevole, un piccolo specchio, una scatola di tabacco e numerose pipe, incluso un narghil orientale, che accidentalmente dava un certo colore di veridicit alla storia del signor Milne sulla partecipazione del comandante alla guerra russo-turca, sebbene la connessione sembrasse alquanto vaga.
ore 23,20 - Il comandante  appena andato a letto dopo una lunga e interessante conversazione su vari argomenti. Quando vuole, sa essere un compagno affascinante, essendo un uomo di vaste letture e con la capacit di imporre le proprie opinioni in modo persuasivo, senza apparire dogmatico. Detesto che mi si pestino i piedi in campo intellettuale. Ha parlato della natura dell'anima e ha esposto le teorie di Aristotele e di Platone sull'argomento in modo magistrale. Sembra avere interesse per la metempsicosi e le dottrine di Pitagora. Nel discuterle abbiamo toccato lo spiritismo moderno e io ho fatto allusioni scherzose alle imposture di Slade, al che, con mia sorpresa, mi ha seriamente diffidato dal confondere l'innocente con il colpevole, e ha affermato che altrettanto facilmente si potrebbe definire il cristianesimo un errore perch Giuda, che professava quella religione, era un poco di buono. Subito dopo mi ha dato la buonanotte e si  ritirato nella sua stanza.
Il vento si sta rinfrescando e soffia costante da nord. Le notti sono scure come in Inghilterra. Spero che domani potremo liberarci da questa gelida morsa.
17 SETTEMBRE - Di nuovo quel fantasma. Grazie a Dio, ho i nervi saldi! La superstizione di questi poveretti e i resoconti circostanziati che danno con la massima seriet e convinzione, terrorizzerebbero chiunque non fosse abituato al loro modo di pensare. Ci sono molte versioni della cosa, ma la somma di tutte  che qualcosa di misterioso ha volteggiato intorno alla nave tutta la notte e che Sandie McDonald di Peterhead e il vecchio Peter Williamson di Shetland lo hanno visto, e anche
il signor Milne sul ponte; cos, con tre testimoni, il loro resoconto ha pi forza persuasiva di quello del secondo ufficiale. Ho parlato con Milne dopo colazione e gli ho detto che dovrebbe essere al di sopra di queste sciocchezze e che come ufficiale dovrebbe dare il buon esempio ai suoi uomini. Ha scosso sconsolatamente la testa segnata dalle intemperie e mi ha risposto con la sua solita cautela. Forse, forse voi avete ragione, dottore, ha detto io non sostengo che sia un fantasma. Non  che io creda nei fantasmi o in cose simili, bench ci sia uno che asserisce e giura di averli visti. Non mi spavento facilmente, ma forse anche il vostro sangue si sarebbe agghiacciato se foste stato con me la notte scorsa e aveste visto quella terribile ombra, una forma bianca e terribile che si spostava un po' qui e un po' l, e udito lamenti e richiami nella notte come di un agnellino che abbia perso la madre. Voi non sareste stato cos pronto a crederli racconti di vecchie comari, vero? Vidi che era impossibile ragionare con lui, cos mi accontentai di chiedergli come favore personale di chiamarmi appena lo spettro fosse riapparso, una richiesta da lui accolta con delle giaculatorie propiziatorie affinch una tale possibilit non dovesse mai pi ripresentarsi.
Come avevo sperato, il deserto bianco dietro di noi era stato rotto da sottili rivoli di acqua che si intersecavano in tutte le direzioni. La nostra latitudine oggi, 80 gradi, 50 primi nord, dimostra che sulla banchisa vi  un forte movimento verso sud. Se continuer il vento favorevole, il ghiaccio si romper cos rapidamente come si  formato. Al momento non possiamo fare nulla se non fumare e sperare per il meglio. Sto diventando rapidamente fatalista. Quando si ha a che fare con fattori incerti, come il ghiaccio e il vento, un uomo non pu non esserlo. Forse fu il vento e la sabbia dei deserti arabi che impresse alle menti dei primi seguaci di Maometto la tendenza a inchinarsi ai capricci del Destino.
Questi allarmi di spettri hanno un pessimo effetto sul comandante. Ho temuto che potessero sconvolgere la sua mente sensibile e ho cercato di nascondergli quella storia assurda, ma, sfortunatamente, ha udito per caso le allusioni di uno degli uomini e ha insistito per esserne informato. Come mi aspettavo, ci ha provocato in modo violento tutta la sua pazzia latente. A stento posso credere che questo sia lo stesso uomo che parlava di filosofia la notte scorsa con il pi distaccato e acuto degli atteggiamenti critici. Sta camminando in su e in gi sul casseretto, come un leone in gabbia, fermandosi di tanto in tanto per allargare le braccia come in preda a uno struggente desiderio, fissando nervosamente il ghiaccio. Continua a mormorare tra s, e una volta l'ho sentito gridare: Aspetta ancora un po', amore, solo un po'!. Pover'uomo,  triste vedere un marinaio coraggioso e un gentiluomo perfetto come lui ridotto in tale stato, e pensare al fatto che strane fantasie e delusioni possono rammollire una mente per la quale il pericolo vero non  che il sale della vita. Vi fu mai un uomo in una tale posizione come la mia, tra un comandante impazzito e un ufficiale che vede gli spettri? A volte penso di essere il solo uomo sano a bordo, eccetto forse l'aiuto macchinista, che  una specie di ruminante e non gliene importerebbe nulla di tutti i diavoli del Mar Rosso, purch lo si lasci in pace e non gli si metta in disordine i propri arnesi.
Il ghiaccio si sta aprendo rapidamente e con ogni probabilit domani mattina saremo in grado di partire. Penseranno che me le sia inventate, quando racconter a casa tutte le strane cose che mi sono successe.
ore 24 - Sono stato molto scosso bench ora mi senta meglio, grazie a un buon bicchiere di brandy. Non mi sono ripreso ancora completamente, come testimonier la mia calligrafia. Il fatto  che ho avuto un'avventura davvero molto strana, e comincio a dubitare se fossi giustificato quando giudicavo tutti matti a bordo, perch professavano di aver visto cose che, secondo il mio giudizio, non sembravano ragionevoli. Mah! Sono uno sciocco a lasciare che una cosa di cos poco conto mi innervosisca; eppure venendo dopo tutti questi allarmi, assume pi significato perch non posso pi dubitare n della storia del signor Manson n dell'altro ufficiale, ora che io stesso ho provato ci che prima avevo deriso.
Dopotutto non  stato nulla di molto allarmante, solo un suono, e nient'altro. Non posso pretendere che chi legge queste righe simpatizzi con il mio stato d'animo o si renda conto dell'effetto prodotto su di me in quel momento. La cena era finita, ed ero andato sul ponte per una tranquilla fumatina prima di rientrare. La notte era molto scura, cos scura che dal quartiere di poppa non riuscivo a vedere l'ufficiale sul ponte. Credo di aver gi accennato al profondo silenzio che regna sui mari ghiacciati. In altre parti del mondo, anche in quelle altrettanto aride, c' sempre qualche vibrazione nell'aria, un leggero sussurro, sia esso provocato da uomini che cacciano lontano, o dalle foglie degli alberi, o dalle ali degli uccelli, o dal flebile fruscio dell'erba che copre il terreno. Si pu non distinguere il suono, eppure, se fosse eliminato, se ne sentirebbe la mancanza.  solo qui, nei mari artici, che una calma totale, insondabile, incombe con tutta la sua agghiacciante realt. Ci si trova con il timpano teso per cogliere il minimo rumore e ci si sofferma con ansia su ogni suono che accidentalmente si produce sulla neve. Con questo stato d'animo ero appoggiato al parapetto, quando si alz dal ghiaccio proprio al di sotto di me, nell'aria silenziosa della notte, un grido acuto, lacerante, che era iniziato, cos mi sembr, su una nota cos alta da essere irraggiungibile per qualsiasi cantante lirica, e di li saliva sempre pi in alto fino a culminare in un lamento di agonia, che sarebbe potuto essere l'ultimo grido di un'anima persa. Quell'urlo sinistro ancora mi risuona nelle orecchie. Dolore, un dolore profondo sembrava essere contenuto in esso, ma anche un desiderio intenso, percorso a momenti da una nota di selvaggia esultanza. Quel suono acuto veniva proprio da vicino a me, ma, bench fissassi l'oscurit, non potei discernere nulla. Aspettai ancora un po', ma, non udendo altro suono, scesi di sotto, cos scosso come non lo ero mai stato prima di allora. Mentre scendevo gi nel boccaporto incontrai il signor Milne che veniva a dare il cambio alla guardia. Salve, dottore, disse forse sono vecchie comari che urlano? Non l'avete udita urlare stridula come una cornamusa? Forse  superstizione? Che ne dite? S o no? Fui costretto a chiedere scusa a quel- Ponest'uomo, sapendo che ero tanto confuso quanto lui. Forse domani le cose mi appariranno diverse. Al momento riesco a malapena a scrivere quello che penso. Rileggendo il tutto nei giorni a venire, quando mi sar scrollato di dosso tutte queste sensazioni emotive, forse mi disprezzer per essere stato cos debole.
18 SETTEMBRE - Ho passato una notte insonne e inquieta, ancora ossessionato da quel suono strano. Nemmeno il comandante sembra aver riposato molto perch la faccia  stralunata e ha gli occhi iniettati di sangue. Non gli ho detto nulla della mia avventura della notte scorsa, n lo far.  gi abbastanza inquieto e nervoso, ora in piedi, ora seduto, apparentemente del tutto incapace di stare fermo.
Come prevedevo,  apparso un canale nella banchisa questa mattina, e siamo stati in grado di tirar su l'ancora e di spostarci a circa dodici miglia a sud-ovest, poi siamo stati fermati da un grande banco di ghiaccio enorme quanto quello che ci eravamo lasciati alle spalle. Ci blocca del tutto il passaggio, perci non possiamo fare altro che gettare l'ancora di nuovo e aspettare che si rompa, il che probabilmente accadr, se il vento permane, nelle prossime ventiquattro ore. Sono state viste nuotare nell'acqua parecchie foche col loro naso schiacciato, e una  stata uccisa, una creatura immensa, lunga pi di tre metri. Sono animali feroci e combattivi e si dice che sappiano tenere testa a un orso. Fortunatamente sono lente e impacciate nei loro movimenti sul ghiaccio, cosicch non vi  pericolo ad attaccarle.
Il comandante ovviamente non pensa che abbiamo finito di avere problemi, bench la ragione per cui egli debba essere cos pessimista sulla situazione sia per me insondabile, visto che tutti a bordo pensano che siamo sopravvissuti miracolosamente e che ora raggiungeremo sicuramente il mare aperto.
Dottore, suppongo pensiate che ora vada tutto bene? disse, dopo esserci seduti insieme dopo cena.
Lo spero risposi.
Non dobbiamo esserne troppo sicuri, tuttavia credo che abbiate ragione. Presto saremo tutti nelle braccia di chi ci ama sinceramente, vero, ragazzo? Ma non dobbiamo esserne troppo sicuri.
Rimase seduto in silenzio per un istante, dondolando pensieroso la gamba avanti e indietro. Vedete, continu questo  a dir poco un posto pericoloso, un posto pericoloso e traditore. So di uomini spariti improvvisamente in una terra come questa. A volte basta uno scivolone, una semplice scivolata e ci si ritrova gi in fondo a un crepaccio, e solo una bolla sull'acqua verde mostra dove si  spariti.  strano, continu con un riso nervoso ma in tutti questi anni non ho mai pensato una sola volta di fare testamento, non che abbia alcunch di particolare da lasciare, eppure quando un uomo  esposto al pericolo dovrebbe predisporre ogni cosa ed essere pronto, non vi sembra?
Certo risposi, chiedendomi a cosa diavolo stesse mirando.
Ci si sente meglio se si pensa che tutto  sistemato continu. Ora se mi dovesse succedere qualcosa, spero che voi vi prendiate cura delle mie cose. C' molto poco nella cabina, ma quello che c' vorrei che venga venduto e che il denaro sia diviso fra l'equipaggio nelle stesse proporzioni del denaro ricavato dall'olio di balena. Il cronometro, vorrei che lo teneste voi, come piccolo ricordo del vostro viaggio. Naturalmente tutto questo  solo una precauzione, ma ho pensato che dovevo trovare l'occasione per parlarvene. Mi auguro di poter contare su di voi, se ve ne sar bisogno.
Certamente risposi e poich avete fatto questo passo, potrei anch'io...
Voi! Voi! m'interruppe. Voi siete a posto. Che diavolo c'entrate voi? Suvvia, non voglio fare l'irascibile, ma non mi piace sentire un giovane, che ha appena cominciato a vivere, parlare di morte. Salite sul ponte e riempitevi i polmoni di un po' d'aria fresca invece di dire delle sciocchezze qui in cabina, e incoraggiare me a fare lo stesso.
Pi penso a questa nostra conversazione, meno mi piace. Perch quest'uomo vorrebbe sistemare le sue cose proprio nel momento in cui sembra che si stia uscendo da ogni pericolo? Deve esserci una certa logica nella sua pazzia. Non potrebbe essere che stia pensando al suicidio? Ricordo che una volta parl in modo estremamente serio della nefandezza del suicidio. Lo terr d'occhio, comunque, e bench non possa intromettermi nell'intimit della sua cabina, mi sento in dovere di rimanere sul ponte finch rimarr alzato.
Il signor Milne ridicolizza la mia paura e dice che sono solo stranezze del comandante. Ha una visione molto rosea della situazione. Secondo lui saremo fuori dal ghiaccio entro la giornata di dopodomani, oltre Jan Mejen due giorni dopo, e avvisteremo le Shetland in poco pi di una settimana. Mi auguro non sia troppo ottimista. La sua opinione pu
adeguatamente bilanciare le tristi precauzioni del comandante, poich  un vecchio marinaio di grande esperienza e pesa bene le parole prima di pronunciarle.
La catastrofe da lungo tempo incombente alla fine  arrivata. A malapena riesco a scriverne. Il comandante  sparito. Forse torner ancora da noi, vivo, ma lo dubito molto. Ora sono le sette del mattino del 19 settembre. Ho passato tutta la notte ad attraversare il grande banco di ghiaccio di fronte a noi con un gruppo di marinai nella speranza di trovare sue tracce, ma invano. Cercher di raccontare le circostanze che hanno accompagnato la sua scomparsa. Se per caso a qualcuno capiter di leggere le parole che sto scrivendo, confido che ricorder che non scrivo sulla base di congetture o per aver sentito dire, ma che io, persona sana di mente e istruita, sto
descrivendo accuratamente ci che veramente  accaduto davanti ai miei stessi occhi. Le supposizioni sono mie, ma posso giurare sull'autenticit dei fatti accaduti.
Il comandante  rimasto di ottimo umore dopo la conversazione che ho descritto. Sembrava, tuttavia, nervoso, impaziente, cambiando spesso di posizione e muovendo gli arti in modo convulso, come a volte  solito fare. In un quarto d'ora  salito pi volte sul ponte, solo per discenderne dopo pochi rapidi passi. L'ho seguito ogni volta, perch c'era qualcosa sul suo viso che confermava il mio proposito di non perderlo di vista. Sembrava aver notato l'effetto che i suoi movimenti avevano prodotto, perch si sforzava con un'ilarit esagerata, ridendo fragorosamente alla minima battuta di spirito, di calmare la mia ansia.
Dopo cena  salito sul cassero di poppa, e io con lui. La notte era buia e silenziosa, tranne che per il malinconico respiro del vento tra gli alberi della nave. Una fitta nube si stava avvicinando da nord-ovest e i tentacoli che a brandelli spingeva dinanzi a s venivano sospinti sulla faccia della luna che splendeva di tanto in tanto attraverso uno squarcio nella nuvolaglia. Il comandante camminava rapido in su e in gi, poi, vedendomi sempre alle sue calcagna, mi venne dinanzi e mi sugger che forse avrei fatto meglio a ritirarmi, cosa che, non ho bisogno di dirlo, rafforz ancor pi la mia decisione di rimanere sul ponte.
Dopo di che penso che si sia dimenticato della mia presenza perch se ne stette in silenzio appoggiato al coronamento, scrutando il grande deserto di neve che in parte giaceva nell'ombra e in parte luccicava debolmente nella luce lunare. Parecchie volte potei notare dai suoi movimenti che controllava
l'ora sull'orologio e a un certo punto bisbigli una breve frase di cui potei afferrare solo una parola: Pronto. Confesso di aver provato una sensazione inquietante mentre vedevo la sua alta figura profilarsi nell'oscurit; mi dava proprio l'idea di un uomo che stesse preparandosi per un appuntamento. Un appuntamento con chi? Qualche vaga idea cominci a delinearsi in me, mentre mettevo insieme un fatto con un altro; ma ero del tutto impreparato per quel che successe subito dopo. Dall'improvviso irrigidirsi della persona capii che doveva aver visto qualcosa. Scivolai dietro di lui. Stava fissando con sguardo interrogativo e ansioso qualcosa che era come una voluta di nebbia sospinta improvvisamente sulla scia del vascello. Era come un vapore pi denso e informe, a volte pi visibile, altre meno, a seconda della luce che lo investiva. In quel momento il chiarore lunare era appena velato da una nube leggerissima simile a un anemone.
Sto venendo, mia adorata, sto venendo grid il comandante con una voce colma di profonda tenerezza e compassione, come qualcuno che plachi l'essere amato con un dono lungamente desiderato e ugualmente ambito da chi lo dona e da chi lo riceve.
Quel che segu, si consum in un istante. Non fui in grado di intervenire. Fece uno scatto che lo port sul bordo del parapetto e con un altro fu sul ghiaccio, quasi ai piedi di quel vapore in forma di pallida figura. Allung le mani come se volesse afferrarla e corse nell'oscurit con le braccia tese e parole d'amore. Rimasi teso, immobile, cercando con gli occhi di seguire la figura che si allontanava, finch la voce si spense in lontananza. Non pensai di poterlo rivedere, ma in quel momento la luna brill attraverso uno strappo nella nuvolaglia, e illumin l'immensa distesa di ghiaccio. Vidi allora la sua figura scura gi molto lontana che correva con velocit prodigiosa attraverso la pianura ghiacciata. Questo fu l'unico momento in cui riuscimmo a vederlo, e forse sar l'ultimo che mai avremo. Fu organizzata una pattuglia per cercarlo e io li accompagnai, ma gli uomini erano svigoriti e non fu trovato niente. Un'altra pattuglia sar costituita tra poche ore. A stento posso credere, mentre scrivo questo, di non aver sognato o avuto qualche orrendo incubo.
ORE 19,30 - Sono appena tornato stanco morto e completamente distrutto dalla seconda vana ricerca del comandante. Il banco di ghiaccio  enorme: infatti, pur avendo attraversato almeno trenta chilometri della sua superficie, non ne abbiamo visto la fine. Il gelo  stato cos duro che lo strato di neve sovrastante si  ghiacciato ed  come granito, cosicch non abbiamo orme che ci guidino. La ciurma ha fretta di salpare e di girare intorno alla banchisa in modo da dirigerci verso sud, perch il ghiaccio si  aperto durante la notte e il mare  ormai visibile all'orizzonte. Sostengono che il capitano Craigie  certamente morto, e che rimanendo rischiamo inutilmente le nostre vite perch non avremo pi alcuna possibilit di fuga. Il signor Milne e io abbiamo fatto molta fatica a persuaderli di aspettare fino a domani notte e siamo stati costretti a promettere che per nessun motivo avremo dilazionato la nostra partenza. Proponiamo perci di riposare per alcune ore e di fare, pi tardi, l'ultimo tentativo.
20 SETTEMBRE, SERA - Questa mattina ho attraversato il ghiaccio con un gruppo di uomini e abbiamo esplorato la parte sud del banco, mentre il signor Milne ispezionava la parte nord. Ci siamo spinti per venti o trenta chilometri senza scorgere traccia di vita tranne un solo uccello che ha volato a lungo sopra le nostre teste e che dal volo penso fosse un falco. L'estremit sud della banchisa si assottigliava in una lunga e stretta lingua protesa verso il mare. Quando giungemmo alla base di questo promontorio, gli uomini si fermarono, ma li pregai di continuare fino al limite estremo, per poter avere la soddisfazione di sapere che nulla era stato trascurato.
Non avevo fatto che un centinaio di metri che il signor McDonald di Peterhead grid di aver visto qualcosa davanti a noi e incominci a correre. Vedemmo tutti qualcosa e corremmo. All'inizio era solo una vaga ombra contro il ghiaccio, ma a mano a mano che correvamo prese la forma di un uomo, e alla fine, dell'uomo che stavamo cercando. Giaceva bocconi sopra un cumulo di ghiaccio. Cristalli e fiocchi di neve s'erano andati posando su di lui e brillavano sulla sua giacca scura da marinaio. Mentre ci avvicinavamo, mulinelli leggeri di vento sollevavano quei minuscoli fiocchi che volteggiavano nell'aria e ricadevano in parte, per poi essere nuovamente catturati dalla corrente e spinti lontano verso il mare. Ai miei occhi non sembr che un mulinello di neve, ma molti dei miei compagni dichiararono che quel mulinar di vento aveva preso la forma di una donna che si era chinata sul corpo, lo aveva baciato e che poi era fuggita via lungo la banchisa. Ho imparato a non ridicolizzare pi nulla, qualsiasi opinione, per strana che possa sembrare. Sicuramente il comandante Nicholas Craigie non ha conosciuto una fine dolorosa, poich vi era il sorriso su quei lineamenti divenuti bluastri, e le mani erano ancora tese come se avessero voluto afferrare quell'insolito visitatore che lo aveva convocato nell'oscuro mondo dell'oltretomba.
L'abbiamo seppellito lo stesso pomeriggio avvolto nella bandiera del vascello e un peso di quindici chili legato ai piedi. Ho letto il servizio funebre mentre quei rudi marinai piangevano come bambini, poich ve n'erano tanti che dovevano molto al suo cuore gentile e che ora mostravano l'affetto che i suoi strani modi di fare avevano respinto mentre era in vita. Scivol dalla tavola con un tonfo sordo e, mentre guardavo l'acqua verde, lo vidi andare sempre pi gi, fino a che non divent che una piccola macchia bianca tremolante sospesa ai limiti dell'oscurit eterna. Poi, anche quella svan, ed egli non ci fu pi. L giacer, con il suo segreto, i suoi tormenti, e il suo mistero ancora sepolto in petto fino al grande giorno in cui il mare restituir i suoi morti, e Nicholas Craigie apparir di tra il ghiaccio col sorriso sul viso e le braccia tese per 'l'abbraccio. Prego che il suo destino possa essere pi felice in quella vita di quanto lo sia stato in questa.
Non continuer il mio diario. La nostra strada di ritorno si stende piana e sgombra davanti a noi, e l'immensa distesa di ghiaccio sar presto nient'altro che un ricordo del passato. Passer del tempo prima che possa superare lo shock prodotto dai recenti avvenimenti. Quando cominciai questo resoconto di viaggio non pensavo certo a come sarei stato costretto a concluderlo. Sto scrivendo queste ultime parole solo nella mia cabina, scosso a volte da un sussulto, con l'impressione di sentire il passo veloce del morto sul ponte sopra di me. Sono entrato nella sua cabina stanotte, come era mio dovere, per compilare una lista dei suoi effetti che deve essere scritta nel giornale di bordo. Tutto era come lo aveva lasciato nella visita precedente, salvo il quadro appeso all'estremit del letto, che era stato strappato dalla sua cornice, forse con un
coltello, ed era sparito. Con questo ultimo anello di una strana catena di prove, concludo il mio diario del viaggio a bordo della Stella Polare.
(Nota del dr. John McAlister. Ray, senior - Ho letto a lungo gli insoliti eventi connessi con la morte del comandante della Stella Polare, come  narrato nel diario di mio figlio. Che ogni cosa si sia verificata esattamente come egli riporta, ne ho la piena convinzione e, in verit, la pi assoluta certezza, perch so che ha i nervi saldi, che non indulge in fantasie e che ha il pi alto rispetto per la veridicit dei fatti. Ci nonostante la storia , per taluni aspetti, cos vaga e inverosimile, che a lungo mi sono opposto alla sua pubblicazione. In questi ultimi giorni, tuttavia, ho avuto un'altra testimonianza in proposito, che getta nuova luce sull'accaduto. Ero andato a Edimburgo per partecipare a un convegno della Associazione Medica Inglese quando per caso incontrai un mio vecchio compagno d'universit, il dr. P., che ora esercita a Saltash nel Devonshire. Nel riferirgli le esperienze di mio figlio, mi disse di aver conosciuto Craigie e con mia grande sorpresa aggiunse di questi una descrizione che ricalcava perfettamente quella del diario, eccetto che lui lo ha descritto come un uomo pi giovane. Secondo il suo racconto il comandante era stato fidanzato con una giovane donna di singolare bellezza, residente sulla costa della
Cornovaglia. Durante una sua assenza la fidanzata era morta in circostanze assai orripilanti.)

Note.
1. I balenieri misurano le balene non dalla lunghezza del loro corpo, ma da quella della spina dorsale. (N.d.A.)


Il viaggio di Jelland.

Bene disse il nostro anglo-giapponese, mentre noi portavamo le sedie tutto intorno al caminetto della sala da fumo,  una vecchia storia di quelle parti, e per quanto ne so potrebbe anche essere stata data alle stampe. Non ho nessuna intenzione di trasformare la sala di questo club in un'accademia del luogo comune, ma il Mar Giallo  lontano ed  proprio per questo che nessuno di voi avr mai udito parlare della iole Matilda e di ci che accadde a bordo di essa a Henry Jelland e Willy McEvoy.
La met degli anni Sessanta fu un periodo molto agitato l in Giappone. Era il periodo immediatamente dopo il bombardamento di Simonosaki e prima del caso Daimio. Fra i giapponesi c'erano un partito conservatore e un partito liberale, e la questione su cui stavano discutendo era se tagliare o meno le gole degli stranieri. A dir la verit fino a quel momento non avevo mai avuto un'opinione politica, ma, vivendo in un porto commerciale di gran traffico, si era costretti proprio malgrado a interessarsene. E per giunta, l'estraneo non aveva, la bench minima idea delle regole del gioco. Se avesse vinto l'opposizione egli non l'avrebbe saputo da un articolo di giornale, ma un buon vecchio Tory in cotta di maglia, con una spada in mano, sarebbe apparso un attimo e gli avrebbe fatto capire tutto in un solo colpo.
Naturalmente il vivere sull'orlo di un vulcano rendeva gli uomini insensibili. Solo all'inizio essi erano un bel po' agitati, poi venne il momento in cui impararono a godersi la vita fin
ch l'avevano. Vi assicuro che niente rende la vita pi bella che l'ombra della morte che cominci ad attraversarla. Allora il tempo  troppo prezioso per essere sprecato, e se ne vive ogni attimo. In questo modo trascorrevamo la nostra esistenza a Yokohama. C'erano molti centri commerciali europei che dovevano andare avanti, e gli uomini che vi lavoravano sgobbavano notte e d, per sette giorni su sette.
Uno dei capi della colonia europea era Randolph Moore, il grande commerciante in prodotti di esportazione. Egli aveva gli uffici a Yokohama, ma passava gran parte del proprio tempo nella sua sede a Jeddo, che solo da poco era stata aperta al commercio. Durante la sua assenza affidava di solito gli affari nelle mani del suo capoufficio, Jelland, che sapeva essere uomo molto energico e risoluto. Ma, com' noto, energia e risolutezza sono armi a doppio taglio, e quando vengono usate contro di voi non sono poi tanto apprezzate.
Fu il gioco che rovin Jelland. Era un piccoletto dagli occhi scuri e dai capelli neri e ricci, credo di sangue celtico per pi di tre quarti. Lo si vedeva ogni sera seduto al medesimo posto, a sinistra del croupier, al tavolo di rouge et noir del Matheson. Per molto tempo vinse, e condusse un tenore di vita superiore a quello del suo principale. Poi la fortuna gli volt le spalle e cominci a perdere cos tanto che alla fine di una sola settimana lui e il suo partner si ridussero al verde, senza un dollaro sul conto corrente.
Questo partner era un impiegato della stessa ditta, un giovane inglese alto coi capelli color paglia, di nome McEvoy. All'inizio era un bravo ragazzo, ma era come creta nelle mani di Jelland, il quale lo modell a debole, pallida controfigura di se stesso. Erano sempre in cerca di una preda, ma era Jelland che andava avanti e McEvoy che seguiva. Lynch, io e qualcun altro tendevamo di far capire al giovane che, se avesse continuato cos, avrebbe fatto una brutta fine, e parlandogli
lo convincevamo facilmente, ma cinque minuti dopo Jelland
lo piegava di nuovo a s. Non so se fosse per magnetismo animale o altro, ma quel piccolo uomo aveva il potere di trascinare quello pi grosso come un rimorchiatore di sessanta piedi davanti a una nave attrezzata di tutto punto. Perfino quando perdevano tutto il loro denaro essi continuavano a occupare i loro posti al tavolo, guardando con occhi scintillanti qualcun altro mentre rastrellava le fiches...
Ma una sera, alla fine, le cose precipitarono. Il rosso era uscito per sedici volte ed era pi di quanto Jelland potesse sopportare. Bisbigli qualcosa a McEvoy, quindi disse due parole al croupier.
Ma certamente, Mr. Jelland; il vostro assegno vale quanto una banconota quegli rispose.
Jelland scarabocchi un assegno e lo gett sul nero. Usc il re di cuori e il croupier rastrell il pezzetto di carta. Jelland s'infuri e McEvoy impallid. Un altro e pi cospicuo assegno fu scritto e gettato sul tavolo. Usc il nove di denari. McEvoy si prese il capo fra le mani come se stesse per venir meno. Perdio! brontol Jelland. Devo vincere! e punt un assegno che copriva gli altri due. Usc il due di cuori. Di l a pochi minuti essi camminavano gi per il molo, con l'aria fredda della notte sui volti febbricitanti.
Naturalmente capisci cosa significa tutto ci disse Jelland accendendo un sigaro; dovremo trasferire sui nostri conti correnti un po' di denaro dell'ufficio. Ma non  il caso di preoccuparsi per questo. Il vecchio Moore non vorr vedere i registri fino a Pasqua: con un po' di fortuna, prima di allora potremo facilmente restituirlo.
Ma se non avremo fortuna? esit McEvoy.
Sentimi bene, amico, prenderemo le cose come verranno. Tu ti sei appoggiato a me, io mi appogger a te e ne usciremo insieme; domani sera firmerai tu gli assegni, e vedremo se la tua sorte sar migliore della mia.
Di male in peggio. Quando, la sera dopo, al tavolo usc il pari, loro avevano speso pi di 5000 sterline del loro datore di lavoro. Ma il risoluto Jelland era ancora ottimista.
Abbiamo ancora davanti nove settimane buone, prima che vengano controllati i registri disse. Continuiamo a giocare e andr tutto bene.
McEvoy quella sera ritorn alla sua abitazione angosciato dalla vergogna e dal rimorso. Mentre era con Jelland traeva forza da lui, ma da solo egli si rendeva conto di trovarsi in una posizione di grande pericolo, e la visione della vecchia madre dai capelli bianchi in Inghilterra, cos fiera che egli avesse ottenuto un cos buon impiego, gli apparve davanti a riempirlo di rabbia e di disprezzo. Mentre ancora si agitava nel letto, insonne, il domestico giapponese entr in camera. Per un attimo McEvoy pens che fosse scoppiata la rivoluzione che da tempo si paventava, e mise mano al revolver. Poi, col cuore in gola ascolt il messaggio che il domestico gli recava.
Jelland era di sotto e voleva vederlo.
Cosa poteva mai volere, a quell'ora della notte? McEvoy si vest in gran fretta e si precipit gi per le scale. Il suo compagno, con le labbra atteggiate a un sorriso che per contrastava con il mortale pallore del volto, sedeva al tenue chiarore dell'unica candela, con un biglietto in mano.
Mi dispiace di averti buttato gi dal letto, Willy disse. Non c' nessuno che ci possa ascoltare, vero?
McEvoy scosse il capo. Non osava parlare.
Bene. Il nostro giochetto  saltato. Appena arrivato a casa ho trovato questo appunto. E di Moore, dice che arriver luned mattina per esaminare i registri. Questo ci mette nei guai.
Luned! esclam McEvoy; oggi  venerd.
Sabato, ragazzo mio, sono le tre. Non abbiamo molto tempo per sbrogliare la matassa!
Siamo perduti grid McEvoy.
Lo saremo presto, se fai questo chiasso infernale! disse duro Jelland. Adesso fai quel che ti dico, Willy, e ce la caveremo.
Far tutto. Tutto quello che vuoi.
Ora va meglio. Dov' il whisky? Non  il momento di farci prendere dal panico e non dobbiamo accusare debolezze
o siamo perduti. Prima di tutto, dobbiamo qualcosa ai nostri cari, vero?
McEvoy sgran gli occhi.
Dobbiamo o riuscire o cadere insieme, lo sai. E io, per quanto mi riguarda, non ho alcuna intenzione di metter piede in galera, accada quel che accada. Capito? Sono pronto a giurarlo. E tu?
Cosa vuoi dire? disse McEvoy facendosi indietro.
Vedi, amico, tutti dobbiamo morire prima o poi, e basta premere un grilletto. Io giuro che non mi far mai prendere vivo. E tu? Se non lo farai ti lascer al tuo destino.
Va bene. Far ci che tu pensi sia meglio.
Lo giuri?
S.
Bene, mi auguro che tu sia all'altezza di ci che hai detto. Ora, abbiamo due giorni interi per andarcene. La iole Matilda  in vendita, con tutto il suo equipaggiamento e molto cibo in scatola gi stivato a bordo. Domani mattina acquisteremo l'intera partita e qualsiasi altra cosa ci occorra, e ce ne andremo via con la barca. Ma prima prenderemo ci che  rimasto in ufficio. Ci sono 5000 sterline d'oro in cassaforte. Questa notte le porteremo a bordo della iole e cercheremo di raggiungere la California. Non c' da esitare, ragazzo mio, perch ogni altra strada ci  preclusa. Questo o niente.
Far ci che dici.
D'accordo; e domani fai una faccia allegra, poich se giunge la voce a Moore ed egli viene prima di luned, allora...
Batt sulla tasca del cappotto e guard il compagno con gli occhi pieni di sinistri sottintesi.
Il giorno dopo tutto and secondo i loro piani. La Matilda fu acquistata senza difficolt e, bench fosse piccola per un cos lungo viaggio, due uomini non avrebbero potuto sperare di manovrarne una pi grande. Durante il giorno fu rifornita di acqua e, scesa la notte, i due impiegati presero il denaro dall'ufficio e lo riposero nella stiva. Prima di mezzanotte avevano raccolto tutti i loro beni senza destare sospetti e alle due del mattino mollarono gli ormeggi e filarono via silenziosamente fra le navi ancorate. Qualcuno li vide, naturalmente, ma furono scambiati per appassionati yachtmen che uscivano per una lunga crociera domenicale; nessuno si sogn che questa crociera sarebbe potuta finire solo sulla costa americana o sul fondo dell'Oceano Pacifico settentrionale. Tirando e alando, essi issarono la vela maestra e spiegarono fiocco e vela di trinchetto. C'era una leggera brezza da sud-est e la piccola imbarcazione si diresse senza indugio per la sua via. A sette miglia da terra, tuttavia, il vento cadde ed essi si trovarono in piena bonaccia, a oscillare sulle lunghe onde di un mare vitreo. In tutta la domenica non fecero un miglio e a sera si vedeva ancora Yokohama all'orizzonte.
Luned mattina Randolph Moore scese da Jeddo e si rec subito all'ufficio. Gli era giunta la voce che i suoi impiegati spendevano e spandevano un po' troppo, e questo era stato sufficiente a fargli cambiare le sue abitudini; ma quando, giungendo alla sede, trov i tre impiegati giovani che aspettavano in strada con le mani in tasca, cap che la faccenda era seria.
Che succede? chiese. Era un uomo d'azione, un tipo difficile da tenere a bada quando gli saltava la mosca al naso.
Non si pu entrare dissero gli impiegati.
Dov' Mr. Jelland?
Oggi non  venuto.
E McEvoy?
Neanche lui.
Randolph Moore si fece serio. Bisogna buttare gi la porta disse.
In quella terra di terremoti non costruiscono le case molto solide e bast qualche scossone perch poco dopo tutti fossero in ufficio. Naturalmente la storia si racconta da sola. La cassaforte era aperta, il denaro sparito, gli impiegati volatilizzati. Ma il loro principale non si perse in chiacchiere.
Dove sono stati visti per l'ultima volta?
Sabato hanno acquistato la Matilda e sono partiti per una crociera.
Sabato! Se davvero avevano due giorni di vantaggio, la cosa era disperata. Ma c'era ancora una speranza. Egli si precipit
alla spiaggia e scrut l'oceano con il binocolo.
Dio mio! grid ma quella laggi  la Matilda! La riconosco dallo slancio della sua alberatura. Li ho in pugno quei furfanti, finalmente!
Ma c'era una difficolt. Nessuna imbarcazione aveva la caldaia in pressione e l'impaziente mercante non poteva aspettare. A fianco delle colline si stavano addensando delle nuvole e tutto lasciava prevedere un imminente mutamento di tempo. Fu approntata una lancia della polizia con dieci uomini armati e Randolph Moore stesso prese la barra e si lanci verso la iole in bonaccia.
Jelland e McEvoy, aspettando disperatamente una brezza che non sarebbe mai arrivata, videro la macchia nera che sbucava veloce dall'ombra della costa e che cresceva a ogni colpo di remi. Quando fu pi vicina si accorsero che era stipata di uomini, e il riflesso delle armi rivel loro di che genere di uomini si trattasse. Jelland si appoggi alla barra del timone, osserv il cielo minaccioso, le vele vuote, la barca che si avvicinava.
 proprio destino, Willy disse. Ma perdio, siamo davvero dei poveri diavoli sfortunati: c' vento, lass, e fra un'ora arriver anche qui.
McEvoy emise un gemito.
Non c' da farsi illusioni, ragazzo mio disse Jelland. Quella  senz'altro la lancia della polizia, e c' il vecchio Moore al timone che li fa remare come dannati. Ci saranno sicuramente dieci dollari per ognuno di loro!
Willy McEvoy s'inginocchi sul ponte accoccolandosi contro la murata. Madre, povera madre! singhiozz.
Non ti vedr sul banco degli imputati disse Jelland. Bench i miei non abbiano mai fatto molto per me, io
risparmier loro questo dolore.  inutile, Mac, tanto vale arrendersi. Che Dio ti benedica, vecchio mio. Eccoti la pistola!
Egli caric il revolver e lo porse al giovane dall'impugnatura. Ma l'altro indietreggi gridando e piangendo. Jelland gett uno sguardo al battello che si avvicinava. Ormai non era pi lontano di qualche centinaio di metri.
Non c' pi tempo per le sciocchezze disse. Dannazione, non puoi tirarti indietro! Hai giurato!
No, no, Jelland!
In ogni caso io ho giurato che nessuno di noi due sarebbe stato preso. Dunque, lo farai?
Non posso! Non posso!
Allora lo far io per te!
I rematori del battello lo videro sporgersi in avanti, udirono due colpi di pistola, poi lo videro accasciarsi sulla barra. Prima che il fumo si fosse alzato, per, si accorsero che avevano ben altro a cui pensare.
In quell'istante infatti si scaten la bufera, una di quelle improvvise e brevi burrasche cos frequenti in quei mari. La Matilda sband violentemente, le vele si gonfiarono ed essa tuff in un'onda la battagliola di sottovento e fil via come un daino impaurito. Il corpo di Jelland aveva bloccato il timone e l'imbarcazione prese la giusta direzione rispetto al vento e svolazz via sul mare che aumentava come un pezzo di carta in aria. I rematori vogavano freneticamente, ma la iole continu ad andare avanti e in cinque minuti giunse nell'occhio del ciclone. Da allora non fu pi vista da anima viva. Il battello torn indietro e raggiunse Yokohama con l'acqua che arrivava ai banchi di voga.
Fu in questo modo che la iole Matilda, con un carico di 5000 sterline e un equipaggio di due morti, spieg le vele
sull'Oceano Pacifico. Dove sia terminato il viaggio di Jelland non ci  dato sapere. Pu essere finito in fondo al mare in quella tempesta, pu essere stato ripescato da qualche astuto mercante che ha messo le mani sull'oro e ha tenuto la bocca chiusa; oppure naviga ancora in quello sconfinato deserto d'acqua, spinto dai venti a nord verso il Mare di Bering, o a sud verso le isole della Malesia. Meglio lasciare il viaggio incompiuto, piuttosto che rovinare una storia vera aggiungendovi qualche luogo comune.


Il demone del Gabon.

Non fu faccenda da poco far risalire il Gamecock fino all'isola, poich il fiume aveva trascinato a valle tanta melma che i banchi si estendevano per molte miglia nell'Oceano Atlantico. Eravamo appena in vista della costa quando le prime bianche creste dei frangenti ci avvertirono del pericolo, e da quel momento procedemmo molto cautamente con la maestra e il fiocco, lasciandoci a sinistra a debita distanza le acque increspate, come segnala la carta. Pi di una volta toccammo la sabbia del fondo (il pescaggio della nave era di circa due metri), ma trovammo sempre abbastanza spazio e fortuna da passare. Alla fine il fondo diminu, e molto rapidamente, ma ci mandarono una canoa dallo stabilimento e il pilota liberiano ci condusse fino a duecento metri dall'isola. L gettammo l'ancora, poich il negro ci indic a gesti che non si poteva sperare di andare oltre. L'azzurro del mare aveva lasciato il posto al marrone del fiume e, perfino al riparo dell'isola, la corrente rumoreggiava turbinando sulla prora. Il fiume doveva essere in piena, poich superava le radici delle palme e dovunque, sulla sua superficie limacciosa, si vedevano tronchi d'albero e ogni sorta di detriti che erano stati portati gi dall'inondazione.
Quando mi fui assicurato che, pur ondeggiando, eravamo ben saldi ai nostri ormeggi, pensai che la miglior cosa da fare fosse rifornirci subito d'acqua, poich quel posto aveva l'aria di essere un posto infetto. Il fiume denso, i banchi fangosi e lucidi, il vivido e velenoso verde della giungla e il pesante vapore che aleggiava nell'aria erano, per chi li sapeva leggere, evidenti segnali di pericolo. Mandai comunque la barcaccia, con due capaci barilotti che ci sarebbero stati sufficienti fino a San Paolo de Loanda. Io invece presi la lancia e raggiunsi l'isola a remi, poich vedevo la bandiera britannica sventolare sopra le palme, per segnalare la posizione della stazione commerciale di Armitage & Wilson.
Superato il boschetto vidi l'edificio, una lunga e bassa costruzione intonacata, con una larga veranda sul davanti e un'immensa pila di barili d'olio di palma ammassati su ogni fianco. Una fila di surf-bodts(2) e di canoe era adagiata sulla spiaggia e un unico piccolo molo si sporgeva sul fiume. Mi attendevano alla sua estremit per darmi il benvenuto due uomini in abito bianco, con una fascia rossa sui fianchi. Uno era grosso, corpulento, con una barba grigiastra. L'altro era alto ed esile, con la faccia schiacciata mezzo nascosta da un cappello che somigliava a un enorme fungo.
Felicissimo di conoscervi disse cordialmente quest'ultimo. Io sono Walker, agente della Armitage & Wilson. Vi presento il dottor Severall, della stessa societ.  raro vedere uno yacht privato da queste parti.
Questo  il Gamecock spiegai. Io ne sono proprietario e comandante. Il mio nome  Meldrum.
Esploratore? chiese lui.
Sono uno studioso di lepidotteri, un cacciatore di farfalle, insomma. Sto percorrendo la costa ovest dal Senegal verso sud.
Buon bottino? chiese il dottore, rivolgendomi una stanca occhiata giallognola.
Quaranta borse piene. Siamo venuti qui in cerca di acqua e anche per vedere se avete niente che possa interessarmi. Presentazioni e spiegazioni occuparono il tempo in cui i miei due aiutanti liberiani ormeggiavano la lancia. Quindi percorsi la banchina scortato dalle nuove conoscenze che mi
assediavano di domande, poich non vedevano un uomo bianco da mesi.
Cosa si fa qui? disse il dottore quando a mia volta cominciai a rivolger loro qualche domanda. Il lavoro ci tiene molto occupati, e nel tempo libero parliamo di politica.
S, per fortuna Severall  un radicale sfegatato e io un ostinato unionista, cos parliamo della causa irlandese per due ore buone ogni sera.
E beviamo cocktail al chinino aggiunse il dottore. Siamo entrambi ben vaccinati, a questo punto, ma l'anno scorso la nostra temperatura abituale era di circa trentanove gradi. E io, come consiglio disinteressato, vi suggerisco di non rimanere qui molto a lungo, o collezionerete bacilli cos come fate con le farfalle. La foce dell'Ogoou non ha proprio futuro, come stazione climatica.
 caratteristica la maniera in cui queste isolate sentinelle della civilt distillano un acido senso dell'umorismo dalla loro desolata situazione e affrontano non solo con coraggio, ma addirittura con una risata la sorte dalla quale pu dipendere la loro vita. Dovunque, dalla Sierra Leone in gi, ho trovato le stesse paludi maleodoranti, le stesse isolate comunit torturate dalla febbre e lo stesso umorismo amaro. C' qualcosa di simile al divino nel potere che ha l'uomo di levarsi al di sopra delle proprie condizioni e usare la mente per burlarsi delle miserie del corpo.
La cena sar pronta fra una mezz'ora, comandante Meldrum disse il dottore. Walker  andato dentro per provvedervi; questa settimana tocca a lui fare da governante. Nel frattempo, se volete, faremo una passeggiatina qui intorno e
io vi mostrer le bellezze dell'isola.
Il sole si era ormai abbassato dietro la fila delle palme e l'immenso arco del cielo sopra le nostre teste sembrava l'interno di una smisurata conchiglia, splendente di delicati rosa e raffinate iridescenze. Chi non sia vissuto in un paese in cui diventano intollerabili il peso e il caldo di un tovagliolo sulle ginocchia non pu lontanamente immaginare quale beato sollievo porti con s la frescura della sera. In quell'aria dolcissima e pura, il dottore e io facemmo il giro della piccola isola, mentre lui mi indicava i magazzini e mi illustrava la routine del suo lavoro.
Questo posto non  privo di un certo fascino disse in risposta a qualche mia osservazione sulla monotonia della loro vita. Siamo proprio al limite dell'ignoto. Laggi, continu, indicando verso nord-est si spinse Du Chaillu, e trov il paese dei gorilla.  la terra del Gabon, la patria delle grandi scimmie. In quella direzione, indicando verso sud-est nessuno  andato molto lontano. La terra bagnata da questo fiume  praticamente sconosciuta agli europei. Ogni tronco d'albero trascinato a valle dalla corrente proviene da un paese inesplorato. Ho desiderato spesso essere un buon botanico nel vedere orchidee eccezionali e piante dall'aspetto curioso depositate sul limitare est dell'isola.
Il luogo indicato dal dottore era una scoscesa spiaggia scura, cosparsa di detriti trasportati dalla corrente. Alle due estremit essa descriveva una curva, come un piccolo argine naturale, cos da formare al centro una specie di insenatura. Era piena di vegetazione galleggiante e la corrente gorgogliava sull'alto e scuro fianco di un enorme albero abbattuto, arenato in mezzo alla baia.
Tutto questo proviene dalle terre a monte disse il dottore. Si raccoglie in questa piccola baia e poi, al giungere di qualche piena particolarmente grossa, viene spinto via e trascinato verso il mare.
E quello che albero ? chiesi.
Oh, una specie di tek, credo, ma quasi del tutto marcio, a quanto sembra. Si vedono passare ogni sorta di alberi di legno duro, qui, per non dire delle palme. Volete entrare un attimo?
Mi fece strada in un lungo fabbricato in cui giacevano sparsi una gran quantit di doghe e di cerchi di ferro.
Questo  il laboratorio in cui costruiamo le botti disse. Riceviamo le doghe in fasci, e le mettiamo insieme noi stessi. Ma ditemi, vedete forse qualcosa di particolarmente sinistro in questo edificio?
Io mi guardai intorno: il tetto di lamiera ondulata, i bianchi muri di legno, il pavimento di terra. In un angolo, un materasso con una coperta.
Non vedo niente di allarmante dissi.
Eppure, c' senza dubbio qualcosa al di fuori dell'ordinario rimarc lui. Vedete questo letto? Bene, stanotte ho intenzione di dormire qui. E, non faccio per dire, ma credo che sia una bella prova per i nervi.
Perch?
Oh, stanno accadendo delle cosette piuttosto curiose. Dicevate della monotonia della nostra vita, ma vi assicuro che a volte  pi eccitante di quanto vorremmo. Sar meglio tornare a casa, adesso, perch dopo il tramonto comincia ad arrivare dalle paludi la nebbia venefica. Eccola, vedete, sta attraversando il fiume.
Lunghi contorti tentacoli di vapore bianco si sprigionavano dal verde e fitto sottobosco dirigendosi lentamente verso di noi sull'ampia e turbinosa superficie marrone del grande fiume. Nel frattempo l'aria divent improvvisamente umida e fredda.
Ecco il gong per la cena disse il dottore. Se la cosa vi interessa ne potremo parlare dopo.
Mi interessava molto, poich mentre eravamo nel laboratorio vuoto c'era nel suo comportamento qualcosa di risoluto e nel contempo di apprensivo che colp vivamente la mia immaginazione. Era un tipo grosso, sincero e cordiale, questo dottore, purtuttavia guardandolo bene colsi una strana espressione nei suoi occhi: un'espressione non tanto di paura, ma piuttosto di un uomo vigile che sta in guardia.
A proposito, dissi mentre facevamo ritorno all'abitazione mi avete mostrato moltissime capanne degli indigeni che vi aiutano, ma non ho visto nessuno di loro.
Dormono in quel pontone laggi rispose il dottore indicando uno dei banchi.
Ah, certo, ma allora non comprendo a cosa servano le capanne.
Usavano le capanne fino a poco tempo fa. Li abbiamo messi nel pontone affinch riacquistino un po' di fiducia. Erano quasi impazziti dalla paura, cos li abbiamo lasciati andare e nessuno ora dorme sull'isola, salvo Walker e io.
Impauriti da che cosa? chiesi.
Be', questo ci riconduce alla storia di prima. Credo che Walker non abbia obiezioni sul fatto che voi la conosciate per intero: non vedo perch se ne debba fare un segreto, bench sia certamente un brutto affare.
Egli non ne fece il minimo accenno durante tutta l'eccellente cena che era stata preparata in mio onore. Pareva che non appena la bianca vela di gabbia del Gamecock era apparsa, doppiando Capo Lopez, questi gentili signori si fossero messi a preparare il loro celebre pepper-pot - il piccante stufato caratteristico della Costa occidentale - e a bollire le patate dolci e gli yams(3). Sedemmo dunque di fronte alla miglior cena indigena che si potesse desiderare, servita da un abile cameriere della Sierra Leone. Stavo giusto pensando che egli non aveva partecipato alla fuga generale quando, lasciati sul
tavolo vino e dessert, mise mano al suo turbante.
Niente altro da fare, Massa(4) Walker? chiese.
No, credo che sia tutto a posto, Moussa rispose il mio ospite. Per non mi sento troppo bene stasera, e preferirei che tu rimanessi sull'isola.
Dal viso scuro dell'africano trasparve una violenta lotta fra paura e dovere. La sua pelle era diventata di quel livido color porporino che per un negro  pallore, e gli occhi lanciavano intorno sguardi furtivi.
No, no, Massa Walker, grid alla fine meglio che tu vieni sul pontone con me. Bado meglio a te sul pontone! No, Moussa, mai. Gli uomini bianchi non fuggono dai posti assegnati loro.
Vidi ancora l'intensa lotta sul volto del negro, e ancora una volta prevalse la paura.
 inutile, Massa Walker grid. Dio mi perdoni, non posso. Se era ieri o domani, s, ma questa  la terza notte,  pi forte di me, non posso.
Walker scroll le spalle.
Allora vattene! disse. E quando arriver il battello della posta potrai tornartene alla Sierra Leone, perch non so che farne di servitori che mi abbandonano quando ho pi bisogno di loro. Credo che per voi, comandante Meldrum, questo sia tutto un mistero; o forse il dottore ve ne ha gi parlato?
Ho mostrato il laboratorio al comandante Meldrum, ma non gli ho detto niente disse il dottor Severall. Hai un brutto aspetto, Walker aggiunse, guardando il suo compagno. Ti sta venendo un forte attacco.
S, ho avuto i brividi per tutto il giorno, e ora mi sento la testa come una palla di cannone. Ho' preso dieci gocce di chinino e le orecchie mi fischiano come un bollitore. Ma stanotte sar con te nel laboratorio.
Eh, no, mio caro. Non se ne parla neanche. Tu devi andare subito a letto, e sono sicuro che il signor Meldrum ti perdoner. Dormir io nel laboratorio, e ti prometto che prima di colazione sar qui con la tua medicina.
Evidentemente Walker era vittima di uno di quegli improvvisi e violenti attacchi di febbre remittente che sono la maledizione della Costa occidentale. Le guance, prima terree, erano arrossate e gli occhi scintillavano di febbre. Appena seduto incominci a canticchiare sommessamente, con la voce acuta di chi delira.
Vieni, vecchio mio, vieni che ti mettiamo a letto disse il dottore, e col mio aiuto condusse l'amico in camera. L lo spogliammo e in pochi minuti, dopo aver preso un forte sedativo, cadde in un sonno profondo.
 a posto per tutta la notte disse il dottore, mentre sedevamo a bere ancora un goccio. A volte tocca a me e a volte a lui, e fortuna che non  mai accaduto a tutti e due insieme. Mi spiace solo dovergli stare lontano questa notte, ma ho quel piccolo mistero da sbrogliare. Vi ho detto che intendo dormire nel laboratorio.
S, me ne avete parlato.
E dicendo dormire intendevo vegliare, perch non avr la possibilit di chiudere occhio. C' un tale panico qui che nessun indigeno rimane sull'isola dopo il tramonto, e stanotte io intendo trovarne la causa, accada quel che accada.  sempre stata consuetudine che una guardia indigena dormisse nel laboratorio, per evitare che qualcuno rubasse le doghe dei
barili. Bene, sei giorni fa l'indigeno che dormiva l scomparve, e non se n' pi trovata traccia.  una cosa molto strana, perch non fu presa alcuna canoa, e queste acque sono troppo popolate di coccodrilli perch qualcuno possa nuotare fino alla costa. Cosa sia accaduto di quell'uomo, o come egli possa aver lasciato l'isola, rimane tutto un mistero. Walker e io rimanemmo molto sorpresi, ma i negri si spaventarono a morte e fra loro cominciarono a circolare strane storie di vud. Il vero fuggi-fuggi, per, si scaten tre notti or sono, quando un'altra guardia scomparve dal laboratorio.
Che fine fece? chiesi.
Non solo non lo sappiamo, ma non siamo neanche in grado di azzardare un'ipotesi che possa giustificare i fatti. I negri giurano che nel laboratorio c' un demone, il quale reclama una vittima ogni tre notti. Non sono voluti rimanere
sull'isola, e niente pu convincerli a farlo. Perfino Moussa, che  un ragazzo fidato, piuttosto che restare durante la notte ha abbandonato il suo padrone febbricitante. Se vogliamo rimanere dobbiamo rassicurare i negri, e non c' miglior modo di farlo che trascorrere una notte intera nel laboratorio.  la terza notte, capite, e io credo che sia quella giusta per risolvere questo enigma.
Non c' nessun indizio? chiesi. N un segno di violenza, una macchia di sangue, impronte, niente che possa dare un'idea del genere di pericolo a cui andate incontro? Assolutamente niente. L'uomo  scomparso, e questo  tutto. L'ultima volta tocc al vecchio Al, guardiano del pontile fin da quando fu impiantata l'attivit. E sempre stato saldo come una roccia, e nessuno avrebbe potuto distoglierlo dal suo compito, se non a tradimento.
Allora, dissi io credo proprio che questa non sia un'impresa per un uomo solo. Il vostro amico  pieno di laudano e qualunque cosa avvenga pu far benissimo a meno della vostra assistenza. Permettetemi di rimanere a terra e passare la notte con voi nel laboratorio.
Be', questo  molto bello da parte vostra, Meldrum disse cordialmente lui, stringendomi la mano attraverso il tavolo. Non avevo osato proporvelo, poich non  cosa da poco per un ospite occasionale, ma se realmente volete farlo... Certamente! Se mi scusate un attimo, chiamo il Gamecock per dir loro di non aspettarmi.
Mentre tornavamo dall'estremit del piccolo molo fummo entrambi sgomenti dell'aspetto minaccioso della notte. In direzione della terra si era andata formando un'enorme massa di nuvole di un color nero inchiostro, da cui provenivano leggeri sbuffi di vento caldo che sferzava le nostre facce come la corrente d'aria di un altoforno. Sotto il molo sibilava e turbinava il fiume, schizzando il tavolato con bianchi spruzzi.
Al diavolo! disse il dottor Severall. Ho proprio idea che ci sar una piena. Non ci mancava che quella! Questo salire del fiume significa molta pioggia sulle terre a monte, e quando comincia non si sa mai quanto potr durare. Altre volte abbiamo avuto l'isola quasi completamente sommersa. Bene, passiamo un attimo a vedere se Walker ha bisogno di qualcosa e poi, se volete, ci sistemeremo al nostro posto.
Il malato era immerso in un sonno profondo, e gli lasciammo vicino un bicchiere con un po' di infuso di tiglio in caso si fosse svegliato in preda ai brividi della febbre. Quindi riprendemmo il cammino nella terrificante oscurit delle nuvole minacciose. La piccola baia al limite dell'isola era stata quasi cancellata, poich il fiume era cresciuto talmente da sommergere la penisola che la formava. Il grande ammasso galleggiante di vegetazione, con l'enorme tronco nero in mezzo, era spinto su e gi dalle acque gonfie e impetuose.
La piena per noi  una buona cosa disse il dottore. Si porter via tutto quell'ammasso di vegetazione che si  depositata sul lato est dell'isola. E venuta gi l'altro giorno con la corrente, e rimarr qui finch una piena non la trasporter nel corso principale del fiume. Bene, ecco il nostro posto, ed ecco qui qualche libro e la mia borsa del tabacco; cercheremo di trascorrere la notte nel miglior modo possibile.
Alla luce dell'unica lanterna, la grande stanza isolata assumeva un aspetto tetro e desolato. Non conteneva altro che pile di doghe e mucchi di cerchi, fatta eccezione per il materasso del dottore, sistemato in un angolo. Ricavammo dalle doghe un paio di sedili e un tavolo e ci sedemmo, pronti per affrontare la lunga veglia. Severall mi aveva portato un revolver ed egli stesso era armato di un fucile a due canne. Caricammo le armi e le sistemammo a portata di mano. Le ombre nere che s'inarcavano sopra di noi nel piccolo cerchio di luce erano cos malinconiche che egli usc dalla casa e ritorn con due candele. Un lato del laboratorio era interrotto, tuttavia, da alcune finestre aperte e dovemmo schermare le nostre luci con le doghe per evitare che si spegnessero.
Il dottore, che doveva essere un uomo dai nervi d'acciaio, aveva preso in mano un libro, ma vidi che di quando in quando lo poggiava sulle sue ginocchia e dava un attento sguardo tutto intorno. Da parte mia, nonostante una o due volte avessi provato a leggere, mi fu impossibile concentrarmi sul libro.
I miei pensieri tornavano inesorabilmente a quella grande stanza silenziosa e al sinistro mistero che essa celava. Mi spremevo il cervello per trovare una teoria che potesse spiegare la scomparsa di quei due uomini: c'era l'oscuro fatto che erano spariti, ma senza il pi piccolo barlume sul perch o sul dove. Adesso noi eravamo nello stesso luogo ad attendere, e senza la pi pallida idea di cosa stessimo aspettando. Avevo ragione a dire che non era cosa per un uomo solo. Era gi abbastanza snervante cos, e nulla al mondo mi avrebbe tenuto in quel luogo senza un compagno.
Che notte interminabile! Fuori si udivano lo sciabordare e il gorgogliare del grande fiume e i sussurri del vento che si stava alzando. All'interno, salvo il nostro respiro, il rumore delle pagine del dottore, il ronzio occasionale di qualche zanzara, c'era un silenzio greve. D'improvviso mi and il cuore
in gola al vedere Severall lasciar cadere il libro e balzare in piedi, gli occhi fissi verso una finestra.
Avete notato niente, Meldrum?
No, e voi?
Mi  parso che qualcosa si muovesse l fuori. Prese il fucile e si avvicin. No, non c' niente di strano, eppure giurerei che qualcosa  passato lentamente davanti a quella finestra.
Una foglia di palma, forse dissi io, visto che il vento aumentava a ogni istante.
 probabile rispose, e sedette di nuovo col suo libro, ma lanciando continuamente occhiate sospettose in quella direzione. Guardavo anch'io, ma fuori era tutto calmo.
D'improvviso, fummo costretti ad altri pensieri dallo scoppiare della bufera. Un lampo accecante fu seguito da un colpo che scosse l'edificio. Ripetutamente giunse il vivido bagliore insieme al tuono, simile al lampo e al rombo di un mostruoso pezzo d'artiglieria. Poi cominci a scendere la pioggia tropicale che risuonava abbattendosi con fragore sulla copertura di lamiera del laboratorio. La grande stanza vuota rimbombava come un tamburo. Dall'oscurit giungeva un miscuglio strano di rumori: gorgoglii, spruzzi, tintinnii, borbogli, sciabordi, goccioli e ogni suono liquido che la natura possa produrre con lo sferzare e il turbinare della pioggia accompagnata dal ritmo basso e continuo del fiume. Col passare delle ore il tumulto si fece sempre pi forte e sostenuto.
Parola mia, disse Severall stiamo per avere una piena coi fiocchi, questa volta. Oh, grazie al cielo, ecco finalmente il primo chiarore dell'alba. Anche se non ne sappiamo molto pi di ieri, abbiamo sfatato la superstizione della terza notte.
Una luce grigia penetrava nella stanza, e in un istante sarebbe stato giorno su di noi. La pioggia era scemata, ma dal fiume color caff proveniva un fragore simile a quello di una cascata. Era tanto potente da farmi temere per l'ancora del Gamecock.
Devo salire a bordo dissi. Se l'ancora comincia ad arare non riusciremo pi a risalire il fiume.
L'isola  una buona protezione rispose il dottore. Vi offrir una tazza di caff, se vorrete risalire fino alla casa.
Ero congelato e avvilito, cos la proposta fu la benvenuta. Lasciammo il malaugurato laboratorio col suo mistero ancora insoluto, e ci avviammo verso la casa sguazzando nel fango.
C' la lampada a spirito disse Severall. Se voleste accenderla, io nel frattempo andrei a vedere come si sente Walker.
Mi lasci, ma fu di ritorno un istante dopo con il terrore dipinto sul volto.
 morto! grid con voce rauca.
A quelle parole provai un fremito di orrore. Rimasi l a fissarlo con la lampada in mano.
S,  morto! ripet venite a vedere!
Lo seguii senza una parola, e la prima cosa che vidi quando entrai nella camera, fu Walker stesso che giaceva scomposto sul letto, nel pigiama di flanella grigia che io l'avevo aiutato a indossare la sera prima.
Non  possibile! ansimai.
Il dottore era gi terribilmente agitato. Le mani gli tremavano come foglie al vento.
E morto da qualche ora.
Di febbre?
Altro che febbre, guardategli i piedi.
Un grido d'orrore mi sfugg dalle labbra. Un piede non solo era slogato, ma era completamente ritorto in una posizione grottesca.
Buon Dio! gridai. Chi pu aver fatto questo?
Severall aveva poggiato la mano sul petto del morto.
Sentite qui sussurr.
Posi una mano sullo stesso punto. Non c'era nessuna resistenza. Il corpo era completamente molle e inconsistente. Era come premere una bambola di segatura.
Lo sterno  rotto disse Severall con lo stesso timoroso
sussurrare.  tutto a pezzettini. Grazie a Dio, aveva preso il laudano. Si vede dalla faccia che  morto nel sonno.
Ma chi pu aver fatto questo?
Non ne posso pi disse il dottore, tergendosi la fronte. Non so se sar pi vigliacco dei miei vicini, ma non ce la faccio. Se voi andate sul Gamecock...
Venite! dissi, e partimmo immediatamente. Se non corremmo fu perch ognuno di noi voleva conservare di fronte all'altro almeno un'ombra di dignit. Era pericoloso attraversare su una leggera canoa un fiume cos gonfio, ma non ci pensammo affatto. Io pagaiando e lui aggottando la tenemmo a galla e guadagnammo il ponte dello yacht. L, a duecento metri da quella maledetta isola, tornammo a essere noi stessi.
Vi faremo ritorno tra un'ora circa disse lui. Ma adesso abbiamo bisogno di un po' di tempo per calmarci. Non mi farei mai vedere dai negri in queste condizioni neanche per un anno di stipendio.
Ho detto al mio cameriere di preparare la colazione. Poi torneremo indietro dissi. Ma, in nome di Dio, dottore, come spiegate tutto questo?
Non ci capisco nulla... proprio nulla. Ho sentito parlare delle diavolerie del vud, e ne ho riso come tutti gli altri. Ma
il fatto che il povero vecchio Walker, uomo onesto, timorato di Dio, un inglese del diciannovesimo secolo, sano conservatore, possa esser finito in quel modo, senza un solo osso intero in tutto il corpo... be', questo mi ha scosso, non posso negarlo. Ma guardate l, Meldrum, quel vostro marinaio  pazzo, ubriaco o cosa?
Il vecchio Patterson, il pi anziano dell'equipaggio, un tipo massiccio come le Piramidi, era stato mandato a prua con una gaffa per parare i tronchi vaganti che la corrente trascinava a valle. Adesso era immobile, in ginocchio, gli occhi fissi davanti a lui e agitava convulsamente la mano con l'indice teso. Guardate! grid. Guardate!
In quell'istante lo vedemmo.
Un enorme tronco nero scendeva lungo il fiume, con l'ampio dorso appena lambito dall'acqua. E davanti, quasi un metro davanti, curva a imitare la sagoma di una nave, un'orribile faccia oscillava lentamente da un lato all'altro. Era appiattita, maligna, grossa come un barilotto da birra, di uno sbiadito color fungo, e il collo che la sosteneva era tenuamente chiazzato di giallo e nero. Mentre oltrepassava il Gamecock nel turbinio delle acque, vidi due immense spire srotolarsi dalla gran cavit dell'albero, e l'abominevole testa sal all'altezza di due o tre metri, guardando lo yacht con occhi velati e privi di espressione. Un istante dopo l'albero ci aveva oltrepassato, trascinato verso l'Atlantico col suo orribile passeggero.
Cos'era? gridai.
 il diavolo del laboratorio disse il dottor Severall, e in un istante torn a essere lo stesso tipo cordiale e sicuro di s. S, era quello il demone che tormentava l'isola: il grande pitone del Gabon.
Pensai alle storie che avevo udito lungo la costa sul mostruoso costrittore dell'interno, sul suo periodico appetito, sui tragici effetti della sua stretta mortale. Dopodich, tutto mi fu chiaro. La settimana prima c'era stata una piena che trascin a valle l'enorme tronco cavo col suo spaventevole inquilino, proveniente da chiss qualei remota foresta tropicale. Il tronco si aren nella piccola baia a est dell'isola. Il laboratorio era l'edificio pi vicino. Per due volte, col rinnovarsi dell'appetito, esso rap l'uomo di guardia. La notte scorsa era senza dubbio lui che stava tornando, quando a Severall era parso di vedere qualcosa vicino alla finestra, ma le nostri luci
lo allontanarono. Prosegu strisciando fino alla casa e uccise nel sonno il povero Walker.
Perch non se lo port via? chiesi.
Tuoni e fulmini lo devono aver messo in fuga. Ecco il vostro cameriere, Meldrum. Pi presto faremo colazione e torneremo all'isola e meglio sar, o qualche negro potr pensare che abbiamo avuto paura.

Note.
2. Barca piatta per navigare tra i frangenti. (N.d.T.)
3. Pianta rampicante tropicale la cui radice a tubero  commestibile. (N.d.T.)
4. Da Master, termine con cui i negri del Sud chiamavano il loro padrone.


La verit sulla scomparsa della Marie Celeste.
(Dalle dichiarazioni del dottor J. Habakuk Jephson, laureato in medicina all'universit di Harvard).

Nel dicembre dell'anno 1873 la nave inglese Dei Gratia faceva rotta su Gibilterra con a rimorchio il brigantino abbandonato Marie Celeste, recuperato a 38 gradi 40 primi di latitudine nord e 17 gradi 15 primi di longitudine ovest. Diverse circostanze, connesse con la comparsa e le condizioni di questo vascello abbandonato, provocarono a quel tempo un notevole scalpore e suscitarono una curiosit che non fu mai appagata. Tali circostanze furono riassunte in un ottimo articolo apparso nella Gibraltar Gazette. I pi curiosi potranno trovarlo, se la memoria non m'inganna, nel numero del 4 gennaio 1874. A beneficio comunque di coloro che non riusciranno a rintracciare il giornale in questione, aggiunger alcuni estratti riguardanti gli aspetti principali del caso.
Ci siamo recati noi stessi dice l'anonimo scrittore della Gazette a bordo dell'abbandonata Marie Celeste, e abbiamo interrogato gli ufficiali del Dei Gratia su ogni punto che potesse gettare uno spiraglio di luce sul caso. Essi sono dell'opinione che la nave sia rimasta abbandonata per diversi giorni, o forse settimane, prima di essere stata recuperata. Il diario di bordo, rinvenuto nella cabina, attesta che la nave viaggiava da Boston a Lisbona ed era partita il 16 ottobre. Questo, del resto,  molto impreciso e ci d ben poche informazioni. Non c' alcun accenno a cattivo tempo e, d'altronde, le condizioni della vernice e dell'attrezzatura dell'imbarcazione escludono l'idea che essa possa essere stata abbandonata per una qualsiasi ragione del genere:  perfettamente stagna. Non
 stata rinvenuta traccia di lotta o di violenza, e non c' assolutamente niente che possa spiegare la ragione della scomparsa dell'equipaggio. Ci sono diverse indicazioni della presenza di una signora a bordo, dato che in cabina sono stati trovati una macchina per cucire e vari capi di vestiario femminile. Appartenevano probabilmente alla moglie del comandante, che, a quanto risulta dal diario, aveva accompagnato il marito. Come prova della mitezza del tempo facciamo notare che un rocchetto di seta  stato trovato in piedi sulla macchina per cucire, mentre il pi piccolo rollio della nave lo avrebbe dovuto far cadere sul pavimento. Le scialuppe erano intatte e issate sulle gru; il carico, costituito da sego e orologi americani, era integro. Un'antica spada di curiosa fattura  stata scoperta nel castello di prora, presso del legname; si dice portasse sulla lama una striatura longitudinale, come se fosse stata pulita recentemente. E stata rimessa nelle mani della polizia e sottoposta al dottor Monaghan, l'analista, per un controllo. I risultati dell'esame non sono ancora stati resi noti. Per concludere, possiamo osservare che il comandante del Dei Gratia, abile e intelligente uomo di mare,  dell'opinione che la Marie Celeste sia stata abbandonata a una grande distanza dal punto del suo recupero: una forte corrente deve averla spinta in queste latitudini dalla costa africana. Egli confessa la sua impotenza, d'altronde, a formulare qualsiasi ipotesi che possa conciliare tutte le realt del caso. Nella totale assenza di indizi o di un briciolo di prova, egli teme che la sorte dell'equipaggio della Marie Celeste sar da aggiungere ai numerosi altri misteri degli abissi dell'oceano, i quali mai saranno svelati fino al gran giorno in cui il mare ci render i suoi morti.
Se un crimine  stato commesso, come si sospetta fortemente,
non v' che una remota speranza di assicurare i colpevoli alla giustizia.
Integro questo estratto dalla Gibraltar Gazette riportando il testo di un telegramma, inviato da Boston, che fece il giro dei giornali inglesi e costitu la totalit delle informazioni che furono raccolte sulla Marie Celeste. Era un brigantino di 170 tonnellate di stazza lorda, dice appartenente a White,
Russell & White, importatori di vino di questa citt. Il comandante, J.W. Tibbs, da molto tempo al servizio della ditta, era uomo di nota abilit e di provata onest. Era accompagnato dalla moglie, di trentun anni, e dal figlio pi piccolo, di cinque. L'equipaggio era formato da sette marinai, compresi due uomini di colore, e da un mozzo. C'erano tre passeggeri, uno dei quali era un noto fisiologo, il dottor Habakuk Je- phson di Brooklyn, che si era distinto come sostenitore dell'Abolizione della schiavit nei primi anni del movimento e il cui pamphlet, intitolato Dov' tuo Fratello?, esercit una forte influenza sull'opinione pubblica dell'anteguerra. Gli altri passeggeri erano J. Harton, un copista impiegato della ditta, e Septimius Goring, gentiluomo di ceto medio di New Orleans. Nessuna indagine  stata in grado di fare la minima luce sul destino di questi quattordici esseri umani. La perdita del dottor Jephson sar profondamente sentita tanto negli ambienti politici che in quelli scientifici.
Ho qui riassunto, a beneficio dei lettori, tutto ci di cui si  venuti finora a conoscenza sulla Marie Celeste e il suo equipaggio, in quanto i dieci anni trascorsi non hanno in nessun modo contribuito a chiarire il mistero. Prendo ora la penna con l'intenzione di raccontare tutto ci che io so su questo sfortunato viaggio. Credo sia un preciso dovere che ho verso la societ, in quanto i sintomi che tante volte ho riscontrato su molti pazienti mi fanno pensare che fra non molti mesi tanto la mia mano che la mia lingua non saranno in grado di dare alcuna informazione. Devo dire, come prefazione al mio racconto, che io sono Joseph Habakuk Jephson, laureato in medicina all'universit di Harvard e consulente medico del Samaritan Hospital di Brooklyn.
Molti si stupiranno del fatto che io non mi sia rivelato prima, tollerando che s tante congetture e supposizioni rimanessero senza una risposta. Se il rivelare i fatti di mia conoscenza fosse servito in qualche modo ai fini della giustizia, lo avrei fatto senza esitazioni. A me sembra per che non ci sia possibilit di sortire alcun risultato, e quando tentai, dopo l'evento, di riferire il mio caso a un funzionario inglese, fui accolto con una tale offensiva incredulit che decisi di non espormi pi alla possibilit di subire ancora una tale onta. Posso tuttavia giustificare la scortesia del magistrato di Liverpool quando penso al trattamento che mi riservarono i miei stessi parenti, i quali, pur conoscendo l'integrit del mio carattere, ascoltarono la mia relazione con un sorriso indulgente come chi asseconda le allucinazioni di un monomaniaco. Questo affronto alla veracit delle mie parole port a un diverbio tra me e John Vanburger, fratello di mia moglie, e rafforz la mia decisione di lasciar affondare nell'oblio l'intero fatto, proposito a cui sono venuto meno solo a seguito delle insistenze di mio figlio. Allo scopo di rendere comprensibile la mia narrazione sono costretto a ripercorrere velocemente uno o due fatti della mia vita precedente, i quali potranno far luce sugli eventi successivi.
Mio padre, William K. Jephson, era un predicatore della setta chiamata Confratelli di Plymouth, ed era tra i pi
rispettabili cittadini di Lowell. Come la maggior parte dei Puritani della Nuova Inghilterra, era un deciso avversario della schiavit, e fu dalle sue labbra che io ricevetti quelle lezioni che dettero una precisa impronta a tutte le azioni della mia vita.
Mentre studiavo medicina all'universit di Harvard ebbi la fama di acceso abolizionista e quando, una volta presa la laurea, acquisii la terza parte della clientela del dottor Willis, a Brooklyn, cercai, a scapito dei miei doveri professionali, di dedicare gran tempo alla causa che avevo a cuore, poich il mio pamphlet Dov' tuo Fratello? aveva attirato l'attenzione di molti.
Quando scoppi la guerra lasciai Brooklyn e seguii la campagna del 113 New York Regiment. Fui presente alla seconda battaglia di Bull's Run e alla battaglia di Gettysburg. Alla fine fui gravemente ferito ad Antietam, e sarei probabilmente perito sul campo se non fosse stato per la benevolenza di un gentiluomo di nome Murray, il quale mi trasport fino a casa sua procurandomi ogni genere di comodit. Grazie alla sua misericordia e alle cure ricevute dai suoi domestici di colore,
fui presto in grado di aggirarmi per la piantagione con l'aiuto di un bastone. Fu durante questo periodo di convalescenza che accadde un fatto strettamente connesso alla mia storia.
Tra le negre che avevano vegliato pi assiduamente al mio capezzale durante la malattia c'era una vecchia rugosa, che sembrava esercitare una notevole autorit sulle altre. Era molto riguardosa nei miei confronti e dalle poche parole che ci eravamo scambiati compresi che aveva sentito parlare di me e che mi era riconoscente per il fatto che io sostenevo la causa della sua razza oppressa.
Un giorno ero seduto da solo in veranda a godermi il sole, pensando se avessi dovuto o meno raggiungere l'armata di Grant, quando vidi con mia sorpresa quella vecchia creatura venire zoppicando verso di me. Dopo essersi guardata intorno con circospezione per essere sicura che fossimo soli, ella frug nel davanti della sua veste ed estrasse una piccola sacca di pelle di camoscio che portava legata al collo con una cordicella bianca.
Massa, disse, curvandosi su di me e gracchiandomi le parole nell'orecchio io morire presto. Io molto vecchia. Non stare ancora tanto in piantagione di Massa Murray.
Tu vivrai ancora a lungo, Martha risposi. Sai che io sono un dottore. Se ti ammalerai me lo farai sapere, e io prover a curarti.
Non volere vivere, volere morire. Presto io raggiungere le milizie celesti. E qui ella si lasci andare a una di quelle rapsodie mezzo paganeggianti alle quali i negri sovente si abbandonano. Per, Massa, io avere una cosa da lasciare dietro me, quando andare. Non capace portarla con me di l dal Giordano. Questa cosa molto preziosa, pi preziosa e pi santa di ogni altra al mondo. Io, povera donna negra, avuto questa perch mia gente, molto nobile gente, sperare di tornare al loro antico paese. Ma tu non potere capire questo come poterlo capire gente negra. A me lo ha dato mio padre e a lui lo aveva dato suo padre, ma adesso io a chi lo dar? Povera Martha non ha figli, non parenti, nessuno. Tutto intorno vede uomini negri molto cattivi. Donne negre molto stupide.
Nessuno degno di pietra. Allora io detto: qui c' Massa
Jephson che scrive libri e lotta per popolo negro; lui deve essere buono e lui pu averla, anche se  bianco e mai sapr da dove viene o cosa vuol dire. A questo punto la vecchia frug nella borsa di pelle di camoscio e ne trasse una pietra nera e piatta, con un buco che la attraversava al centro. Ecco, prendi disse premendomela nella mano; prendila. Nessun male mai pu venire dal bene. Serbala al sicuro, non lasciarla mai!; e con un gesto d'ammonimento la vecchia rugosa zoppic via come era venuta, con lo stesso fare circospetto, guardando in ogni direzione se alcuno ci avesse osservati.
Ero pi divertito che impressionato dalla seriet della vecchia, e durante il suo parlare mi ero trattenuto dal ridere soltanto per la paura di urtare i suoi sentimenti. Quando se ne fu andata, osservai a lungo la pietra che mi aveva dato. Era di un nero molto intenso, di una estrema durezza e aveva una forma ovale, come una di quelle pietre piatte che si possono raccogliere sulle rive di un fiume per poi lanciarla lontano. Era lunga circa sette centimetri, larga tre e mezzo al centro, e con le estremit arrotondate. La cosa pi strana erano alcuni rilievi ben marcati che correvano in semicerchi lungo la sua superficie, dandole l'esatta apparenza di un occhio umano. Ero insomma molto interessato alla mia nuova propriet e decisi di sottoporla alla prima occasione, come campione geologico, al mio amico, il professor Shroeder del New York Institute. Nel frattempo la cacciai in tasca e mi alzai con l'intento di fare una passeggiatina nel boschetto, allontanando il fatto dalla mente.
Intanto la mia ferita si era quasi sanata, e poco tempo dopo presi congedo da Murray. Le armate dell'Unione erano vittoriose dovunque e convergevano su Richmond, perci la mia assistenza appariva superflua e io feci ritorno a Brooklyn. L ripresi la mia professione e sposai la seconda figlia di Josiah Vanburger, il ben noto incisore di legno. In capo a pochi anni mi feci una bella clientela e acquisii una buona reputazione per la cura delle complicazioni polmonari. Tenevo ancora in tasca la vecchia pietra nera, e sovente raccontavo la storia del drammatico modo in cui ne ero venuto in possesso. Mi decisi anche di farla vedere al professor Shroeder, il quale fu molto interessato tanto all'aneddoto quanto al campione. Egli asser trattarsi di un frammento di pietra meteorica, e attir la mia attenzione sul fatto che la sua somiglianza a un occhio umano non era affatto casuale, ma al contrario era stata lavorata molto accuratamente per ottenere quella foggia. Una dozzina di piccoli dettagli anatomici mostravano che colui che aveva eseguito il lavoro era stato tanto abile quanto preciso. Non mi meraviglierei disse il professore che fosse stata strappata da qualche grande statua, ma come un materiale cos duro possa essere stato lavorato in modo talmente perfetto, non riesco proprio a capirlo. Se esistesse la statua corrispondente, sarei proprio curioso di vederla. Anche io allora pensai la stessa cosa, ma poi ho cambiato opinione.
I sette o otto anni seguenti della mia vita furono quieti, privi di avvenimenti importanti. L'estate seguiva la primavera, la primavera seguiva l'inverno, senza la minima variazione nelle mie occupazioni. All'accrescersi della clientela feci entrare J.S. Jackson come socio, a un quarto dei profitti. Il continuo sforzo per aveva lasciato il segno sul mio stato di salute, che in breve tempo si era aggravato a tal punto che mia moglie insist perch consultassi il dottor Kavanagh Smith, mio collega al Samaritan Hospital. Questo signore mi visit e asser che l'apice del mio polmone sinistro era in stato di consolidamento, raccomandandomi sia di sottopormi a una serie di cure mediche, sia di fare un lungo viaggio per mare.
Il mio stesso temperamento, di natura irrequieta, mi fece propendere decisamente in favore dell'ultima parte del consiglio, e la svolta decisiva fu data dalla mia conoscenza del giovane Russell, della ditta White, Russell & White, il quale mi offr un passaggio su una delle navi di suo padre, la Marie Celeste, che stava appunto per salpare da Boston.  una nave piccola ma comoda, disse Tibbs, il comandante,  un tipo molto in gamba. Per un ammalato non c' niente di meglio di un viaggio in mare. Ero decisamente anch'io della stessa opinione, perci accettai immediatamente l'offerta.
In un primo momento avevo progettato che mia moglie mi accompagnasse nel viaggio, ma oltre al fatto che sarebbe stata un pessimo marinaio, c'erano delle gravi ragioni familiari per non esporla in questo momento ad alcun rischio; quindi decidemmo che lei sarebbe rimasta a casa. Non sono mai stato religioso, e neanche troppo espansivo; ma quanto ti ringrazio, o Dio, di questo! Nel lasciare la mia clientela fui un po' consolato dal fatto che Jackson, il mio socio, fosse un uomo fidato e gran lavoratore.
Giunsi a Boston il 12 ottobre del 1873, e mi recai immediatamente all'ufficio della ditta con l'intenzione di ringraziare per la cortesia che mi era stata usata. Mentre sedevo nell'ufficio contabile in attesa che fossero liberi per ricevermi, le parole Marie Celeste attrassero la mia attenzione. Girai lo sguardo e vidi un uomo molto alto ed emaciato, proteso sopra al banco di mogano lucido, che stava chiedendo alcune informazioni all'impiegato dall'altra parte. La sua faccia era per met volta verso di me, e vidi che aveva una buona parte di sangue nero nelle vene; forse era un quadroon(5), o comunque molto simile a un negro. Il naso curvo e aquilino e i capelli fini e lisci segnavano la razza bianca; ma gli irrequieti occhi neri, la bocca carnosa e i denti scintillanti palesavano la sua origine africana. Era di un colorito giallo malsano, malaticcio, e aveva la faccia profondamente segnata dal vaiolo; nel complesso dava un'impressione cos sgradevole da risultare quasi ributtante. Quando parl, tuttavia, lo fece con voce dolce e melodiosa e con vocaboli ben scelti; doveva essere perci un uomo che aveva avuto una buona educazione.
Vorrei chiedere alcune informazioni riguardo alla Marie Celeste ripet, sporgendosi verso l'impiegato. Salper dopodomani, nevvero?
S, signore disse il giovane impiegato, vivamente impressionato dallo scintillio di un grosso diamante sul davanti della camicia dello straniero.
E dove  diretta?
A Lisbona.
Quanti uomini d'equipaggio?
Sette, sir.
Passeggeri?
S, due. Uno dei nostri giovani funzionari e un medico di New York.
Niente gentiluomini del Sud?
No, signore.
C' posto per un altro passeggero?
C' alloggio per tre rispose l'impiegato.
Parto, disse-risolutamente il quadroon-, parto e prenoto immediatamente un posto per la traversata. Prendete nota, per favore: Septimius Goring, di New Orleans.
L'impiegato riemp un modulo e lo tese allo straniero, indicando uno spazio bianco in fondo. Quando il signor Goring si chin per firmare, vidi con orrore che le dita della sua mano destra erano state mozzate, ed egli teneva la penna con il pollice e il palmo. Ho visto migliaia di ferite in battaglia, ho assistito a ogni possibile operazione chirurgica, ma non ricordo di aver mai visto nulla capace di darmi un tale brivido di disgusto come quella grande mano scura, simile a una spugna, con quell'unico dito che sporgeva. Malgrado ci, egli lo usava abbastanza abilmente e, scarabocchiata la sua firma, salut con un cenno della testa l'impiegato e usc dall'ufficio, proprio nel momento in cui il signor White mand a dire che era pronto per ricevermi.
Scesi alla Marie Celeste quella sera e detti un'occhiata al mio alloggio, molto confortevole considerate le piccole dimensioni della nave. Il signor Goring, la mia conoscenza della mattina, avrebbe avuto quello accanto al mio. Dalla parte opposta c'erano la cabina del comandante e un piccolo alloggio per il signor John Harton, il gentiluomo che viaggiava per conto della ditta. Questi piccoli locali erano ricavati sui due lati del corridoio che conduceva dal ponte principale alla sala di ritrovo. Questa era una stanza confortevole, ricoperta con pannelli in quercia e mogano di buon gusto, con un ricco tappeto di Bruxelles e lussuosi divani. Ero molto soddisfatto del mio alloggio e anche del comandante Tibbs, classico lupo di mare, cordiale, con voce forte e modi sinceri, il quale mi accolse sulla nave con molto calore e insist perch stappassimo subito una bottiglia di vino nella sua cabina. Mi disse che intendeva portare in viaggio con s la moglie e il figlio pi piccolo e che sperava, con un po' di fortuna, di raggiungere Lisbona in tre settimane. Facemmo una piacevole chiacchierata e ci lasciammo da ottimi amici; si raccomand che facessi gli ultimi preparativi entro la mattina seguente, poich intendeva salpare con la marea di mezzogiorno, dato che gi da quel momento tutto il carico era stivato. Tornai all'albergo, dove trovai una lettera di mia moglie e, dopo una rinfrancante notte di sonno, in mattinata fui di nuovo sulla nave. Da questo punto sono in grado di riportare quel che ho scritto nel diario che tenni allo scopo di rendere meno monotona la lunga crociera. Se in alcuni punti risulter di uno stile piuttosto piatto, posso d'altra parte fare assegnamento sulla scrupolosit dei dettagli, poich  stato diligentemente scritto giorno dopo giorno.
16 OTTOBRE - Mollate le cime alle due e trenta, siamo stati condotti nella baia, dove il rimorchiatore ci ha lasciato; con tutte le vele spiegate abbiamo preso un'andatura di circa nove nodi. Sono rimasto a poppa a guardare la bassa costa dell'America immergersi a poco a poco all'orizzonte, fino a che la foschia della sera l'ha nascosta al mio sguardo. Un'unica luce rossa, comunque, ha continuato a splendere biecamente su di noi, gettando un lungo raggio sull'acqua simile a un sentiero di sangue;  ancora visibile mentre scrivo, sebbene sia ridotto a una semplice macchia. Il comandante  di cattivo umore, poich due dei suoi uomini l'hanno lasciato all'ultimo momento ed  stato costretto a imbarcare due negri che passavano per caso sul molo. Gli uomini perduti erano tipi seri e fidati che erano stati con lui in altri viaggi, e la loro mancata apparizione lo aveva lasciato tanto perplesso da irritarlo. Quando un equipaggio di sette uomini deve governare una nave di discrete dimensioni, la perdita di due esperti marinai
 affar serio, poich, posto che i due negri possano dare il cambio alla barra o ramazzare il ponte, servirebbero a poco o nulla in caso di tempo cattivo. Anche il nostro cuoco  un negro, e il signor Septimius Goring ha un piccolo domestico di colore, cosicch siamo una comunit alquanto eterogenea. Il contabile, John Harton, pare una buona promessa, essendo un giovane allegro e di spirito.  strano come la scarsa agiatezza sia legata alla felicit! Egli va a cercar fortuna in una terra lontana e ha tutto il mondo davanti, pure  certamente felice quanto mai un uomo possa esserlo. Goring  ricco, se non sbaglio, e io altrettanto; ma io so di avere una malattia polmonare, e Goring deve avere qualche pena ancora pi profonda, a giudicare dalla sua fisionomia. Quanto miseramente contrastavamo noi con lo spensierato impiegato senza il becco di un quattrino!
17 OTTOBRE - Questa mattina la signora Tibbs  apparsa sul ponte per la prima volta;  una donna gioviale, energica, con un caro bimbetto appena capace di camminare e balbettare qualche parola. Il giovane Harton se ne  immediatamente impadronito e se lo  portato in cabina, dove certamente ha piantato nello stomaco del bambino i semi di una futura dispepsia. Tanto la medicina ci rende cinici con noi stessi! Il tempo  ancora migliore di quanto non si possa desiderare, con una delicata fresca brezza da ovest-sud-ovest. La nave procede cos equilibrata da capire appena che sta avanzando, non foss'altro che per lo scricchiolare del sartiame, il gonfiarsi delle vele e la lunga scia bianca sulla rotta. Ho passeggiato sul cassero col comandante per tutta la mattina, e penso che l'aria fresca e pungente mi abbia fatto bene alla respirazione, dato che l'esercizio non mi ha affaticato in alcun modo. Tibbs  un uomo decisamente intelligente e abbiamo avuto un'interessante disquisizione sulle osservazioni di Maury a proposito delle correnti oceaniche, terminata poi nella sua cabina alla quale siamo scesi per consultare l'opera originale. L abbiamo trovato Goring, con grande sorpresa da parte del comandante, poich non  consuetudine per i passeggeri di entrare in quel locale senza uno specifico invito. Egli ha giustificato la sua intrusione, invero, appellandosi alla propria ignoranza sulle usanze di bordo; il buon marinaio non ha tardato a ridere dell'incidente e lo ha pregato di restare con noi onorandoci della sua compagnia. Goring ha indicato i cronometri, di cui aveva aperto la custodia, e ha affermato che li stava ammirando. Aveva evidentemente qualche conoscenza pratica di strumenti matematici, poich ha saputo dire dopo una sola occhiata qual era il pi preciso dei tre, stimandone il prezzo con uno scarto di pochi dollari. Ha avuto anche una discussione col comandante circa la variazione della bussola, e quando siamo tornati sulle correnti oceaniche ha dimostrato di essere completamente padrone dell'argomento. Egli appare sempre migliore a mano a mano che lo si conosce, ed  un uomo di innegabile cultura e raffinatezza. La sua voce ben si accorda con il suo conversare, ed entrambe sono la perfetta antitesi della faccia e della figura.
La rilevazione di mezzogiorno diceva che abbiamo percorso duecentoventi miglia. Verso sera la brezza si  fatta pi fresca, e il primo ufficiale ha ordinato di prendere una mano di terzaroli alle vele di gabbia e a quelle di velaccio, poich ci si attende una notte ventosa. Vedo che il barometro  sceso a due gradi. Spero che la nostra traversata non sia troppo movimentata, perch sono un ben misero marinaio e la mia salute trarrebbe probabilmente molto pi danno che beneficio da un viaggio tempestoso, sebbene abbia la massima fiducia nell'abilit marinaresca del comandante e nello stato dell'imbarcazione. Dopo cena ho giocato a cribbage con la signora Tibbs, e Harton ci ha suonato due note col suo violino.
18 OTTOBRE - I tristi pronostici della notte scorsa non si sono avverati, il vento si  calmato di nuovo e ora ci troviamo in un mare gonfio ma oleoso, qua e l increspato da brezze momentanee incapaci di gonfiare le vele. L'aria  pi fredda di ieri e ho indossato una di quelle pesanti maglie di lana confezionatemi da mia moglie. In mattinata Harton  venuto nella mia cabina e abbiamo fumato un sigaro insieme. Ha detto che si ricordava di aver visto Goring a Cleveland, nell'Ohio, nel '69. Pare non fosse meno misterioso di ora: vagabondava apparentemente senza un impiego di sorta, ed era estremamente reticente sui propri affari. Quell'uomo mi interessa come caso psicologico.
Questa mattina durante la colazione ho avvertito all'improvviso quella vaga sensazione di disagio che assale chi si sente osservato insistentemente e, levando rapidamente lo sguardo, ho incontrato i suoi occhi volti su di me con una intensit che rasentava la ferocia, anche se subito dopo la sua espressione si  addolcita ed egli ha fatto qualche convenzionale commento sul tempo. Cosa strana, Hartn mi ha detto di aver avuto un'esperienza molto simile ieri, sul ponte. Ho notato che Goring parla frequentemente con i marinai di colore mentre passeggia qua e l, cosa che io ammiro molto, perch  molto frequente trovare meticci che non riconoscono la loro radice negra e trattano la loro parentela di colore con pi intolleranza di quanto non possa fare un bianco. Il piccolo domestico gli  devoto, a quanto sembra, dato che dice di essere trattato molto bene. D'altronde, quell'uomo  un curioso miscuglio di qualit contrastanti e, a meno che non mi sia ingannato sul suo conto, durante il viaggio egli mi fornir materiale per molte osservazioni.
Il comandante va brontolando dei suoi cronometri, i quali non registrano esattamente la stessa ora. Dice che  la primissima volta che non vanno in sincronia. Ci  stato impossibile fare il rilevamento di mezzogiorno a causa della foschia. Secondo il punto stimato, abbiamo fatto circa centosettanta miglia in ventiquatto ore, come aveva predetto il capitano. I marinai di colore si sono rivelati personale ben scadente, ma potendo entrambi manovrare la ruota, se tenuti sotto controllo, lasciano liberi gli uomini pi esperti per il governo della nave. Sono particolari molto banali, certo, ma anche la pi piccola cosa a bordo di una nave  un'occasione per chiacchierare. L'apparizione di una balena, questa sera, ha causato un bel po' di confusione. Dal dorso acuto e la coda biforcuta posso senz'altro dire che si trattava di una balenottera, o finner, com' chiamata dai pescatori.
19 OTTOBRE - Tira un vento freddo, cos sono rimasto prudentemente in cabina tutto il giorno, mettendo il naso fuori solo per la cena. Sdraiato sulla cuccetta, senza muovermi, posso raggiungere i miei libri, le pipe o qualsiasi altra cosa desideri, e questo  il vantaggio del mio piccolo alloggio. La mia vecchia ferita oggi ha ricominciato a farmi male, probabilmente a causa del freddo. Ho letto i Saggi di Montaigne e mi sono tenuto riguardato. Nel pomeriggio  venuto Hartn con Doddy, il figlio del capitano; li ha seguiti poi il comandante stesso, cosicch mi son trovato a dare un ricevimento in piena regola.
20 E 21 OTTOBRE - Ancora freddo, con un piovigginare continuo, e non mi  stato possibile lasciare la cabina. Questo stare confinato mi fa sentire debole e depresso.  venuto Goring a farmi visita, ma la sua compagnia non  servita a rendermi allegro, dato che ha detto a malapena qualche parola, contentandosi di fissarmi con un fare particolare e molto irritante. Poi si  alzato ed  uscito dalla cabina furtivamente, senza dire niente di niente. Comincio a pensare che quell'uomo sia un lunatico. Credo di aver detto che la sua cabina  accanto alla mia; le separa solamente un sottile divisorio di legno rotto in molti punti, e alcune fessure sono tali che io non posso evitare, giacendo nella mia cuccetta, di seguire i suoi movimenti nel vano accanto. Senza alcuna intenzione di spiarlo, lo vedo continuamente curvo su ci che sembra una carta, a lavorare con lapis e compasso. Avevo notato l'interesse che egli dimostra per gli argomenti connessi alla navigazione, ma mi sorprende il fatto che si prenda la briga di seguire
il percorso della nave. Del resto,  un passatempo del tutto innocuo, e senza dubbio egli verifica i suoi risultati con quelli del comandante.
Vorrei che quell'uomo non occupasse tanto i miei pensieri. Ho avuto un incubo, la notte del 20, in cui la mia cuccetta era una bara, io vi giacevo dentro e Goring stava cercando di inchiodarne il coperchio che io respingevo disperatamente. Anche quando mi svegliai, non riuscivo a convincermi di non essere in una bara. Come medico, so che un incubo non  altro che un'alterazione vascolare degli emisferi cerebrali, ma nel mio stato di debolezza non riesco a scrollarmi di dosso l'effetto morboso che esso produce.
22 OTTOBRE - Bella giornata, con appena qualche nuvola in cielo e una fresca brezza da sud-est che ci spinge gaiamente sulla nostra via. Ci deve essere stato tanto tempo cattivo vicino a noi, perch c' un mare terribile e la nave rolla violentemente, tanto che la punta del pennone di prua quasi tocca l'acqua. Per rinfrancarmi un po' ho fatto una passeggiata su e gi per il cassero, anche se ancora il mio passo non  da lupo di mare. Alcuni piccoli uccelli, credo fringuelli, si sono posati sul cordame.
ORE 16,40 - Mentre ero sul ponte, questa mattina, ho udito un'improvvisa esplosione in direzione della mia cabina e, precipitatomi dentro, ho visto che per un soffio non ero incappato in un guaio molto serio. Pare che Goring stesse pulendo un revolver nella sua cabina quando, da un tamburo che egli pensava fosse scarico,  partito un colpo. Il proiettile ha attraversato il divisorio laterale e si  conficcato nel parapetto, nel punto esatto in cui di solito si trova la mia testa. Sono stato troppe volte esposto al fuoco per esagerare su cose di cos poco conto: non c' dubbio che se fossi stato in cuccetta, mi avrebbe ucciso. Goring, pover'uomo, si deve essere terribilmente impaurito, non sapeva che quel giorno ero andato sul ponte. Non ho mai visto sul volto d'un uomo un'emozione simile alla sua quando, uscendo dalla sua cabina con la pistola fumante in mano, mi ha incontrato faccia a faccia mentre scendevo dal ponte. Naturalmente si  profuso in scuse, per cui io ho semplicemente riso dell'incidente.
ORE 23 -  successa una disgrazia cos inaspettata e terribile che a confronto il rischio che io ho corso stamane diventa insignificante. La signora Tibbs e il suo bambino sono scomparsi, n pi n meno che totalmente scomparsi. Riesco a malapena a calmarmi per scriverne i tristi dettagli. Alle venti e trenta circa Tibbs si  precipitato nella mia cabina, pallidissimo, e mi ha domandato se avessi visto sua moglie. Ho risposto di no. Subito si  gettato nel salone cercando febbrilmente, alla cieca, qualsiasi traccia di lei, mentre io lo seguivo tentando vanamente di persuaderlo dell'assurdit delle sue paure. Abbiamo messo a soqquadro tutta la nave per un'ora e mezzo senza trovare traccia della donna o del bambino. Il povero Tibbs ha perso completamente la voce a furia di chiamare la moglie. Perfino i marinai, generalmente piuttosto flemmatici, erano profondamente commossi al vederlo e si aggiravano per il ponte a capo scoperto, cercando con febbrile ansia nei luoghi pi improbabili, e ritornandovi pi volte con toccante pertinacia.
Era stata vista l'ultima volta questo pomeriggio alle sette circa, mentre portava Doddy presso poppa per fargli prendere una boccata d'aria fresca prima di metterlo a letto. L, in quel momento, non c'erano che i marinai negri alla ruota, i quali negano di aver visto qualcuno. Tutta la faccenda  avvolta nel mistero. La mia opinione  che mentre la signora Tibbs teneva il bambino vicino alla murata, lui abbia fatto un guizzo cadendo fuoribordo e lei, nel convulso tentativo di afferrarlo, lo abbia seguito. Non posso spiegarmi in altro modo questa doppia sparizione.  assai verosimile che una tale tragedia possa essersi compiuta a completa insaputa degli uomini al timone, poich a quell'ora era buio e gli osteriggi alzati del salone nascondevano la maggior parte del cassero. Quale che sia la verit, si tratta di una terribile disgrazia che ha gettato nel nostro viaggio la pi profonda malinconia. Il secondo ha fatto virare di bordo, ma naturalmente non c' la minima speranza di ritrovarli. Il comandante  sdraiato in cabina in stato di incoscienza. Gli ho messo nel caff una potente dose di oppio, in modo da lenire almeno per qualche ora la sua angoscia.
23 OTTOBRE - Mi sono svegliato con un vago senso di pesantezza e di sventura, ma solo dopo qualche attimo di riflessione sono stato capace di ricordare la disgrazia della notte scorsa. Salito sul ponte, ho visto il povero capitano: ritto, con
lo sguardo volto indietro al deserto delle acque che contenevano tutto ci che di caro egli aveva avuto al mondo. Ho cercato di parlargli, ma si  voltato bruscamente cominciando a misurare il ponte col capo chino sul petto. Perfino ora, quando la verit  cos evidente, egli non passa scialuppa o vela ammainata senza scrutarvi attentamente dentro. Sembra dieci anni pi vecchio di ieri mattina. Hartn  rimasto tremendamente colpito, poich si era affezionato al piccolo Doddy, e anche Goring sembra dispiaciuto. O almeno si  chiuso in cabina tutto il giorno, e quando ho gettato casualmente lo sguardo su di lui aveva il capo fra le mani come se fosse assorto in qualche malinconica fantasticheria. Temo che il nostro sia l'equipaggio pi malinconico che abbia mai navigato. Anche mia moglie rimarr molto colpita nell'udire la disgrazia che abbiamo avuto!
Il mare adesso si  calmato e stiamo facendo circa otto nodi con tutte le vele spiegate e una gradevole brezzolina. Hyson  praticamente al comando della nave dato che Tibbs, nonostante faccia del suo meglio per sopportare la disgrazia e tenersi su, in realt  incapace di concentrarsi sul lavoro.
24 OTTOBRE - Che la nave sia maledetta? C' mai stato un viaggio cominciato cos felicemente e rivelatosi poi cos disastroso? Stanotte Tibbs si  sparato alla testa. Circa alle tre del mattino sono stato svegliato da un'esplosione, sono balzato dal letto e sono corso nella cabina del comandante per capire cosa fosse successo, ma gi con un tremendo presentimento nel cuore. Per quanto fossi stato veloce, Goring lo  stato ancora pi di me, poich era gi nella cabina, curvo sul cadavere del comandante. Era una vista orrenda, aveva l'intera faccia devastata e la piccola stanza era in un bagno di sangue. La pistola era sul pavimento accanto a lui, come appena caduta dalla mano. Egli l'aveva evidentemente infilata in bocca prima di tirare il grilletto. Goring e io lo sollevammo con rispetto e lo adagiammo sulla cuccetta. L'intero equipaggio si era raccolto nella cabina e i sei uomini bianchi erano molto addolorati, poich erano vecchi marinai che avevano navigato con lui per molti anni. Si scambiavano sguardi scuri e mormorii, e
uno di loro disse apertamente che la nave era maledetta.
Harton aiut a portare fuori il povero capitano, e insieme lo avvolgemmo in una vela. A mezzogiorno mettemmo la prua al vento e affidammo il suo corpo all'oceano, mentre Goring leggeva l'ufficio funebre del culto anglicano.
La brezza si  rinfrescata, per tutto il giorno abbiamo navigato a dieci nodi, a volte dodici. Prima raggiungeremo Lisbona e lasceremo questa maledetta nave e meglio sar. Ho la sensazione di essere in una bara galleggiante, e se io, uomo colto, lo avverto in maniera tanto intensa, non c' da meravigliarsi che i poveri marinai siano cos superstiziosi.
25 OTTOBRE - Tenuta per tutto il giorno una buona velocit. Mi sento depresso e apatico.
26 OTTOBRE - Questa mattina Gring, Harton e io abbiamo fatto una chiacchierata sul ponte. Harton cercava di strappare a Goring qualcosa sulla professione o sullo scopo per cui si recava in Europa, ma il quadroon eludeva tutte le sue domande e non ci ha dato nessuna informazione. Anzi, sembrava lievemente offeso dall'insistenza di Harton, ed  sceso in cabina. Mi meraviglio che quest'uomo susciti in noi tanto interesse! Forse sar per il suo singolare aspetto, che unito all'apparente ricchezza stimola la nostra curiosit. Harton pensa che egli sia in realt un detective sulle tracce di qualche criminale fuggito in Portogallo, e che abbia scelto questo particolare modo di viaggiare per giungere inosservato e piombare inaspettato sulla preda. Ritengo che la supposizione di Harton sia un po' forzata, ma egli la basa su un libro che Goring ha lasciato sul ponte, e che lui ha raccolto e scorso. Si tratta di una specie di album, credo, contenente un gran numero di ritagli di giornale. Tutti questi ritagli parlano di omicidi commessi in diverse epoche negli Stati Uniti, pi o meno durante gli ultimi vent'anni. La cosa curiosa che Harton ha per osservato  che si tratta invariabilmente di crimini il cui autore non  mai stato assicurato alla giustizia. Essi sono diversi in ogni dettaglio, dice, dal modo di esecuzione
allo stato sociale delle vittime, ma tutti ugualmente concludono con la stessa formula: l'assassino  ancora in libert, bench, naturalmente, la polizia abbia tutte le ragioni di prevedere la sua cattura entro breve tempo.  certo che l'incidente sembra avvalorare la teoria di Harton, ma potrebbe semplicemente trattarsi di un capriccio di Goring o, come ho suggerito a Harton, egli potrebbe raccogliere questo materiale per un libro che avrebbe offuscato la fama di Thomas De Quincey. In ogni caso non sono affari nostri.
27 E 28 OTTOBRE - Il vento  sempre buono, e stiamo procedendo assai bene.  strano quanto sia facile dimenticare un essere umano una volta che non c' pi! Ora Tibbs viene nominato ben di rado; Hyson ha preso possesso della sua cabina, e tutto procede come prima. Non fosse per la macchina per cucire della signora Tibbs su un tavolino, si potrebbe dimenticare perfino che quella sfortunata famiglia sia mai esistita. Oggi  successo un altro incidente a bordo, sebbene per fortuna senza gravi conseguenze. Uno dei marinai bianchi era sceso nel sottostiva per ammatassare un piccolo rotolo di corda, quando uno dei portelloni che egli aveva rimosso  caduto su di lui. Egli si  salvato la vita balzando via, ma si  terribilmente stritolato un piede e potr essere di ben poco aiuto per tutto il resto del viaggio. Attribuisce l'incidente all'incuria del suo camerata negro che l'ha aiutato a spostarlo. Il
portellone, del resto,  caduto a causa del rollio della nave. Qualunque sia stata la causa ci riduce ulteriormente il nostro gi sparuto equipaggio. Questa ventata di sfortuna sembra aver depresso Harton, infatti egli ha perso la sua abituale allegria e giovialit. Goring  il solo che abbia conservato il buonumore. Lo vedo in questo momento che sta lavorando alla carta nella sua cabina. La sua conoscenza della nautica potr essere utile se - Dio non voglia - dovesse accadere qualcosa a Hyson.
29 E 30 OTTOBRE - Procediamo rapidamente con una buona brezza. Tutto calmo, niente da annotare in cronaca.
31 OTTOBRE - La mia debolezza dovuta alla malattia, aggiunta agli impressionanti avvenimenti del viaggio, mi ha scosso il sistema nervoso a tal punto che il pi piccolo incidente mi sconvolge. Stento a credere di essere lo stesso uomo che faceva l'allacciamento dell'arteria iliaca esterna, operazione che richiede la massima precisione, sotto una pesante fucileria ad Antietam. Sono nervoso come un bambino. Stanotte, verso il quarto rintocco del secondo turno di guardia, mi agitavo tentando invano di sprofondare in un sonno rinfrancante. Non c'era luce nella cabina, tolto un unico raggio di luna che penetrava attraverso l'obl e tracciava un tremolante cerchio d'argento sulla porta. Giacevo tenendo gli occhi assonnati su questo cerchio e lo avvertivo farsi sempre pi indefinito a mano a mano che i sensi mi lasciavano, quando fui bruscamente risvegliato dall'apparire di un piccolo oggetto scuro esattamente al centro del disco luminoso. Immobile e trattenendo il respiro, lo guardavo e riguardavo. A poco a poco diventava pi grande e pieno, e distinsi la mano di un uomo cautamente introdotta attraverso la fessura della porta socchiusa, una mano, mi accorsi con un brivido di orrore, senza le dita. La porta scivol cautamente indietro e la testa di Goring segu la mano. Apparve al centro del riflesso lunare, incorniciata come da un alone incerto, spettrale, contro il quale
i suoi lineamenti si stagliavano netti. Credo di non aver mai visto su un volto umano un'espressione talmente crudele e diabolica. Gli occhi dilatati, accesi d'odio, le labbra tirate fino a mostrare i bianchi canini, i capelli neri, stesi, ritti sopra la fronte bassa, che parevano il cappuccio di un cobra. L'improvvisa e silenziosa apparizione ebbe su di me un effetto tale che balzai dal letto tremando come una foglia e misi mano al revolver. Mi sono poi sentito estremamente imbarazzato per
il mio gesto affrettato quando egli ha spiegato il motivo della sua intrusione, cosa che ha fatto immediatamente con un tono estremamente cortese. Aveva mal di denti, pover'uomo! ed era entrato per chiedermi un po' di laudano, sapendo che avevo una cassetta di medicinali. Quanto all'espressione sinistra, egli non  certamente una bellezza, per cui, col mio stato di tensione nervosa e la fosca luce della luna, era stato facile per me immaginare qualcosa di terribile. Gli ho dato venti gocce ed egli se n' andato via con mille espressioni di gratitudine. Questo incidente, per quanto banale, mi ha impressionato in un modo indicibile. Per tutto il giorno ho avuto i nervi a pezzi.
 qui omessa una settimana di cronaca del nostro viaggio, dato che in quel periodo non  accaduto nulla che fosse degno di essere ricordato, e il diario non sarebbe stato altro che un insieme di chiacchiere.
7 NOVEMBRE - Harton e io siamo rimasti seduti a poppa tutta la mattina, perch sta facendo molto caldo, a mano a mano che entriamo nelle basse latitudini. Abbiamo calcolato di aver percorso due terzi del viaggio. Come saremo contenti quando vedremo le verdi rive del Tago e lasceremo per sempre questa malaugurata nave!
Oggi stavo cercando, per ammazzare il tempo, di divertire Harton con qualche aneddoto della mia vita passata. Fra i tanti, gli ho raccontato come venni in possesso della pietra nera, e alla fine ho frugato nella tasca della mia vecchia giacca da cacciatore e ho tirato fuori l'oggetto in questione. Mentre eravamo entrambi curvi su di esso e io stavo indicando a Harton i curiosi solchi sulla sua superficie, ci accorgemmo che un'ombra ci parava il sole, e girandoci vedemmo Goring che da sopra le nostre spalle fissava la pietra a occhi spalancati. Per qualche strana ragione sembrava fortemente eccitato, anche se era chiaro che cercava di controllarsi e nascondere l'emozione. Indic un paio di volte il mio reperto col suo pollice mozzo prima di riaversi abbastanza per chiedere cosa fosse e come l'avessi avuto, domande poste in maniera talmente brusca che mi sarei potuto offendere, se non l'avessi conosciuto come un tipo eccentrico. Gli raccontai la storia, tale e quale l'avevo detta a Harton. Egli ascolt col pi profondo interesse e poi mi chiese se avessi un'idea di cosa fosse quella pietra. Dissi che non ne sapevo molto, tranne che era di origine meteorica.
Mi chiese se avessi mai visto l'effetto che avrebbe provocato su un negro. Risposi di no. Venite, disse lui, vedremo cosa ne pensano i nostri amici negri. Prese la pietra, and verso il marinaio e i due la esaminarono accuratamente. Vedevo l'uomo gesticolare e annuire con eccitazione come se stesse affermando qualcosa, mentre la faccia tradiva un estremo stupore misto, pareva, a una certa riverenza. Goring attravers subito il ponte verso di noi, ancora tenendo la pietra in mano. Dice che  una cosa inutile, di poco valore ha detto. E la si pu benissimo gettare fuoribordo. E con un gesto egli alz la mano e avrebbe certamente fatto fare quella fine alla mia reliquia se il marinaio nero dietro di lui non si fosse lanciato in avanti e l'avesse afferrato per il polso. Trovandosi immobilizzato Goring lasci cadere la pietra e si volt di mala grazia per schivare le mie irritate rimostranze al suo tradimento della mia fiducia. Il negro raccolse la pietra e me la tese con un inchino fino a terra e un atteggiamento di profondo rispetto. L'intero affare  inesplicabile. Sto rapidamente giungendo alla conclusione che Goring sia un maniaco
o qualcosa di simile. Quando per paragono l'effetto che ha fatto la pietra sul marinaio con il rispetto mostrato da Martha alla piantagione, e la sorpresa di Goring alla sua prima apparizione, non posso che concludere che davvero sono venuto in possesso di un potente talismano che affascina l'intera razza negra. Non deve pi cadere nelle mani di Goring!
8 E 9 NOVEMBRE - Che tempo splendido! A parte una piccola raffica di vento, non abbiamo trovato che fresche brezze per tutto il viaggio. In questi ultimi giorni abbiamo coperto le distanze maggiori.  bello guardare la spuma che schizza mentre la nostra prora solca le onde. Il sole la attraversa e la rompe in piccoli arcobaleni, i marinai li chiamano cerchi pareli. Oggi sono rimasto diverse ore sul castello di prora a godermi l'effetto, attorniato da un alone di colori prismatici. Il timoniere ha certamente detto agli altri negri della mia portentosa pietra, poich sono trattato da tutti loro col medesimo rispetto. A proposito di fenomeni ottici, ne abbiamo visto ieri sera uno singolare che mi  stato segnalato da Hyson. Si trattava dell'apparizione di un oggetto triangolare, ben definito, nel cielo, a settentrione rispetto a noi. Egli ha spiegato che poteva sembrare il Pico del Tenerife visto da grande distanza. Il Pico, naturalmente, in questo momento si trova almeno cinquecento miglia a sud. Pu essere stata una nuvola, oppure si sar trattato di uno di quegli strani fenomeni ottici di cui sovente si legge. Fa molto caldo. Il secondo ha detto che non ha mai saputo che facesse cos caldo a queste latitudini. Durante la serata ho giocato a scacchi con Harton.
10 NOVEMBRE - Sta facendo sempre pi caldo. Oggi sono apparsi alcuni uccelli di terra e si sono appollaiati sul sartiame, nonostante la notevole distanza che ancora ci separa dalla nostra destinazione. La calura  cos grande che siamo troppo pigri per fare qualsiasi cosa che non sia poltrire sul ponte o fumare. Oggi  venuto Goring da me e mi ha fatto qualche altra domanda a proposito della pietra; io gli ho risposto abbastanza seccamente, poich non gli ho per nulla perdonato il suo impudente tentativo di sottrarmela.
11 NOVEMBRE - Stiamo facendo buoni progressi. Non avevo idea che in Portogallo facesse cos caldo, ma spero che a terra faccia pi fresco. Hyson stesso sembra sorpreso di tutto ci, e cos pure gli uomini.
13 NOVEMBRE - E accaduta una cosa straordinaria, tanto straordinaria da essere quasi inesplicabile. O Hyson ha fatto un errore madornale, oppure qualche influenza magnetica ha disturbato gli strumenti. Allo spuntar del giorno la guardia di testata del castello di prora ha gridato che sentiva davanti rumore di risacca, e a Hyson  sembrato di vedere terra in lontananza. Abbiamo virato di bordo e, sebbene non si vedesse alcuna luce, nessuno di noi dubitava di aver guadagnato la costa portoghese un po' prima del previsto. Quale  stata la nostra sorpresa nel vedere la scena rivelataci dalle prime luci del giorno! Lontano per quanto l'occhio potesse arrivare, da entrambi i lati, un'unica linea di frangenti: grandi, verdi onde turbinanti che si rompevano in nuvole di schiuma. E al di l dei marosi... cosa c'era! Non le verdi alture, n le alte scogliere delle coste del Portogallo, bens un immenso deserto di sabbia che si stendeva lontano fino a confondersi con la linea del cielo. A destra e a sinistra, ovunque uno guardasse, non c'era altro che sabbia gialla, in qualche punto ammucchiata in bizzarri tumuli, alcuni dei quali alti anche qualche centinaio di metri, da altre parti tutta allo stesso livello, piana come una tavola da biliardo.
Harton e io, che eravamo saliti insieme sul ponte, ci siamo guardati attoniti, e Harton  scoppiato a ridere. Hyson  oltremodo mortificato per l'accaduto, e afferma che gli strumenti sono stati manomessi. Non c' alcun dubbio che questa  la grande spiaggia dell'Africa, e che quello che vedemmo giorni fa a nord all'orizzonte era veramente il Pico del Tenerife. Il giorno che vedemmo gli uccelli di terra stavamo senz'altro doppiando qualcuna delle isole Canarie, e se veramente abbiamo proseguito in quella direzione, ora ci troviamo a nord di Capo Bianco, vicino all'inesplorato paese che confina con il grande Sahara. Non c' altro da fare se non rettificare gli strumenti al pi presto e partire di nuovo per la nostra destinazione.
ORE 20,30 - Siamo rimasti per tutto il giorno in una zona di bonaccia. La costa  ora a circa un miglio da noi. Hyson ha esaminato gli strumenti, ma non riesce a trovare il motivo della loro straordinaria deviazione di rotta.
Qui termina il mio diario, e sar costretto a stendere a memoria il resto del mio racconto. La possibilit che io commetta qualche errore nel riportare lo svolgersi dei fatti  minima, poich essi mi sono rimasti stampati nella mente. Durante quella notte fatale, la tempesta che da cos tanto tempo si preparava si abbatt infine su di noi, e cominciai a capire dove conducevano tutti quei piccoli incidenti che io avevo annotato senza dar loro la minima importanza. Cieco e folle che fui a non averlo intuito prima! Cercher di riferire ci che accadde il pi esattamente possibile.
Mi ero ritirato in cabina alle undici e mezzo circa, e mi stavo preparando per andare a letto, quando bussarono alla porta. Aprii e vidi il piccolo domestico negro di Goring, il quale mi disse che il suo padrone voleva parlarmi ed era sul ponte ad attendermi. Fui alquanto sorpreso che egli mi chiamasse a cos tarda ora, tuttavia salii senza esitazione. Avevo appena messo piede sul cassero quando fui afferrato da dietro e rovesciato sul dorso, e mi fu infilato un fazzoletto in bocca. Lottai per quanto mi fu possibile, ma rapido un rotolo di corda mi fu strettamente avvolto intorno e presto mi trovai legato alla gru di una delle imbarcazioni, del tutto impotente a dire o fare qualsiasi cosa, mentre la punta di un coltello poggiata alla gola mi esortava a cessare di ribellarmi. La notte era cos scura che fino ad allora ero stato incapace di riconoscere i miei assalitori, ma come i miei occhi si furono abituati all'oscurit e la luna sbuc dalle nuvole che la nascondevano, compresi che ero attorniato dai due marinai di colore, dal cuoco negro e dal mio compagno di viaggio, Goring. Un altro uomo era accovacciato sul ponte ai miei piedi, ma era nell'ombra e non
lo riconobbi.
Tutto ci accadde cos rapidamente che era trascorso a stento un minuto dal momento in cui ero salito dal boccaporto a quando mi trovai imbavagliato e immobilizzato. Fu tutto cos improvviso che riuscii a malapena a capire cosa accadesse e a comprenderne il significato. Udii la banda scambiarsi brevi, selvaggi mormorii, e l'istinto mi disse che il problema in discussione era la mia vita. Goring parlava con fare autoritario e irritato, gli altri con insistenza e contemporaneamente, come se stessero dubitando dei suoi ordini. Quindi si allontanarono tutti insieme dall'altro lato del ponte, dove li potevo ancora sentire sussurrare, sebbene gli osteriggi del salone li nascondessero alla mia vista. Per tutto il tempo udivo distintamente le voci degli uomini di guardia che ridevano e chiacchieravano dall'altro lato della nave e che, raccolti in gruppo, neanche si sognavano le macabre vicende che andavano compiendosi a meno di trenta metri da loro. Oh! Se solo avessi potuto lanciar loro una voce d'avvertimento, anche a costo di perdere la vita! Ma era impossibile. La luna splendeva a tratti attraverso le nuvole sparse, e io vedevo il bagliore argenteo dei flutti, e al di l l'immenso fatale deserto con le sue dune irregolari. Guardando in basso vidi che l'uomo prima accucciato sul ponte non si era spostato, e mentre lo osservavo un tremolante raggio di luna cadde sul suo viso rivolto in alto. Oh mio Dio! Ancora adesso, a pi di dodici anni di distanza, la mia mano trema nello scrivere che, nonostante i tratti alterati e gli occhi dilatati, riconobbi la faccia di Harton, l'allegro giovane impiegato che era stato mio compagno di viaggio. Non era necessario un occhio medico per essere certi che fosse morto, mentre il fazzoletto attorcigliato intorno al collo e il bavaglio sulla bocca mostravano il silenzioso modo in cui quei figli dell'inferno avevano condotto a termine il loro lavoro. La chiave che spiegava ogni evento del nostro viaggio si abbatt su di me come un fulmine mentre guardavo il cadavere del povero Harton. Molto era ancora oscuro e inspiegabile, ma ebbi come una grande, seppure velata, percezione della verit.
Si ud un rumore di lotta dall'altra parte degli osteriggi, quindi vidi l'alta, scarna figura di Goring sulla murata, con in mano qualcosa che pareva una lanterna cieca. Egli l'abbass per un attimo oltre il lato della nave e, con uno stupore indicibile da parte mia, dalle dune della riva fu data risposta con un lampo cos rapido che non avrei potuto scorgerlo se non avessi seguito lo sguardo di Goring. Ancora egli abbass la lanterna, e ancora giunse la risposta dalla riva. Quindi egli scese dalla murata e nel far questo scivol, facendo un po' di rumore, al che, per un momento, il mio cuore palpit al pensiero che il suo agire potesse attirare l'attenzione della guardia. Vana speranza. La notte era calma e la nave immobile, e nessun sospetto sfior loro la mente. Hyson, che dopo la morte di Tibbs era al comando di entrambe le guardie, era andato di sotto a prendersi qualche ora di sonno, e il nostromo che lo sostituiva era in piedi con gli altri due uomini alla base del
l'albero maestro. Impotente, muto, con le corde che mi segavano la carne e quell'uomo assassinato ai piedi, attendevo il prossimo atto della tragedia. I quattro ribaldi erano ora dall'altro lato del ponte. Il cuoco era armato di una sorta di mannaia, gli altri avevano i coltelli e Goring un revolver. Erano tutti appoggiati all'orlo della murata e scrutavano l'acqua, come se stessero aspettando qualcosa. A un tratto uno di loro afferr il braccio dell'altro come per indicargli qualche cosa, e seguendo la direzione anch'io distinsi l'ombra di una grossa massa che si muoveva verso la nave. Al suo emergere dall'oscurit vidi che si trattava di una grande canoa gremita di uomini e spinta da almeno una ventina di pagaie.
Come and a cozzare sotto la nostra poppa fu scorta anche dagli uomini di guardia che, gridando, corsero a poppavia. Ma era troppo tardi. Una moltitudine di giganteschi negri si arrampic sulla poppa e, guidata da Goring, si rovesci sul ponte come un torrente incontenibile. Ogni resistenza fu sopraffatta in un attimo, la guardia disarmata fu messa fuori combattimento e legata, coloro che dormivano furono trascinati fuori dalle cuccette e assicurati allo stesso modo. Hyson tent di difendere lo stretto passaggio che conduceva alla sua cabina e udii una rissa e la sua voce che implorava aiuto. L'aiuto non venne, naturalmente, ed egli fu trascinato a poppa col sangue che gli usciva da un profondo taglio sulla fronte. Fu imbavagliato con gli altri, quindi i negri tennero consiglio sul nostro destino. Vidi i marinai di colore accennare verso di me e asserire qualcosa che fu accolto dai selvaggi con mormorii di meraviglia e di incredulit. Uno di loro venne da me e ficcandomi la mano in tasca trasse la mia pietra nera e la sollev. Quindi la port a un uomo che pareva essere un capo, il quale la esamin minuziosamente per quanto potesse permetterlo la luce, borbott qualcosa e la pass a un guerriero accanto a lui, il quale a sua volta la esamin e la pass, fino a che, di mano in mano, essa non ebbe fatto tutto il giro. Il capo disse qualche parola a Goring in lingua indigena e il quadroon si rivolse a me in inglese. In questo momento mi sembra di rivivere quella scena. Gli alti alberi della nave al chiaro di luna che si riversava gi, inargentando i pennoni e mettendo in forte rilievo la trama del sartiame; il gruppo di foschi guerrieri appoggiati alle loro lance; quell'uomo morto ai miei piedi, la fila di pallidi prigionieri, e davanti a me quel meticcio ributtante, che nei bianchi eleganti abiti di lino faceva bizzarro contrasto con i suoi alleati.
Mi darete certamente atto mi disse col suo tono pi amabile che non sono un tipo da risparmiarvi la vita. Se dipendesse da me voi morireste, cos come stanno per morire gli altri. Non nutro alcun rancore personale verso di voi o di loro, ma ho votato la mia vita alla distruzione della razza bianca, e voi siete il primo che sia stato in mio potere e ne sia scampato. Se avete salva la vita, potete ringraziare solo la loro pietra. Questi poveracci l'adorano, e, se  davvero ci che loro pensano, ne hanno certamente motivo. Se, una volta a terra, proveremo che essi si sbagliano e che essa  di quella materia e forma solo per caso, niente potr pi salvarvi. Nel frattempo cercheremo di trattarvi bene, perci se tra ci che possedete c' qualcosa che desiderate portarvi appresso, siete libero di prenderla. Fece poi un cenno e due negri mi slegarono, pur senza togliermi il bavaglio. Fui condotto gi nella mia cabina, dove mi misi in tasca pochi oggetti di valore, insieme a una bussola tascabile e al mio diario del viaggio. Quindi mi spinsero oltre il bordo, in una piccola canoa a lato della grande; le mie guardie mi seguirono e staccandosi con una spinta presero a pagaiare verso terra. Avevamo percorso all'incirca cento metri quando il timoniere alz la mano e i rematori sostarono per un attimo mettendosi in ascolto. Poi, nel silenzio della notte, udii un suono sordo, lamentoso, seguito da una serie di tonfi nell'acqua. Questo  tutto ci che so sulla sorte dei miei poveri compagni di viaggio.
Subito dopo fummo seguiti dalla grande canoa, e la nave deserta fu lasciata alla deriva; una tetra, spettrale carcassa. I selvaggi non presero niente dalla nave. L'intera operazione fu portata a termine con tanto decoro e sobriet da sembrare un rito religioso.
A est si scorgeva il primo chiarore dell'alba, mentre attraversammo la risacca e raggiungemmo la costa. Una mezza dozzina di uomini rimasero alla canoa, mentre gli altri negri si avviarono sulle dune, conducendomi con loro ma trattandomi con molta gentilezza e rispetto. Camminare era difficile, poich si affondava fino alle caviglie nel terreno molle schizzando sabbia a ogni passo, e io ero stanco morto quando giungemmo al villaggio, o forse citt, dato che si trattava di un centro di notevoli dimensioni. Le abitazioni erano strutture coniche non molto diverse da un alveare, ed erano fatte di alghe marine compresse e cementate da una specie di grossolana calcina, non essendovi legno o pietra sulla costa per varie centinaia di miglia. Come entrammo in citt una enorme folla di entrambi i sessi sciam verso di noi per accoglierci, percuotendo tam-tam, urlando e ridendo. Vedendomi essi raddoppiarono le grida assumendo un atteggiamento minaccioso, ma si placarono immediatamente ad alcune parole gridate dalla mia scorta. Un mormorio di meraviglia segu le urla e le grida di guerra, e l'intera, fitta folla avanz lungo la larga via centrale della citt, con al centro me e la mia guardia.
Fino a qui la mia relazione pu sembrare strana, tanto da far sorgere dubbi in testa a coloro che non mi conoscono, ma fu il fatto che sto per raccontare adesso che indusse mio cognato a offendermi con la sua incredulit. Io posso solo raccontare l'avvenimento nelle parole pi semplici e sperare che il caso e il tempo provino la loro veridicit. Al centro di questa strada principale c'era un grande edificio, fabbricato alla stessa primitiva maniera degli altri, ma che torreggiava alto su di essi; v'era tutto intorno una staccionata di lucidi paletti di ebano, l'intelaiatura della porta era costituita da due magnifiche zanne di elefante che, piantate in terra ai due lati, si riunivano in cima, e l'apertura era chiusa da una cortina di tessuto indigeno riccamente ricamato d'oro. Avanzammo verso l'imponente costruzione, ma raggiungendo l'apertura della palizzata la moltitudine si ferm e si accoccol sulle natiche, mentre io fui condotto nel recinto da pochi capi e anziani della trib, con Goring che ci accompagnava e di fatto dirigeva l'operazione. Raggiunta la cortina che chiudeva il tempio (poich di questo evidentemente si trattava) mi furono tolti cappello e scarpe, quindi vi fui introdotto, mentre un venerabile negro apriva la via recando in mano la pietra che era stata estratta dalla mia tasca. L'edificio era rischiarato unicamente da alcune fessure del tetto, attraverso le quali si riversava il sole tropicale, tracciando strisce dorate sul pavimento d'argilla, alternate a zone di oscurit. L'interno era pi ampio di quanto non si potesse supporre dall'esterno. Alle pareti erano appese stuoie indigene, conchiglie e altri ornamenti, ma il grande spazio era totalmente vuoto, a eccezione di un unico oggetto al centro: la figura di un colossale negro. All'inizio pensai che fosse qualche re o gran sacerdote di corporatura titanica, ma avvicinandomi mi accorsi, dal modo con cui rifletteva la luce, che si trattava di una statua mirabilmente scolpita in una lucida pietra nera. Fui condotto innanzi all'idolo, o almeno tale mi pareva, e osservandolo da vicino mi avvidi che, bench fosse perfetto e integro sotto ogni altro aspetto, gli era stato cavato un occhio. Il negro brizzolato che portava la mia reliquia sal su un piccolo sgabello e tendendo il braccio applic la pietra nera di Martha sull'ineguale superficie laterale della testa della statua. Non c'era alcun dubbio che l'una era stata strappata dall'altra. Le due parti combaciavano cos esattamente che quando il vecchio tolse la mano, l'occhio rimase al suo posto qualche secondo prima di cadere nel suo palmo. A quella vista il gruppo attorno a me si prostr a terra con un grido di riverenza, mentre la folla al di fuori, alla quale fu comunicato il risultato, prese a schiamazzare e ad applaudire selvaggiamente. In un attimo mi trovai tramutato da prigioniero in semidio. Fui scortato in trionfo per la citt, con la gente che si accalcava per toccarmi il vestito e raccogliere la polvere che il mio piede aveva calpestato. Mi fu messa a disposizione una delle capanne pi grandi e mi fu servito un banchetto di tutte le ghiottonerie indigene. Capivo comunque di non essere ancora libero, poich alcuni uomini armati di lancia furono posti di guardia all'entrata della mia capanna. Per tutto il giorno la mia mente fu occupata da piani di fuga, ma nessuno di essi sembrava realizzabile in alcun modo. Da una parte vi era l'immenso deserto arido che si stendeva fino a Timbuctu, dall'altra un mare quasi mai solcato da navi. Pi ponderavo il problema pi perdevo ogni speranza. Non immaginavo neanche quanto fossi vicino alla soluzione. Era caduta la notte e il clamore dei negri era gradualmente cessato. Ero disteso sul giaciglio di piume che era stato allestito per me, meditando sul mio futuro, quando Goring entr furtivamente nella capanna. La mia prima idea fu che egli fosse venuto per completare il suo feroce olocausto facendo fuori anche me, l'ultimo superstite, e balzai in piedi, deciso a difendermi fino all'ultimo. Al vedere la mia reazione egli sorrise e mi fece cenno di star gi, mentre egli stesso sedeva all'altra estremit del giaciglio.
Cosa pensate di me? fu la sorprendente domanda con la quale egli dette inizio alla conversazione.
Di voi! gridai quasi. Penso che siete il pi vile, il pi snaturato rinnegato essere che mai abbia insudiciato la terra. Se non ci fossero questi vostri disgraziati neri vi strangolerei con le mie mani!
Non parlate cos forte disse, senza la pi piccola ombra d'irritazione. Non voglio che la nostra chiacchierata venga interrotta. Cos, voi vorreste strangolarmi, nevvero? profer, con un sorriso divertito. Allora vi render il bene per il male, visto che sono venuto per aiutarvi a fuggire.
Voi! balbettai incredulo.
S, io continu. Oh, non per guadagnarmi dei meriti. Ho le mie buone ragioni. Non c' motivo per cui non possa essere completamente sincero con voi. Voglio diventare re di questa gente. Non  certo una cos alta ambizione, ma voi sapete ci che Cesare disse a proposito dell'essere capo di un piccolo villaggio della Gallia. Bene, questa vostra disgraziata pietra non solo vi ha salvato la vita, ma ha dato alla testa a tutti loro: vi credono disceso dal cielo e la mia influenza  molto ridotta finch voi non ve ne andate via. Ecco perch vi sto aiutando a fuggire, dal momento che non posso uccidervi e tutto ci con la voce pi dolce e naturale, come se il desiderio di farlo fosse una cosa naturalissima.
Dareste chiss che cosa pur di rivolgermi alcune domande disse, dopo una pausa; ma siete troppo orgoglioso per farlo. Non importa, vi dir io due o tre cose, poich voglio che i vostri compagni uomini bianchi sappiano, quando voi ritornerete, se sarete abbastanza fortunato da ritornare. A proposito di quella maledetta pietra, per esempio. Questi negri, almeno cos dice la leggenda, in origine erano maomettani. Mentre Maometto stesso era ancora in vita ci fu uno scisma tra i suoi seguaci, e la fazione meno numerosa lasci l'Arabia e fin col traversare l'Africa. Essi portarono con s, nel loro esilio, una preziosa reliquia della loro antica fede: un grosso pezzo di pietra nera della Mecca. La pietra era meteorica, come certo saprete, e nel cadere sulla Terra si ruppe in due pezzi. Uno di questi  ancora alla Mecca. Il pezzo pi grosso fu portato in Barberia, dove un abile artigiano lo modell nella forma in cui l'avete visto oggi. Questi uomini sono i discendenti degli originali secessionisti da Maometto, e hanno custodito gelosamente la loro reliquia durante tutto il loro errare, fin quando non si stabilirono in questo luogo singolare, in cui il deserto li protegge dai nemici.
E l'occhio? chiesi quasi involontariamente.
Oh, fu la stessa storia di prima. Cento anni fa alcuni membri della trib se ne andarono verso sud e uno di loro, desiderando avere buona fortuna nell'impresa, and nel tempio nottetempo e stacc uno degli occhi. Da allora fu tradizione presso i negri pensare che un giorno l'occhio avrebbe fatto ritorno. Senza dubbio colui che lo prese fu fatto schiavo, e fu cos che esso giunse in America e poi nelle vostre mani, e voi avete avuto l'onore di far avverare la profezia.
Tacque per qualche minuto, poggiando la testa sulle mani, attendendo evidentemente che io parlassi. Quando rialz lo sguardo, l'intera espressione del suo volto era mutata. I suoi lineamenti erano rigidi e risoluti, e l'aria pressoch frivola con la quale aveva parlato prima aveva lasciato il posto a un'espressione dura e quasi feroce.
Desidero disse che portiate indietro un messaggio per la razza bianca, la grande razza dominante che io odio e sfido.
Dite loro che mi sono ingozzato col loro sangue per vent'anni, che li ho ammazzati fin quando, alla fine, fui stanco di ci che prima era stata una gioia, che l'ho fatto da inosservato e da insospettato, a dispetto di ogni precauzione che la loro civilt potesse suggerire. Non c' soddisfazione nella vendetta quando il tuo nemico non sa chi lo colpisce. Non mi dispiace, quindi, che voi siate mio messaggero. Non c' bisogno che vi racconti come nacque in me quest'immenso odio. Guardate qui e sollev la mano mutilata; questa  opera del coltello di un bianco. Mio padre era un bianco, mia madre una schiava. Quando lui mor ella fu venduta di nuovo, e io, ancora bambino, l'ho vista frustata a morte, spezzata per alcune di quelle piccole arie e leggiadrie che il suo ultimo padrone aveva incoraggiato in lei. E mia moglie, oh, la mia giovane moglie! Un brivido lo scosse da capo a piedi. Non ebbi alcun dubbio! Giurai vendetta e l'attuai. Dal Maine alla Florida, da Boston a San Francisco, potete seguire i miei passi attraverso quelle morti improvvise che sconcertarono la polizia. Ho combattuto contro la razza bianca come loro per secoli hanno combattuto contro quella negra. Alla fine, come vi ho detto, fui sazio di sangue. Ma la vista di una faccia bianca mi ripugnava ancora, e decisi di trovare gente negra libera e audace per lanciarmi con loro nella lotta, coltivare le loro potenzialit latenti e formare il nucleo di un grande popolo di colore. Fui posseduto da questa idea e viaggiai per il mondo per due anni alla ricerca di ci che desideravo, e che infine quasi disperai di trovare. Non c'era speranza di riscatto fra gli schiavi sudanesi, n fra quelli avviliti del Ghana o i negri americanizzati della Liberia. Stavo tornando dalla mia ricerca quando la fortuna mi fece incontrare questa magnifica trib di abitanti del deserto e intrapresi la mia lotta assieme a loro. Prima di far questo, per, il mio antico istinto di vendetta mi spinse a fare un ultimo viaggio negli Stati Uniti, da cui feci ritorno sulla Marie Celeste.
Quanto al viaggio, la vostra intelligenza vi avr detto nel frattempo che, grazie alla mia manipolazione, sia le bussole che i cronometri sono stati falsati. Solo io calcolavo la rotta esatta con i miei strumenti personali, mentre i miei amici negri, sotto la mia guida, tenevano la direzione. Fui io a spingere fuoribordo la moglie di Tibbs. Come! Sembrate sorpreso e vi fate indietro. Non ditemi che non l'avevate capito. Vi avrei ucciso quel giorno, attraverso il tramezzo, ma sfortunatamente non eravate in cabina. Tentai ancora in seguito, ma eravate sveglio. Fui io a uccidere Tibbs. Pensai che l'idea del suicidio sarebbe stata accolta senza alcun problema. Naturalmente, una volta giunti alla costa, il resto fu assai semplice. Avevo deciso che tutti a bordo dovessero morire, ma la vostra pietra sconvolse i miei piani. Progettai anche che non ci fosse alcun saccheggio. Nessuno dovr dire che siamo pirati. Abbiamo agito per principio, e non per un qualsiasi sordido motivo.
Ascoltavo attonito la sintesi di crimini che quell'uomo singolare mi andava facendo, il tutto col tono pi calmo e compassato, come se raccontasse dei banali contrattempi. Mi sembra ancora di vederlo, simile a un orrendo incubo, seduto ai piedi del mio giaciglio, con l'unica rudimentale lampada che emanava una luce tremolante sulle sue cadaveriche fattezze.
E ora, continu fuggire per voi non sar pi un problema. Questi miei stupidi figli adottivi diranno che siete tornato nei cieli dai quali siete venuto. Il vento spira da terra. C' una barca pronta per voi, ben provvista di viveri e di acqua. Sono ansioso di liberarmi di voi, cos potrete riferire che niente  stato dimenticato. Alzatevi, e seguitemi.
Feci ci che mi ordin, ed egli mi condusse fuori dalla capanna. Le guardie erano state allontanate, oppure Goring si era accordato con loro. Passammo indisturbati attraverso la citt e per il piano sabbioso. Ancora una volta udii il rumore del mare e vidi la lunga linea bianca della risacca. Sulla riva c'erano due figure che stavano armando una piccola imbarcazione. Erano i due marinai che erano stati con noi durante il viaggio.
Fate in modo che attraversi incolume i frangenti disse Goring. I due uomini saltarono dentro e, facendomi salire dopo di loro, presero il largo. Con la vela maestra e il fiocco spiegati ci allontanammo velocemente da terra e passammo la barriera senza incidenti. Quindi i miei due compagni, senza una parola di congedo, si gettarono fuoribordo, e vidi le loro teste come punti neri nel bianco della schiuma mentre tornavano a terra e io, con il vento in favore, scivolavo verso l'oscurit della notte. Guardando indietro intravidi Goring per l'ultima volta. Era ritto sulla sommit di una duna, e la luna che sorgeva dietro di lui metteva in forte rilievo la sua scarna e angolosa figura. Agitava freneticamente le braccia in avanti e indietro; forse per incoraggiarmi sulla mia strada, ma allo stesso tempo pareva che con quei gesti volesse trattenermi, e spesso ho pensato fosse pi probabile che, quando egli si rese conto che non ero pi in suo potere, il suo istinto selvaggio avesse ripreso il sopravvento. Comunque fosse, fu l'ultima volta che vidi e che mai vedr Septimius Goring.
Non occorre che mi soffermi sul mio viaggio solitario. Mi diressi meglio che potevo verso le Canarie, ma fui recuperato il quinto giorno dal Monrovia, una nave della British and African Steam Navigation Company. Mi sia concessa l'opportunit di esprimere qui i miei sinceri ringraziamenti al comandante Stornoway e ai suoi ufficiali per la grande cortesia dimostratami fin quando non mi sbarcarono a Liverpool, dove mi fu possibile prendere una delle navi Guion per New York.
Dal giorno in cui mi ritrovai di nuovo in seno alla mia famiglia ho detto poco di ci che ho passato. L'argomento  per me ancora motivo di una intensa pena, e al poco che mi sono lasciato sfuggire non  stato dato il minimo credito. Adesso io metto davanti ai lettori i fatti cos come accaddero, e non mi curo di quanto possa esser creduto; li scrivo e basta, poich i miei polmoni sono sempre pi deboli e io sento la necessit di togliermi questo peso dal cuore. La mia relazione non  imprecisa: prendete la carta dell'Africa. L, sopra a Capo Bianco, dove la terra va verso nord e verso sud dal punto pi occidentale del continente:  quello il luogo in cui Septimius Goring regna ancora sui suoi sudditi neri, a meno che il castigo non l'abbia nel frattempo raggiunto; e dove le alte creste verdi rumoreggiano veloci e sibilano sulla gialla sabbia infuocata,  l che giace Harton con Hyson e gli altri poveretti che furono dati alla morte sulla Marie Celeste.

Note.
5. Persona che ha un quarto di sangue nero. (N.d.T.)


Quella scatoletta quadrata.

Tutti a bordo? chiese il comandante.
Tutti a bordo, signore rispose il secondo.
Allora pronti a mollare gli ormeggi.
Erano le nove di un mercoled mattina. La bella nave Spartan si staccava dal molo di Boston col suo carico sotto coperta, i passeggeri a bordo e ogni cosa pronta per la partenza. Il fischio di avvertimento echeggi due volte; fu suonata l'ultima campana. La nave volse il bompresso verso l'Inghilterra e il sibilo del vapore che usciva mostr che tutto era pronto per la traversata di tremila miglia. Essa tendeva i cavi da tonneggio che la trattenevano come un levriere al guinzaglio.
Io ho la sfortuna di essere un tipo molto nervoso. Una vita sedentaria, dedicata alle lettere, ha poi contribuito ad aumentare il morboso amore per la solitudine che, anche in giovent, era una delle caratteristiche che mi contraddistingueva. Mentre ero sul cassero del vapore transatlantico maledissi amaramente la necessit che mi conduceva lontano dalla terra dei miei antenati. Le grida dei marinai, lo scuotere del cordame, gli addii degli altri passeggeri e i saluti della folla, tutto contrastava con la mia natura sensibile. Mi facevano male. Un'indescrivibile sensazione, come di una calamit incombente, sembrava perseguitarmi. Il mare era calmo, il vento leggero. Non c'era niente che potesse disturbare la tranquillit dei pi convinti uomini di terraferma, tuttavia io mi sentivo come se stessi per correre un grande ma indefinibile pericolo. Ho notato che presentimenti simili non sono rari in uomini dal mio particolare temperamento, e che non  insolito che essi si avverino. E una teoria che nasce da una sorta di preveggenza, una sottile comunicazione spirituale col futuro. Ricordo bene che Herr Raumer, l'eminente spiritista, rimarcava in ogni occasione che io ero il soggetto pi sensibile ai fenomeni soprannaturali che egli avesse mai incontrato in tutta la sua vasta esperienza. Sia come sia, certamente io provavo qualcosa di molto diverso dalla felicit mentre mi facevo strada tra i gruppi piangenti che salutavano affollando il bianco ponte della bella nave Spartan. Se avessi saputo ci che mi attendeva nel corso delle dodici ore seguenti sarei, anche all'ultimo momento, balzato a terra, fuggendo da quella maledetta nave.
 ora! disse il comandante, chiudendo il suo cronometro con uno scatto e riponendolo in una tasca.  ora disse il secondo. Al fischio segu un ultimo lamento e un precipitarsi a terra di parenti e amici. Fu allentato un cavo, e si stava spingendo via la passerella quando si ud dal pontile un grido e comparvero due uomini che correvano rapidamente sulla banchina. Agitavano le braccia in gesti frenetici, evidentemente con l'intenzione di fermare la nave. Svelti! grid la folla. Aspettate! url il comandante. Riduci la velocit! Ferma! Su con la passerella!, e i due uomini piombarono a bordo giusto nel momento in cui fu mollato il secondo cavo e un convulso rombo della macchina ci proiett lontani dalla costa. Un saluto si ud dal ponte, un secondo saluto dalla banchina, ci fu un gran sventolare di fazzoletti e la grossa nave prese a solcare l'acqua fuori dal porto, avanzando superbamente attraverso la quieta baia.
Eravamo ormai partiti per il nostro viaggio di due settimane. Ci fu un generale tuffarsi dei passeggeri alla ricerca di alloggi e bagagli, mentre uno scoppiettio di tappi nel salone fece capire che pi d'uno degli sconsolati viaggiatori stava adottando sistemi artificiali per smorzare i dolori della separazione. Detti uno sguardo sul ponte tutto intorno e feci un rapido inventario dei miei compagnons de voyage(6). C'erano i soliti tipi che s'incontrano in queste occasioni. Non c'era una sola faccia interessante. Parlo da esperto, le facce sono la mia specialit. Io mi getto su una fisionomia caratteristica come un botanico su un fiore, e la porto via con me per poterla analizzare a mio piacere e classificare nel mio piccolo museo antropologico. Ma l, non c'era niente che meritasse la mia attenzione. Una ventina di tipi giovane America diretti in Yurrup(7), qualche rispettabile coppia di mezza et come antidoto, un pizzico di uomini di chiesa e professionisti, giovani signore, commessi viaggiatori, riservati inglesi e tutta la olla podrida di un vapore transoceanico.
Levai lo sguardo da loro e mi volsi indietro, verso la terra d'America che andava scomparendo; mentre una nube di ricordi si lev dinanzi a me, il mio cuore palpit per la mia terra d'adozione. Per caso notai un mucchio di portemanteaux e di bagagli che giaceva da un lato del ponte, attendendo il turno per essere portato di sotto. Col mio solito amore per la solitudine vi andai dietro, sedetti su un rotolo di corda tra i bagagli e il lato della nave e l mi abbandonai a malinconiche fantasticherie.
Fui distolto da un bisbigliare dietro di me. Questo  un posto tranquillo, diceva la voce siediti e potremo parlare in tutta sicurezza.
Guardando attraverso una fessura tra due colossali ceste, vidi che dall'altro lato del mucchio c'erano i passeggeri che ci avevano raggiunto all'ultimo momento. Evidentemente loro non mi avevano visto, dato che ero accovacciato nell'ombra delle scatole. Quello che aveva parlato era un tipo alto e molto magro, con una barba blu nera e una faccia incolore. Aveva un fare nervoso ed eccitato. Il suo compagno era un ometto basso e grasso, dall'aria vispa e risoluta. Aveva un sigaro in bocca e un gran cappotto piegato sul braccio destro. Entrambi si guardavano ansiosamente intorno, come per assicurarsi di essere soli.  proprio il posto adatto udii l'altro dire.
Sedettero su una balla di merce volgendomi la schiena e mi trovai, del tutto contro la mia volont, a partecipare alla loro conversazione, nello sgradevole ruolo di chi origlia.
Bene, Muller, disse il pi alto dei due ce l'abbiamo fatta a portarla a bordo.
S, annu l'uomo che era stato chiamato Muller a bordo  al sicuro.
C' mancato un pelo che partisse.
Proprio un pelo, Flannigan.
Non ci saremmo potuti permettere di perdere la nave.
No, avrebbe sconvolto tutti i nostri piani.
Li avrebbe buttati all'aria completamente disse il piccoletto, e fece sbuffare furiosamente il suo sigaro per qualche minuto.
Ce l'ho qui disse alla fine.
Fai vedere.
Nessuno ci sta spiando?
No, sono quasi tutti sotto.
Dobbiamo stare pi attenti, con quel che c' in gioco disse Muller, mentre spiegava il cappotto che gli pendeva dal braccio scoprendo un oggetto scuro che adagi sul ponte. Bast uno sguardo perch saltassi in piedi con un'esclamazione di orrore. Per fortuna essi erano cos assorti da ci che maneggiavano che nessuno dei due mi not. Se solo avessero voltato la testa avrebbero senz'altro visto il mio viso pallido che li fissava da sopra la pila di scatole.
Fin dai primi momenti della loro conversazione si era impossessato di me un orribile presentimento che sembrava pi che confermato da ci che mi stava davanti. Si trattava di una piccola scatola quadrata di legno scuro, listata d'ottone, e credo fosse grande circa trenta decimetri cubi. Mi ricordava un astuccio da pistola, salvo che era notevolmente pi alto. Aveva un'appendice, tuttavia, che attir il mio sguardo, e che rammentava pi una pistola che non il suo contenitore. Era una specie di grilletto sul coperchio, al quale era attaccato un rotolo di spago. Accanto al grilletto, nel legno, c'era una piccola apertura quadrata. A un cenno del compagno l'uomo alto, Flannigan, accost l'occhio all'apertura e scrut dentro per qualche minuto con un'espressione di grande ansia sul viso.
Pare che vada tutto bene disse alla fine.
Ho cercato di non scuoterla disse il compagno.
Cose cos delicate devono essere trattate delicatamente. Metti dentro un po' di quello che occorre, Muller.
Il pi basso frug in tasca per un momento e tir fuori un piccolo pacchetto di carta. Lo apr e ne trasse una manciatina di granuli biancastri che vers nel buco. Un curioso ticchettio si fece udire dalla scatola immediatamente dopo e i due uomini sorrisero soddisfatti.
Tutto regolare disse Flannigan.
Alla perfezione rispose l'altro.
Attento! Viene qualcuno. Portala gi in cabina. Non deve succedere che qualcuno sospetti qual  il nostro gioco o, peggio ancora, ci metta le mani e ce lo rovini per errore.
Sarebbe esattamente la stessa cosa disse Muller.
Se tirassero il grilletto, ci rimarrebbero molto male disse
lo spilungone con una sinistra risata. Ah, ah! che faccia farebbero! Mai fatto un cos buon lavoro, ne sono proprio orgoglioso!
Buono davvero disse Muller. L'hai progettato tu in ogni particolare, vero?
S, la molla e il coperchio scorrevole sono miei.
Dovremmo brevettarlo.
E i due uomini scoppiarono ancora in un'acuta e fredda risata, mentre sollevavano la cassettina listata d'ottone e la celavano sotto il voluminoso cappotto di Muller.
Andiamo gi e riponiamola in cabina disse Flannigan. Non ci occorre fino a stanotte e l sar al sicuro.
Il suo compagno assent e i due attraversarono il ponte a braccetto e scomparvero gi nel boccaporto, portandosi dietro la misteriosa scatoletta.
Le ultime parole che udii furono un sussurro di raccomandazioni da parte di Flannigan a custodirla accuratamente e a evitare di sbatterla contro i parapetti.
Non sapr mai quanto tempo rimasi seduto su quel rotolo di corda. Allo spavento per la conversazione che per caso avevo appena udito si aggiungevano i primi cedimenti per la nausea causata dal mal di mare. Il lungo rollare dell'Atlantico cominciava a farsi sentire tanto sulla nave che sui passeggeri. Mi sentivo stanchissimo di mente e di fisico e caddi in uno stato di semincoscienza, da cui fui scosso alla fine dalla potente voce del nostro bravo capotimoniere.
Vi dispiace spostarvi da l, signore? disse. Dovremmo prendere queste cianfrusaglie per sgomberare il ponte. Le sue maniere brusche e la faccia rossa e florida mi parvero un affronto alle mie attuali condizioni. Se fossi stato un coraggioso, o un uomo muscoloso, gli avrei dato un pugno. Invece, mi volsi all'onesto marinaio con un melodrammatico sguardo torvo che sembr provocargli grande meraviglia ed ebbe l'effetto di farlo allontanare verso l'altro lato del ponte. La solitudine era ci che desideravo. Solitudine nella quale potevo rimuginare sull'agghiacciante crimine che si andava compiendo proprio davanti ai miei occhi. Una delle imbarcazioni di fianco pendeva abbastanza bassa dalle gru. Mi balen un'idea e, scavalcando il parapetto, saltai dentro la barca vuota e mi sdraiai sul fondo. Disteso sul dorso, con null'altro che il cielo azzurro su di me e qualche fugace vista della mezzana al rollio della nave, fui alla fine solo col mio malessere e coi miei pensieri.
Provai a ricordare parola per parola il terribile dialogo che avevo origliato. Ammetteva qualche altra interpretazione, oltre a quella che mi saltava agli occhi? La ragione mi costrinse a concludere di no. Cercai di riordinare i vari fatti che formavano la catena delle circostanze evidenti e vi trovai un'incrinatura; ma no, non mancava neanche una maglia. A cominciare dallo strano modo in cui i due passeggeri erano giunti a bordo, che aveva permesso loro di evitare ogni controllo del bagaglio. Lo stesso nome di Flannigan, poi, sapeva di fenianismo, mentre Muller non suggeriva altro che socialismo e omicidio. E il loro misterioso comportamento; il loro dire che se avessero perso la nave i loro piani sarebbero stati compromessi, la paura di essere visti; e in ultimo, l'evidenza schiacciante: l'esibire quella scatoletta quadrata col grilletto e il feroce scherzo a proposito dell'uomo che l'avesse tirato per errore. Potevano questi fatti condurre a una qualsiasi altra tesi se non a quella che essi fossero disperati emissari di qualcuno, politico o altro, intenzionati a sacrificare loro stessi, gli altri passeggeri e la nave in un immenso olocausto? I granuli biancastri che avevo visto introdurre da uno di loro nella scatola costituivano senza dubbio un fusibile o una miccia per farla esplodere. Avevo udito io stesso un suono proveniente da essa che poteva essere prodotto da qualche delicato meccanismo. Ma cosa significava l'allusione a stanotte? Avrebbero essi progettato di mettere in esecuzione il loro terribile disegno la primissima sera del viaggio? Al solo pensiero avvertii un brivido freddo e riuscii a dimenticare per un attimo perfino i tormenti del mal di mare.
Ho gi detto di essere fisicamente un codardo. Lo sono anche moralmente. E raro che i due difetti siano uniti in tal misura in una sola persona. Ho conosciuto molti uomini sensibilissimi al pericolo fisico, ma che si distinguevano per l'indipendenza e la forza della mente. Nel mio caso, tuttavia, devo purtroppo dire che le mie abitudini tranquille e ritirate avevano alimentato una forte fobia di mettermi in evidenza o di fare qualsiasi cosa che mi potesse far notare; un tale terrore superava, per quanto fosse possibile, la paura del pericolo personale. Un comune mortale, messo nelle circostanze in cui mi trovavo io in quel momento, sarebbe immediatamente andato dal comandante, avrebbe confessato i suoi sospetti e avrebbe messo la faccenda nelle sue mani. Ma, per come son fatto, la cosa era per me ripugnante al massimo. Detestavo l'idea di finire al centro di tanta attenzione, essere interrogato da un estraneo e messo a confronto coi due disperati cospirati nella parte di delatore. Non esisteva forse una bench minima possibilit che mi sbagliassi? Come sarei rimasto se i fatti avessero provato che le mie accuse erano infondate? No, dovevo prendere tempo; avrei tenuto d'occhio i due desperados spiando ogni loro mossa. Non c'era nulla di meglio della possibilit di essere in errore.
Poi mi colp l'idea che anche in quel momento si sarebbe potuta sviluppare una nuova fase del complotto. Pareva che la mia tensione nervosa avesse sventato un incipiente attacco di mal di mare, poich potevo stare in piedi e sporgermi dalla nave senza provare alcun tipo di malore. Esitai sul ponte, con l'intenzione di scendere in cabina a vedere cosa stessero facendo le mie conoscenze del mattino. Proprio mentre mettevo mano alla balaustra del boccaporto ricevetti sulle spalle una forte manata che mi lasci esterrefatto, e che per poco non mi spediva in fondo alle scale in maniera tanto rapida quanto poco dignitosa.
Hammond, sei tu? disse una voce che mi sembr di riconoscere.
Mio Dio, dissi non appena mi volsi non pu essere! Dick Merton! Come va, vecchio mio?
Era un inaspettato colpo di fortuna in mezzo a tante complicazioni. Dick era giusto il tipo d'uomo che mi occorreva; di animo gentile e sagace, pronto all'azione, non avrei avuto difficolt nel confidargli i miei sospetti e avrei potuto contare sul suo equilibrio e sul suo buon senso per individuare la via migliore da seguire. Fin da quando ero un ragazzetto di seconda, a Harrow, Dick era stato il mio migliore consigliere e protettore. Gli bast uno sguardo per capire che qualcosa non andava per il verso giusto.
Allora, disse, col suo fare gioviale, cosa stai combinando, Hammond? Sei bianco come un lenzuolo. Mal de mer, eh?
No, non solo dissi io. Facciamo due passi, Dick; voglio parlarti. Dammi il braccio.
Sostenendomi alla vigorosa corporatura di Dick andai barcollando al suo fianco; dovette passare un po' di tempo prima che mi decidessi a parlare. Vuoi un sigaro? disse lui rompendo il silenzio.
No, grazie risposi. Dick, questa notte potremmo essere tutti cadaveri.
Non  una buona ragione per non fumarsi un sigaro adesso disse Dick col suo tono freddo, ma guardandomi fisso da sotto le folte sopracciglia mentre parlava. Evidentemente pensava che avessi smarrito un po' di ben dell'intelletto.
No, continuai non c' niente da ridere; ho le mie buone ragioni per dirlo, te lo assicuro. Dick, ho scoperto un infame complotto per distruggere questa nave e ogni anima viva che vi  sopra; quindi cominciai sistematicamente e con ordine a depositare presso di lui la catena di prove che avevo raccolto. Ecco, Dick, dissi alla fine dimmi cosa ne pensi e, soprattutto, cosa devo fare.
Con mia grande sorpresa egli scoppi in una sonora risata.
Avrei paura, disse se qualsiasi altra persona che non fossi tu mi avesse detto tutto questo. Ma tu, Hammond, hai sempre avuto il vizio di prendere lucciole per lanterne. Sono contento di vedere che le vecchie abitudini ti sono rimaste; ricordi, a scuola, quando giuravi che c'era un fantasma nel salone e invece eri scappato vedendo la tua immagine riflessa allo specchio? Noi non siamo molto forti politicamente, a bordo. Al contrario, la maggioranza dei passeggeri  americana. Per di pi, in questo razionale diciannovesimo secolo, la quasi totalit degli assassini ricusa di includersi fra le proprie vittime. Non c' dubbio, ti sei ingannato sul loro conto e hai scambiato un apparecchio fotografico o qualcosa di altrettanto innocente per una macchina infernale.
Niente di tutto questo, signore mio dissi, irritato. E te ne convincerai a tue spese, poich non ho esagerato e non ho frainteso una parola. Quanto alla scatola, non ho mai visto niente di simile. Contiene un delicato meccanismo, di questo sono sicuro dal modo in cui i due la maneggiavano e ne parlavano.
Se ci si basasse solo su queste tue considerazioni, disse Dick ogni pacchetto di merce deteriorabile potrebbe rivelarsi una torpedine.
Il nome dell'uomo  Flannigan continuai.
Non credo che questo proverebbe un gran che, in un tribunale, disse Dick ma andiamo, ho finito il mio sigaro.
Adesso scenderemo di sotto a stapparci una bottiglia di chiaretto. Cos potrai indicarmi questi due Orsini, se sono ancora in sala.
D'accordo, risposi ho deciso di non perderli d'occhio tutto il giorno. Non li guardare fisso, per, perch non voglio che sospettino di essere controllati.
Fidati di me, disse Dick li guarder ignaro e candido come un agnello; ci detto scendemmo per il boccaporto ed entrammo nel salone. Un buon numero di passeggeri era sparso lungo il tavolo centrale, chi alle prese con ostinate sacche e borse da viaggio, alcuni mangiando, altri leggendo o divertendosi in altri modi. Gli obiettivi della nostra ricerca non c'erano. Attraversammo la stanza e spiammo in ogni angolo, ma non ne trovammo traccia. Cielo! pensai forse in questo momento sono proprio sotto i nostri piedi, nella stiva o in sala macchine ad approntare il loro diabolico congegno. Sarebbe stato meglio sapere il peggio che rimanere in quella tremenda incertezza.
Cameriere, chiese Dick c' nessun altro signore qui intorno?
Due nella sala da fumo, signore rispose il cameriere.
La sala da fumo era comoda e tranquilla, arredata lussuosamente e adiacente alla dispensa. Spingemmo la porta ed entrammo. Un sospiro di sollievo mi sfugg dal petto. La primissima cosa su cui mi si posarono gli occhi fu la cadaverica faccia di Flannigan, con la sua bocca dura e gli occhi sgranati. Il suo compagno sedeva dalla parte opposta. Avevano preso da bere e sul tavolo c'era un mazzo di carte. Mentre entrammo noi cominciarono a giocare. Detti a Dick un colpetto col gomito per avvertirlo che avevamo trovato la nostra preda e ci sedemmo accanto a loro con l'aria pi indifferente del mondo. I due cospiratori sembrarono notare appena la nostra presenza. Li osservai entrambi a fondo. Stavano facendo un gioco chiamato Napoleon. Entrambi ne erano esperti e io non potei fare a meno di ammirare l'eccezionale sangue freddo di uomini che, con un tale segreto nel cuore, potevano por mente a maneggiare un colore o a far l'impasse a una regina. Il denaro cambiava mano rapidamente, ma la ruota della fortuna sembrava girare contro il pi alto dei due giocatori. Alla fine egli scaravent le carte sul tavolo con un'imprecazione e si rifiut di continuare.
No, ch'io sia impiccato se vado avanti disse; in cinque mani non ho mai avuto pi di una coppia dello stesso seme.
Non importa disse il suo compare raccogliendo la vincita; pochi dollari in pi o in meno non faranno differenze dopo il lavoro di stanotte.
L'audacia di quel furfante mi lasci interdetto, ma ebbi cura di tenere gli occhi distrattamente fissi al soffitto e bere il mio vino col fare pi indifferente possibile. Avvertii che Flannigan mi fissava col suo sguardo di lupo per vedere se avevo colto l'allusione. Egli sussurr al suo compagno qualcosa che non afferrai. Era un rimprovero, probabilmente, poich l'altro rispose in modo alquanto risentito.
Sciocchezze! perch non dovrei dire ci che voglio? La troppa precauzione  giusto quel che ci pu rovinare.
Comincio a pensare che tu non ci creda pi disse Flannigan.
Tu pensi troppo, caro mio disse l'altro, parlando rapidamente e ad alta voce. Sai benissimo quanto me che quando gioco mi piace vincere. Ma non voglio che tu o qualsiasi altro mi zittisca o critichi ci che dico. Ho tanto interesse quanto te al nostro successo, o forse di pi.
La cosa lo aveva alterato ed egli tir furiose boccate dal suo sigaro per qualche minuto. Gli occhi dell'altro manigoldo vagavano alternativamente da me a Dick Merton. Sapevo di essere davanti a un uomo spietato e che un tremito delle mie labbra poteva bastare perch lui mi cacciasse un'arma nel cuore, ma dimostrai pi autocontrollo di quanto non pensassi, date le ardue circostanze. Quanto a Dick, era impassibile e apparentemente insensibile come la Sfinge egizia.
Nella sala da fumo per un po' regn il silenzio, rotto soltanto dal crepitio delle carte che Muller radun prima di rimetterle in tasca. Pareva ancora un po' eccitato e impermalito. Gettando nella sputacchiera il mozzicone del sigaro, guard con aria di sfida il suo compagno e si volse verso di me.
Sapreste dirmi, signore, disse quando si sentir parlare di nuovo di questa nave?
Stavano entrambi guardando me; ma, se sul mio viso comparve un leggero pallore, la voce fu ferma come sempre quando risposi: Credo, signore, che la prossima volta che se ne parler sar quando entrer nel porto di Queenstown.
Ah, ah! rise l'ometto collerico. Sapevo che avreste risposto cos. Smetti di tirarmi calci da sotto il tavolo, Flannigan, o te ne pentirai. So quello che faccio. Vi sbagliate, signore, continu, rivolto verso di me, vi sbagliate di grosso.
Qualche nave di passaggio, forse sugger Dick.
No, neanche questo.
Il tempo  splendido, dissi io perch non dovremmo giungere a destinazione?
Non ho detto che non dovremmo giungere a destinazione.  possibile non giungervi, ma in ogni modo non sar per questo che si parler di noi prima di allora.
Per che cosa dunque? chiese Dick.
Questo non lo saprete mai. Vi basti che un rapido e misterioso agente segnaler la nostra posizione prima di domattina. Ah, ah! e scoppi di nuovo in una risatella chioccia.
Vieni sul ponte! brontol il suo compagno. Hai bevuto troppo di quel maledetto brandy e acqua. Ti ha sciolto la lingua. Vieni via! e presolo per un braccio un po' lo condusse e un po' lo trascin fuori dalla sala da fumo, e li udimmo incespicare insieme su per il boccaporto e poi sul ponte.
Ebbene, cosa ne dici, ora? ansimai, volgendomi verso Dick.
Egli era imperturbabile come sempre.
Cosa vuoi che ne dica! rispose che diamine, ripeto ci che ha detto il suo amico, che siamo stati a sentire i vaneggiamenti di un uomo mezzo ubriaco. Quel tipo puzzava di brandy.
Non dire sciocchezze, Dick. Non hai visto come l'altro cercava di fermargli la lingua?
Certo che ho visto. Egli non voleva che il suo amico si rendesse ridicolo davanti a degli sconosciuti. Forse il bassetto  un lunatico e l'altro un sorvegliante privato.  possibilissimo.
Oh, Dick, Dick! gridai come puoi essere cos cieco! Non vedi che ogni parola conferma i nostri sospetti di prima?
Sciocchezze, ragazzo mio! disse Dick; sei in preda a uno stato di tensione nervosa. E allora, che diavolo ne pensi tu di tutti quegli spropositi circa un misterioso agente che segnaler la nostra posizione?
Te l'ho detto quel che significano, Dick, risposi sporgendomi in avanti e afferrando il braccio del mio amico significano un improvviso bagliore e un lampo visti in mare aperto da qualche pescatore solitario fuori dalla costa americana. Ecco ci che vogliono dire.
Non credevo che tu fossi cos stupido, Hammond disse Dick Merton con stizza. Se prendi alla lettera le ciarle che un qualunque ubriaco pu dire, arriverai comunque a conclusioni cos bizzarre. Vieni, seguiamo il loro esempio e andiamo sul ponte. Hai bisogno di un po' d'aria fresca. Non c' dubbio, hai il fegato un po' in disordine. Il viaggio per mare ti far un mondo di bene.
Se mai vedr la fine di questo, gemetti giuro che mai pi mi avventurer in un altro. Stanno apparecchiando, perci  inutile che venga su. Rimarr sottocoperta a disfare la valigia.
Spero che all'ora di cena sarai di umore migliore disse Dick; e sal, lasciandomi ai miei pensieri finch il suono del grande gong ci chiam nel salone.
 inutile dire che il mio appetito non era stato certo stimolato dagli avvenimenti accaduti durante il giorno. Ciononostante sedetti meccanicamente al tavolo e ascoltai il. chiacchierio tutto intorno a me. C'erano quasi un centinaio di passeggeri di prima classe, e da quando cominci a circolare il vino le loro voci unite al rumore dei piatti formarono una vera babele. Mi trovai seduto tra una robusta vecchia signora nervosa e un piccolo prete cerimonioso; e siccome nessuno dei due mi rivolse la parola, io mi ritirai nel mio guscio, passando
il tempo a osservare l'aspetto degli altri viaggiatori. Vidi Dick a lieve distanza, che divideva le sue attenzioni fra un intero pollo dinanzi a s e una flemmatica signorina al suo fianco. Il comandante Dowie stava facendo gli onori dal mio lato, mentre il chirurgo della nave sedeva dall'altro. Fui contento di notare che Flannigan era collocato quasi dalla parte opposta rispetto a me. Fintanto che lo avevo davanti agli occhi sapevo che, almeno per il momento, eravamo al sicuro. Era l seduto, con quello che poteva essere definito un amichevole sorriso sul viso torvo. Non mi sfugg il fatto che bevve molto vino, tanto che la sua voce era gi abbondantemente velata prima del dessert. Il suo amico Muller sedeva pi in gi di qualche posto. Egli mangi pochissimo e pareva nervoso e agitato.
E ora, gentili signore, disse il nostro gentile capitano spero che vi vogliate considerare su questo vascello come a casa vostra. Non ho dubbi per i signori. Cameriere, una bottiglia di champagne. A un buon vento e a una facile traversata! Spero che i nostri amici in America sapranno del nostro felice arrivo fra otto, o nove giorni al pi tardi.
Alzai la testa. Per quanto veloce fu lo sguardo che si scambiarono Flannigan e il suo complice, fui capace di intercettarlo. Un sorriso cattivo comparve sulle sottili labbra del primo.
La conversazione riprese. Politica, mare, divertimenti, religione, si discusse volta a volta di tutto. Io rimasi muto, per quanto interessato, ascoltatore. D'un tratto pensai che non ci sarebbe stato nulla di male se avessi introdotto in conversazione l'argomento che avevo costantemente in testa. Lo avrei fatto in maniera velata, ottenendo se non altro l'effetto di volgere in quella direzione i pensieri del comandante. Avrei potuto anche osservare che effetto avrebbe fatto sulle facce dei cospiratori.
La conversazione registr un improvviso silenzio. I consueti argomenti parevano essersi esauriti. Era un'opportunit da sfruttare.
Posso chiedervi, comandante, dissi, piegandomi in avanti e parlando in maniera molto chiara cosa pensate delle idee dei feniani?
La rubiconda faccia del capitano fu attraversata da una scura ombra d'indignazione.
Non sono che miseri vigliacchi, disse tanto stupidi per quanto sono malvagi.
Le vane minacce di una banda di anonimi scellerati disse un vecchio signore ampolloso accanto a noi.
Oh, comandante! disse la signora grassa al mio fianco pensate che possano davvero far saltare in aria una nave? Indubbiamente lo farebbero, se ne avessero l'occasione. Ma sono sicurissimo che non faranno mai saltare la mia.
E, perdonate, quali precauzioni sono state prese contro di loro? chiese un attempato signore alla fine del tavolo.
Tutta la merce imbarcata sulla nave  stata attentamente controllata disse il comandante Dowie.
E se qualcuno ha portato a bordo con s degli esplosivi? suggerii.
Sono troppo codardi per rischiare cos la loro vita. Durante questa conversazione Flannigan non aveva mostrato il bench minimo interesse a ci che accadeva. In quel momento sollev la testa e guard il capitano.
Non sottovalutateli! disse. Ogni societ segreta ha generato dei pazzi capaci di tutto, perch non dovrebbero esservi anche tra i feniani? Molti uomini pensano sia un privilegio morire servendo una causa che ai loro occhi sembra giusta, sebbene altri la credano errata.
L'assassinio indiscriminato non pu essere giusto agli occhi di nessuno disse il piccolo uomo di chiesa.
Il bombardamento di Parigi non fu nulla di diverso, disse Flannigan tuttavia l'intero mondo civilizzato acconsent a far da spettatore con le braccia incrociate, e a cambiare la sgradevole parola assassinio con quella pi armonica di guerra. Ci sembr giusto agli occhi dei tedeschi; perch la dinamite non dovrebbe sembrare altrettanto giusta ai feniani?
In ogni caso, ogni loro millanteria non ha portato finora ad alcun risultato disse il capitano.
Chiedo scusa, replic Flannigan ma non  rimasta ancora qualche ombra di dubbio circa il destino del Dotterete In America ho avuto occasione d'incontrare qualcuno che sosteneva per esperienza personale che a bordo del vascello c'era una torpedine.
Allora mentirono rispose il comandante. Fu definitivamente provato alla corte marziale che saltarono per l'esplosione del gas d'illuminazione; ma sar meglio cambiare argomento, o potremmo far passare la notte in bianco alle nostre signore; e la conversazione scivol ancora una volta sugli argomenti consueti.
Durante questa piccola discussione Flannigan aveva sostenuto il suo punto di vista con una signorile cortesia e una serena autorit delle quali non l'avrei creduto capace. Non potevo fare a meno di ammirare un uomo che, alla vigilia di una disperata impresa, potesse s garbatamente argomentare su questioni che lo toccavano cos da vicino. Come ho gi accennato, egli aveva bevuto una discreta quantit di vino, e nonostante che sulle sue pallide guance fosse comparso un lieve rossore, mantenne il suo atteggiamento riservato di sempre. Non partecip alla conversazione, e sembr assorto nei suoi pensieri.
Nella mia mente si stavano dando battaglia un turbine di idee contrastanti. Cosa avrei dovuto fare? Alzarmi adesso e denunciarli davanti ai passeggeri e al capitano? Chiedere qualche minuto di colloquio con quest'ultimo nella sua cabina e svelargli tutto? Per un attimo risolsi di farlo, poi la consueta, costituzionale timidezza prese il sopravvento con doppia energia. Dopotutto ci poteva essere qualche malinteso. Dick aveva avuto dinanzi l'evidenza e aveva rifiutato di crederci. Decisi di lasciar andare le cose per il loro corso. Una strana sensazione di temerariet si impadron di me. Perch avrei dovuto aiutare uomini ciechi al pericolo che loro stessi correvano? Non per nulla era compito degli ufficiali proteggere noi, non il nostro di dar loro avvertimenti. Buttai gi un paio di bicchieri di vino e salii barcollando sul ponte, deciso a tenere il mio segreto chiuso dentro di me.
Era una sera meravigliosa. Perfino nel mio stato d'animo eccitato non potei fare a meno di appoggiarmi alla murata e godermi la brezza rinfrescante. Lontano, verso ovest, una solitaria vela risaltava come una macchiolina scura contro il grande lenzuolo di sfolgorante fiamma lasciato dal sole che tramontava. Rabbrividii nel guardarlo. Era grandioso ma terribile. Un'unica stella brillava debole in direzione dell'albero maestro, ma a ogni giro di ruota pareva che un migliaio ne scintillassero in acqua. L'unica stonatura in questa fantastica scena era il grande pennacchio di fumo che si stendeva dietro di noi, nero sbrano in una cortina cremisi. Era difficile credere che la gran pace distesa su tutta la natura dovesse essere rotta da un povero, misero mortale.
Dopotutto, pensai, mentre fissavo le azzurre profondit sotto di me, se dovesse accadere il peggio,  meglio morire qui che trascinarsi in agonia su un letto di dolore a terra. La vita di un uomo sembra ben miserabile cosa, davanti alle imponenti forze della natura. Tutta la mia filosofia non mi evit, comunque, un brivido quando voltai la testa e vidi dall'altro lato del ponte due figure indistinte che non ebbi difficolt a riconoscere. Sembrava che conversassero animatamente, ma non avevo la possibilit di ascoltare cosa dicessero; cos mi contentai di camminare in su e in gi, sorvegliando attentamente i loro movimenti.
Fu un sollievo per me quando Dick comparve sul ponte.  meglio avere un confidente incredulo piuttosto che non averne alcuno.
Bene, vecchio mio, disse, dandomi una scherzosa gomitata nelle costole non siamo saltati in aria, finora.
No, finora no, dissi io ma niente prova che non stiamo per farlo.
Sciocchezze, ragazzo mio! disse Dick; non riesco a capire come ti sia venuta in testa questa strana idea. Ho parlato con uno dei tuoi presunti assassini, e mi  sembrata una persona abbastanza simpatica; un tipo sportivo, direi da come parla.
Dick, dissi quegli uomini hanno una macchina infernale, e noi siamo sulla soglia dell'eternit; ne sono certo come se
li avessi visti dar fuoco alla miccia.
Allora, se davvero ne sei convinto, disse Dick, per un attimo intimorito dalla seriet del mio comportamento, hai
il dovere di rivelare al capitano i tuoi sospetti.
Hai ragione dissi. Lo far. La mia assurda timidezza ha impedito che lo facessi prima. Mettere tutto nelle sue mani  l'unico modo per salvare le nostre vite.
Bene, vai e fallo subito, disse Dick ma per l'amor di Dio non mi immischiare nella faccenda.
Gli parler quando uscir dalla plancia risposi e nel frattempo non intendo levare lo sguardo da loro.
Fammi sapere i risultati disse il compagno; e con un cenno del capo and in cerca, immagino, della sua vicina del tavolo da pranzo.
Lasciato a me stesso mi ricordai del mio nascondiglio della mattina; scavalcai il parapetto, entrai nell'imbarcazione e mi distesi. L potevo dare corso ai miei pensieri e, sollevando la testa, mandare ogni tanto uno sguardo ai miei sgraditi vicini.
Pass un'ora e il capitano era ancora in plancia. Stava conversando con uno dei passeggeri, un ufficiale di marina in pensione, ed erano assorti in una discussione concernente un qualche astruso punto di navigazione. Da dove mi trovavo si vedevano le punte rosse dei loro sigari. Era buio ora, cos buio che distinguevo appena le due sagome di Flannigan e del suo complice. Erano ancora nella posizione che avevano assunto dopo cena. Alcuni passeggeri si erano sparpagliati per il ponte, ma la maggior parte era andata di sotto. L'aria era pervasa da una strana calma. Le voci della guardia e il rumore della ruota erano gli unici suoni che rompevano il silenzio.
Pass un'altra mezz'ora. Il capitano era ancora in plancia. Sembrava che non sarebbe sceso mai pi... Avevo i nervi in uno stato di innaturale tensione, che aument quando il risuonare di due passi sul ponte mi fece sobbalzare in un fremito di eccitazione. Spiai sopra l'orlo dell'imbarcazione e vidi che i due loschi passeggeri avevano attraversato il ponte ed erano fermi quasi sotto di me. La luce di un abitacolo cadde in pieno sullo spettrale volto di quel farabutto di Flannigan. Anche in quel breve attimo vidi che Muller aveva il cappotto piegato sul braccio, il cui uso conoscevo tanto bene. Mi abbassai con un gemito. Il mio funesto temporeggiare avrebbe sacrificato duecento vite innocenti. ,
Avevo letto della terribile vendetta che attendeva una spia. Sapevo che un uomo disperato  capace di qualsiasi cosa. Tutto ci che potei fare fu acquattarmi sul fondo della barca e ascoltare in silenzio il loro sussurrare al di sotto.
Questo posto pu andare disse una voce.
S, il lato sottovento  il migliore.
Sono curioso di sapere se il grilletto funzioner.
Sono sicuro di s.
Dovremo tirarlo alle dieci, non  cos?
S, alle dieci in punto. Abbiamo ancora otto minuti.
Ci fu una pausa, poi la voce prosegu: Il rumore del grilletto si sentir, non  vero?.
Certo. Quanto pensi che passer prima che sappiano qualcosa di noi?
Le prime notizie giungeranno al pi presto verso mezzanotte.
Questo sar compito mio.
No, sar mio.
Ah, ah, lo decideremo dopo.
Segu una pausa. Quindi udii la voce di Muller in uno spettrale sussurro: Mancano solo cinque minuti.
Come passavano lentamente i secondi! Li potevo contare sui battiti del mio cuore.
Far sensazione a terra disse uno dei due.
S, ci sar molto rumore sui giornali.
Sollevai la testa e spiai da sopra l'orlo della barca.
Non c'era pi speranza n possibilit di aiuto. Avevo di faccia la morte, avessi dato o meno l'allarme. Il capitano aveva infine lasciato la plancia. Il ponte era deserto, tolte queste due figure accovacciate nell'ombra della barca.
Flannigan aveva in mano un orologio aperto. Ancora tre minuti disse. Appoggialo sul ponte.
No, meglio qui sul parapetto.
Era la scatoletta quadrata. Capii dal rumore che l'avevano poggiata vicino alla gru, all'incirca sotto la mia testa.
Guardai ancora fuori. Flannigan stava versandosi qualcosa in mano da una carta. Era roba bianca e granulare, la stessa che gli avevo visto usare la mattina. Doveva essere una miccia, senza dubbio, poich la introdusse nella scatoletta e udii lo strano rumore che aveva attratto la mia attenzione la volta precedente.
Ancora un minuto e mezzo disse. Sarai tu o io a tirare lo spago?
Lo tirer io disse Muller.
Si inginocchi tenendo in mano il capo del filo. Flannigan era l accanto a braccia incrociate, con un'aria sinistra e risoluta sul viso.
Non avrei resistito a lungo. Il mio sistema nervoso sarebbe ceduto tra un attimo.
Fermi! urlai, balzando in piedi. Fermi, razza d'incoscienti senza scrupoli!
Entrambi vacillarono indietro. Immagino che pensarono a uno spirito., col chiaro di luna che illuminava il mio viso pallido. Mi sentivo abbastanza forte, adesso. Mi ero spinto troppo oltre, per potermi tirare indietro.
Caino fu dannato gridai per avere ucciso una sola persona; volete voi avere sulla coscienza il sangue di duecento esseri?
 matto! disse Flannigan. Tira, Muller,  ora!
Saltai sul ponte.
Non lo farete dissi.
Con che diritto ce lo impedirete?
Con ogni diritto, umano e divino.
Non sono affari vostri. Levatevi di qui.
Mai! dissi io.
Andate al diavolo! C' troppo in gioco per perdere tempo in cerimonie. Io lo tengo fermo, Muller, tu tira il grilletto.
Un momento dopo mi dibattevo nell'erculea stretta dell'irlandese. Ogni resistenza era inutile: nelle sue mani ero un bambino.
Mi inchiod contro il lato della nave e mi tenne l.
Di, disse fai svelto. Lui non ci dar fastidio.
Capii che ero sull'orlo dell'eternit. Mezzo strangolato fra le braccia del ribaldo pi alto, vidi l'altro avvicinarsi alla scatola fatale. Si ferm su di essa e afferr lo spago. Mormorai una preghiera quando vidi che lo impugnava. Poi si ud uno schiocco secco e uno strano, stridulo rumore. Il grilletto aveva ceduto, un lato della scatola vol via e uscirono... due piccioni viaggiatori grigi!
Non resta molto da dire. Non  argomento su cui tengo a insistere. Tutta la faccenda  troppo assurda e disgustosa. La miglior cosa che possa fare  forse quella di ritirarmi garbatamente dalla scena e lasciare che il corrispondente sportivo del New York Herald occupi il mio indegno posto. Ecco un estratto, ritagliato dalle sue colonne subito dopo la partenza dall'America:
Straordinario volo di due piccioni. Un'insolita gara  stata disputata la scorsa settimana tra gli uccelli di John H. Flannigan, di Boston, e Jeremiah Muller, ben noto cittadino di Lowell. Entrambi hanno dedicato molto tempo e molta attenzione a una speciale razza di uccelli, e si trattava di una sfida di vecchia data. Sui piccioni era stata scommessa una grossa cifra, e il risultato era atteso a livello locale con un discreto interesse. Il via  stato dato dal ponte del vapore transatlantico Spartan, alle dieci di sera del d della partenza, quando la nave era, fu poi stabilito, a circa cento miglia dalla costa. L'uccello che ritorn a casa per primo fu dichiarato vincitore. Si pensa che siano state prese notevoli precauzioni, in quanto alcuni comandanti sono molto prevenuti
sul fatto che si tengano delle gare sportive sulle loro navi. Nonostante qualche piccola difficolt all'ultimo momento, la gabbia  scattata pressoch alle dieci esatte. L'uccello di Muller  arrivato a Lowell la mattina dopo in stato di estrema spossatezza, mentre di quello
di Flannigan non si ha notizia. Coloro che hanno scommesso su quest'ultimo avranno comunque soddisfazione nell'apprendere che l'intero affare  stato caratterizzato da un'estrema correttezza. I piccioni erano chiusi dentro una speciale gabbia, che poteva essere aperta esclusivamente con una molla. Li si poteva nutrire da un'apertura nella parte superiore, ma qualsiasi tentativo di manomettere loro le ali era decisamente al di fuori di ogni possibilit. Gare come queste favorirebbero molto in America la popolarit del volo di piccione e costituirebbero una simpatica variante alle esagerate esibizioni di resistenza umana che si sono largamente diffuse negli ultimi anni.
...
.
...
FINE.
...
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...
Note.
6. In francese nel testo originale. Le espressioni in altre lingue sono state conservate. (N.d.T.)
7. Qui l'autore gioca con la pronuncia americana della parola 
Europa. (N.d.T.)
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Postfazione.

Arthur Conan Doyle scopr il mare quando, nel 1880, ancora studente di medicina all'universit di Edimburgo, accett di lavorare come medico sulla baleniera Hope che lo port al Polo
artico e poi, l'anno dopo, a bordo della Mayumba, lungo le rotte commerciali con scalo sulle coste africane. Queste esperienze costituiscono la base di molti racconti inclusi in questa raccolta, tra cui spicca Il comandante della Stella Polare", dove le immense distese ghiacciate ne forniscono lo sfondo naturale mentre altri racconti, quali Il demone del Gabon, Il baule a strisce e La verit sulla scomparsa della Marie Celeste", sono invece ambientati tra l'Oceano Atlantico e il continente africano(8).
Che ruolo svolge, qui, il mare? I racconti spaziano su tutti e sette i mari, ma ci che li accomuna sono i comandanti, i marinai, i mercanti e gli avventurieri che li solcano. Ognuno di essi, a sua volta, rappresenta la norma prestabilita in patria e poi ribadita in terre straniere, per i cui fini non  tanto importante esplorare o scoprire, quanto giungere a una destinazione designata: condurre qualcuno o qualcosa da un punto A a un punto B, senza interruzioni, completando questo scambio nel modo, o percorso, il pi linearmente possibile, senza ritardi o imprevisti.
Non  per caso, quindi, che la trama di questi racconti scaturisca proprio dall'interruzione di un viaggio o dalla mancata consegna di qualcuno/qualcosa e che pi della met di essi tratti proprio il tema del vascello fantasma, di una nave cio privata dell'elemento pi connaturato: i membri dell'equipaggio. Il mistero infrange l'ordine prestabilito e la sua soluzione, conseguentemente, lo restaura, annientando il caos a favore di una spiegazione limpida, razionale e, infine, anche prosaica.
Conan Doyle descrive l'impatto tra la cultura dell'uomo occidentale e quella extra-europea, senza mai ricavarne lo spunto per una riflessione o per un ripensamento sul proprio codice di comportamento. L'uomo bianco non si confronta con l'indigeno, bens lo affronta, imponendogli la propria, inderogabile, visione del mondo, il che equivale a misconoscere totalmente l'identit, e la dignit umana, dell'ago.
Tutto ci di cui si preoccupa il personaggio tipico di Conan Doyle, quando viene messo a contatto con qualcosa di inaspettato in un ambiente che non gli  familiare,  di non perdere la faccia, di non far sapere all'indigeno che anche lui pu provare sentimenti quali il panico oppure l'ansia. Si legge, infatti, a conclusione del racconto Il demone del Gabon che: pi presto faremo colazione e torneremo sull'isola e meglio sar, o qualche negro potr pensare che abbiamo avuto paura.
Se l'indigeno  soltanto un parametro grazie al quale l'europeo pu dimostrare la propria superiorit nella sfera eticomorale, ne consegue che non viene pi visto come essere umano ma come mero oggetto di ilarit, una caricatura degna, al massimo, di uno squallido aneddoto da raccontare dopo cena intorno al caminetto del proprio club a St. James's;  quel che accade, per esempio, nel racconto Il viaggio di Jelland, ambientato in Giappone, le cui usanze e abitudini vengono liquidate con un linguaggio che  tanto laconico quanto  insopportabilmente borioso.
La risata  un tentativo con cui scongiurare il timore che l'europeo prova verso l'altro, sta tra l'assimilazione dell'uomo di colore col Ridicolo e la sua identificazione col Male: ha, per l'appunto, uno spessore assai sottile. Conan Doyle lo dimostra chiaramente nel racconto La verit sulla scomparsa della Marie Celeste", dove degrada il personaggio
Septimius Goring a un livello prettamente bestiale (aveva su un volto umano un'espressione talmente crudele e diabolica. Gli occhi dilatati, accesi d'odio, le labbra tirate fino a mostrare i bianchi canini).
L'opera omnia di Conan Doyle appartiene a quella tarda ondata di neoromanticismo che comprende i capolavori di Stevenson, di Stoker, di Barrie e di Rider Haggard (per nominare soltanto i pi rappresentativi) e che molto contribu al significato, degradato, che noi moderni attribuiamo al termine romantico come sinonimo di letteratura
sentimental-avventurosa, a un passo dal kitsch.
Questa fase tardiva del Romanticismo coincise con quel periodo letterario che Umberto Eco ha definito il secondo periodo del feuilleton, o periodo borghese, e che si pu benissimo applicare alla prosa di Conan Doyle. Questo genere di narrativa, osserva Eco:
Si situa negli ultimi decenni del secolo XIX... Mentre il romanzo precedente, oltre che popolare era populistico e in una certa misura democratico, questo appartiene all'et dell'imperialismo,  reazionario, piccolo borghese, non di rado razzista e antisemita. Il personaggio non  pi l'eroe vendicatore degli oppressi, ma l'uomo comune, l'innocente che trionfa dei suoi nemici dopo lunghe traversie.(9) Con ogni successiva fase del Romanticismo ottocentesco, il genere si fece sempre pi esoterico, moraleggiante e poco ancorato alle realt sociali del paese. Una differenza fondamentale tra le prime e le ultime ondate di questo movimento letterario si pu cogliere nei finali di due romanzi apparsi agli antipodi del Romanticismo del diciannovesimo secolo: vale a dire il Frankenstein di Mary Shelley (1818) e il Dracula di Bram Stoker (1897); la Shelley fa morire il Mostro insieme al suo creatore, il barone Frankenstein, e ne mette in dubbio la cieca fede nella scienza; nel secondo, invece, non solo lo
scienziato van Helsing trionfa su quella specie di rappresentazione manichea del Male che  il conte Dracula, ma ne ribadisce, in toni trionfalistici, ogni dogma connesso con il progresso materiale cos acriticamente accettato da ogni protagonista. In altre parole, anche lo spirito libero e liberante del romance era stato imprigionato e limitato in quello pi angusto e Biedermeier dell'era vittoriana.
Il romanticismo di Conan Doyle non va oltre le apparenze esteriori e ne raccoglie soltanto l'aspetto sensazionale racchiuso in superficie: era fatto su misura per stuzzicare le classi medie e, al contempo, per esorcizzare i suoi incubi pi inconfessabili (sessuali, razziali, classisti e psicologici). Scrive Joan Rees Franzinetti, a questo proposito, che:
Il grosso pubblico vittoriano amava l'eccitazione della caccia all'uomo e il contatto diretto con i ceti pi bassi della vita londinese; ma voleva vedere trionfare la giustizia e punire il criminale. Soddisfatte queste sue richieste, era pronto a chiudere un occhio su talune debolezze dei propri eroi: anzi, l'eccentricit di Holmes, la sua inclinazione alla droga, lo divertivano, era anche disposto a tollerare la violenza piuttosto cruda di certi episodi.(10)
L'eroe tipico di Conan Doyle  un uomo pratico, sportivo, virile:  un vero sano immaginario; traboccante di pregiudizi e cieco alle forze pi vitali in ogni sfera dell'attivit umana, come il Robinson Crusoe dal quale discende, non lascia mai il proprio focolare domestico poich, anche se costretto ad abbandonarlo, se lo ricostruir all'estero in ogni minimo particolare.
I racconti di mare di Conan Doyle, non a caso, costituiscono, nel loro insieme, delle piccole apologie dell'impero britannico e ci presentano dei ritratti fedeli della mentalit di coloro che aiutarono a costruirlo. L'imperialismo, questa lucida estensione di una rverie filistea, gli serve da fonte extraletteraria da cui trarre materiale altamente pittoresco, limitandosi per al fatto prettamente esotico delle cose (come succede nel racconto Il baule a strisce dove l'oggetto in questione, contenitore di reperti folcloristici provenienti dall'America latina, fornisce solo lo spunto per una macabra variante sull'eterno tema paraletterario del mistero della camera chiusa).
Il racconto di mare  sempre stato, dai tempi di Edgar Al- lan Poe (Le avventure di Arthur Gordon Pym, 1838) fino a quelli pi recenti di William Golding (La Trilogia del Mare, 1980-89), un mezzo tramite il quale lo scrittore ha potuto dare libero sfogo a riflessioni sulla natura e sul destino dell'umanit. All'opera di Conan Doyle manca questa dimensione; quanto questi racconti si rivelano essere un'occasione mancata per un arricchimento interiore, ce lo dimostra la storia intitolata Il demone del Gabon, soprattutto quando la si paragona a un'altra ancora, di ambientazione simile, che  Cuore di tenebre (1902) di Joseph Conrad.
Il demone del Gabon si svolge anch'esso in un accampamento commerciale isolato all'interno del continente africano soggiogato da un febbricitante clima di terrore. Il grido di dolore (Oh, l'orrore! l'orrore!) del Kurtz conradiano ci svela il prezzo che l'uomo bianco ha dovuto pagare per giungere a un certo grado di civilt; Conan Doyle, d'altro canto, non vuole far altro che suggerire che il Serpente si  di nuovo insidiato nell'Eden, accontentandosi di darne una mera raffigurazione concreta, senza indagare troppo nel profondo.
Conan Doyle appartiene a quel gruppo di scrittori che Virginia Woolf, nel saggio intitolato Modem Fiction(11), descrive come materialisti, troppo impegnati a definire il mondo oggettivo dei loro protagonisti e mai quello interiore, intrinseco alla natura umana. Una cosa, tuttavia,  certa: i personaggi di Conan Doyle non solo non hanno alcuna sensibilit ma si sarebbero, per giunta, offesi se qualcuno avesse osato suggerire che la possedevano.
Tutto questo non vuole affatto significare che Conan Doyle non si sia meritato la fama tra i posteri o che la sua scrittura sia sciatta oppure improvvisata; ci che rende la sua scrittura viva, e vivace, separandola cos dal resto della produzione paraletteraria dell'epoca,  il suo amore per il dettaglio rivelatore: questo pu essere, volta per volta, una semplice idiosincrasia, un'incisiva osservazione oppure un particolare insolito il quale, molto pi di una descrizione generica, d al lettore un'idea precisa della storia personale di un personaggio e, indirettamente, anche del suo stato d'animo.
L'autore scozzese si riconosceva in una matrice prettamente melodrammatica (e fondata sulla descrizione dell'azione fine a se stessa) e non, come i moderni, in una visione artistica che fosse drammatica nella sua essenza; e tutto questo ci spiega come mai, nei racconti di mare di Conan Doyle qui proposti, non  tanto importante viaggiare, cio conoscere, quanto confermare delle realt gi appurate.
A.R.F.
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Note.
8. Quest'ultimo racconto fu ispirato da un fatto vero: il ritrovamento nel 1872 del brigantino Mary Celeste, a Gibilterra, totalmente privo del suo equipaggio; esso ci rivela, al tempo stesso, un altro aspetto della personalit di Conan Doyle: quello di risolvere casi misteriosi o rimasti irrisolti, presi in prestito dalla cronaca, imitando, anche sotto questo aspetto, il maestro Poe, il cui detective Auguste Dupin, nel racconto Il mistero di Marie Roget (1842), risolve l'enigma in questione senza mai allontanarsi di casa, basando le sue conclusioni esclusivamente sulle testimonianze riportate in vari articoli di giornale.
9. Umberto Eco, Il Superuomo di Massa, Milano, Cooperativa Scrittori, 1976, p. 87.
10. Joan Rees Franzinetti, Poe e Conan Doyle; talento analitico e scienza della deduzione', in E. A. Poe: dal gotico alla fantascienza, a cura di Ruggero Bianchi, Milano, Mursia, 1978, p. 241.
11. Cfr. Virginia Woolf, Modem Fiction, in The Common Reader, 1st Series, London, Hogarth Press, 1923.
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Cronologia biografica.
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1859 Il 22 maggio nasce a Edimburgo, quarto figlio di Charles Altamont Doyle, architetto, e Mary Foley, figlia di un'affittacamere, entrambi di origine irlandese.
1865 Scrive il suo primo racconto: una storia d'orrore.
1868 Frequenta la scuola dei gesuiti, a Hodder.
1869 Studia, sempre presso i gesuiti, a Stonyhurst, nel
Lancashire, dove si distinguer sia nello studio sia nello sport.
1874 A dicembre, visita Londra per la prima volta, ospite dello zio Richard, famoso caricaturista per la rivista Punch. Completa la prima parte della sua educazione a Feldkirch, in Austria, dove frequenta i gesuiti affiliati alla scuola di Stonyhurst. Visita Parigi per la prima volta. Scopre le opere di Edgar Allan Poe.
1877 S'immatricola all'universit di Edimburgo dove studia medicina; qui conosce il dottor Joseph Bell su cui, in parte, si basa la figura di Sherlock Holmes, e nel cui ambulatorio lavora per mantenersi agli studi. Sempre a Edimburgo, inizia a interessarsi di teologia, metafisica, misticismo, spiritismo e folklore. Scrive alcuni racconti che vengono accettati dalle riviste letterarie londinesi pi in voga.
1879 A Edimburgo, partecipa alla sua prima seduta spiritica.
1880 Accetta di fare il medico a bordo della baleniera Hope, un lavoro che non richiedeva la laurea. Viaggia per sette mesi intorno all'oceano Antartico, a caccia di balene e foche.
1881 In ottobre, fa il medico a bordo della Mayumba e viaggia per tre mesi sulle coste africane. Si laurea in medicina all'universit di Edimburgo.
1882 A Plymouth, lavora come farmacista e assistente del dottor Budd, da lui conosciuto all'universit.
1882 Vive a Portsmouth, cittadina di mare nello Hampshire
1889 dove esercita, senza successo, la sua professione. Passa il tempo partecipando a sedute spiritiche e scrivendo racconti, alcuni dei quali appaiono nell'antologia in tre volumi, Dreamland and Ghostland (pubblicata a Londra nel 1886) e in diverse riviste letterarie.
1885 Incontra Louise Hawkins e i due si sposano a Thornton-in-Lonsdale, nello Yorkshire.
1886 Scrive il primo, lungo racconto con Sherlock Holmes protagonista: A Study in Scarlet.
1887 A Study in Scarlet viene pubblicato sul Beeton's
Christmas Annual (uscir in volume nel 1888, riscuotendo un certo successo di pubblico e di critica).
1888 Scrive il suo primo romanzo storico, Micah Clarke, ambientato nel diciassettesimo secolo e modellato su Walter Scott.
1889 A febbraio, Micah Clarke viene pubblicato, ottenendo un'accoglienza favorevole. Nasce la prima figlia: Mary Louise. Inizia a scrivere il suo secondo romanzo storico, The White Company, ambientato nel Trecento. Il redattore-capo della Lippincott's Monthly Magazine di New York, in un albergo di Londra, gli commissiona una nuova novella con Sherlock Holmes come protagonista;  presente pure Oscar Wilde il quale, grazie a questo incontro, scriver il suo unico romanzo, Il ritratto di Dorian Gray.
1890 Esce Sign of Four, la seconda avventura di Sherlock Holmes e ottiene delle buone recensioni.
1891 Si reca a Berlino, per assistere all'esperimento del professor von Bergman. Studia oftalmologia a Vienna. Apre il proprio ambulatorio a Londra. A marzo, inizia con A Scandal in Bohemia e The Red-headed League la sua collaborazione alla rivista The Strand. A luglio, la pubblicazione dei racconti di Sherlock Holmes sullo Strand fa di lui, improvvisamente, un autore celebre e ricercato. Il successo lo porta ad abbandonare la medicina e a dedicarsi esclusivamente alla letteratura. In agosto, la famiglia Doyle si trasferisce a South Norwood, un sobborgo di Londra.
1892 Ogni mese scrive almeno una storia con Sherlock Holmes protagonista il cui successo aumenta sempre di pi: The Strand, dalle iniziali trecentomila copie, raggiunge una circolazione mensile di pi di mezzo milione e Conan Doyle, dalle iniziali cinque ghinee, comincia a riscuotere mille sterline per racconto. Scrive due romanzi storici: The Refugees e The Great Shadow.  in Scozia per un giro di conferenze. A Londra, viene pubblicata la prima antologia di racconti con Sherlock Holmes protagonista: The Adventures of Sherlock Holmes che vende un numero altissimo di copie. In agosto, si reca in crociera in Norvegia con la moglie Louise, sua sorella Connie e Jerome K. Jerome. Di ritorno a Londra, in settembre, collabora con James M. Barrie all'operetta Jean Annie, or the Good Conduct Prize (rappresentata al teatro Savoy di Londra il 3 maggio successivo, si riveler un fiasco). A novembre, nasce Alleyne Kingsley.
1893 A gennaio, si reca in Francia, e poi in Svizzera, con la moglie Louise, la quale  sempre pi ammalata di tubercolosi; scrive nuovi racconti con Sherlock Holmes protagonista; in Svizzera, visita le cascate di Reichen- bach, scenario della futura morte del suo celebre detective. A luglio, decide di visitare lo scrittore Robert L. Stevenson nell'isola di Samoa ma questo progetto non si realizzer mai. In ottobre, i coniugi Doyle sono
di nuovo in Svizzera, a Davis. A ottobre, mentre  ancora in Svizzera, viene a sapere della morte di suo padre, nell'ospedale psichiatrico di Dumfries, in Scozia. Sempre in Svizzera, s'iscrive alla British Society for Psychical Research, un'associazione dedita agli studi dei fenomeni parascientifici. A dicembre, sulla rivista The Strand esce The Final Problem dove l'autore, esasperato dalla sua creatura Sherlock Holmes, lo fa morire nelle cascate di Reichenbach. Il pubblico lo implora di ripensarci e ben ventimila lettori annullano il proprio abbonamento alla rivista.
1894 Nei primi mesi dell'anno, sempre in Svizzera, inizia un nuovo ciclo di racconti, dei jeux d''esprit, centrati sulla figura di Gerard, un ufficiale napoleonico dai tratti donchisciotteschi. In aprile, torna a Londra con Louise, a cui la permanenza in Svizzera ha leggermente giovato alla salute; ad attenderli vi  un invito, da parte dell'impresario Major J.B. Pond, di tenere una serie di conferenze negli Stati Uniti d'America. Accetta immediatamente. Trascorre l'intera estate compiendo delle ricerche sulla parapsicologia nelle biblioteche londinesi della Society for Psychical Research e nella Reading Room del British Museum. Prepara pure le conferenze che terr negli Stati Uniti (che tratteranno, tra l'altro, di Stevenson, Barrie, Kipling, Meredith e, ovviamente, del defunto Sherlock Holmes). A giugno, Louise si reca di nuovo in Svizzera, questa volta accompagnata dalla cognata Lottie; Conan Doyle le far visita due volte prima di imbarcarsi per gli Stati Uniti. A settembre, salpa per gli Stati Uniti, a bordo del transatlantico Elbe. Sbarcher a New York, dove ha inizio la sua tourne che lo porter nelle citt principali del continente. Nel Vermont, incontra i coniugi Kipling. A settembre, il racconto A Straggler of '15 viene presentato come atto unico dal grande attore Henry Irving, con il nuovo titolo di A Story of Waterloo. Ottiene un successo notevole. A dicembre, torna in Inghilterra; passa il Natale in Svizzera, insieme alla sua famiglia.
1895 Sempre in Svizzera, comincia a scrivere un nuovo romanzo storico, Rodney Stone, il cui protagonista  un dandy dell'epoca Regency. Trascorre l'estate in Svizzera e l'inverno in Egitto, sempre in compagnia di Louise, la cui salute si fa sempre pi cagionevole; qui scrive nuovi racconti con il generale napoleonico Gerard come protagonista.
1896 A maggio, i Doyle tornano in Inghilterra dall'Egitto. Scrive un altro romanzo storico, L'Jncle Bemac, ambientato anch'esso all'epoca di Napoleone; pubblica la storia d'avventura The Tragedy of th Korosko, ambientata in Egitto.
1897 In una lettera alla madre, confessa di essersi innamorato di Jean Leckie, una giovane scozzese discendente di Rob Roy (immortalato da Walter Scott), da lui incontrata a Londra. Arthur non vuole divorziare da Louise e, fin quando la moglie rimane in vita, il loro rapporto rimane prettamente platonico. A ottobre, i Doyle si stabiliscono a Hindhead, nel Surrey; questa localit era allora ritenuta idonea per gli ammalati di tubercolosi; qui, scrive una commedia con Sherlock Holmes protagonista, ma non lo fa resuscitare in quanto la storia  antecedente al fatale episodio accaduto alle cascate di Reichenbach.
1898 Continua a scrivere, soprattutto racconti del terrore, come The Story of th Brazilian Cat e The Story of th Beetle Hunter.
1899. Esce il romanzo A duet, una storia d'amore in forma di dialogo. Scrive nuovi racconti del terrore, tra cui The Story of th Japanned Box e The Brown Hand. Scoppia la guerra dei Boeri in Sud Africa; vuole arruolarsi ma, per via dell'et, viene scartato.
1900 A febbraio, si reca in Sud Africa, come medico, e lavora per il chirurgo Robert O'Callaghan negli ospedali di Capetown e di Bloemfontein (dove si ammala di tifo). A luglio, tornato a Hindhead, scrive un resoconto delle sue esperienze in Sud Africa e nuovi racconti con protagonista il generale Gerard. Scrive anche un pamphlet politico, The War in South Africa, a favore dell'intervento britannico che in poco tempo supera il milione di copie. Si presenta candidato a Edimburgo del partito Liberal Unionist ma viene clamorosamente battuto.
1901 A marzo, in vacanza nel Norfolk, gli viene lo spunto per una nuova avventura di Sherlock Holmes che si intitoler The Hound of th Baskervilles; anch'essa  antecedente alla caduta nelle cascate di Reichenbach.
1902 Appare, sullo Strand, The Hound of th Baskervilles, con un'accoglienza trionfale da parte del pubblico. Il 9 agosto, per i servizi resi alla nazione, viene insignito del titolo di baronetto a Buckingham Palace. Viene invitato a Sandringham da re Edoardo VII per assistere a una rappresentazione speciale del suo atto unico A Story of Waterloo, allestita, una volta ancora, da Henry Irving.
1903 Il direttore della rivista McClure's Magazine di New York gli commissiona, per cinquemila dollari, sei nuovi racconti con Sherlock Holmes protagonista, a condizione che il detective sopravviva all'episodio delle cascate di Reichenbach; Conan Doyle accetta e li scrive, tutt'e sei, nel corso dell'estate. Scrive anche un nuovo romanzo storico, Sir Nigel.
1904 Scrive una raccolta di saggi: Through th Magic Door.
1906 Si presenta di nuovo alle elezioni, per il partito liberale, in Scozia ma, ancora una volta, viene battuto. Il 4 luglio muore Louise, all'et di 49 anni; viene sepolta a Hindhead.
1907 S'interessa al caso di George Edalji il quale, vittima di pregiudizi razziali,  stato accusato di tutta una serie di orripilanti omicidi; Conan Doyle lo incontra a Londra e, convinto della sua innocenza, lo aiuta pubblicando una serie
di articoli a suo favore sul Daily Telegraph; questo sar il
primo di molti casi bizzarri o irrisolti di cui l'autore s'interesser in futuro. Sposa Jean Leckie a Londra nella chiesa di St. Margaret, a West- minster; in settembre e ottobre, la coppia, in luna di miele, si reca in crociera intorno al Mediterraneo, visitando la Grecia, l'Egitto, la Turchia; qui, a Costantinopoli, Conan Doyle riceve il titolo dell'ordine di medjideh dal sultano Abdul-Hamid, avido lettore di Sherlock Holmes.
1908 I Doyle si trasferiscono a Windlesham, nel Sussex, per essere pi vicini alla famiglia di Jean. Scrive una serie di racconti storici ambientati all'epoca dei romani, The Last Gallery (pubblicati poi in volume nel 1911). Nasce Denis, il primo figlio avuto da Jean.
1909 A gennaio, viene ricoverato per un'operazione all'intestino. Due sue commedie, The Fires of Fate e The House of Temperley, vengono rappresentate a Londra con successo. Scrive altri racconti del terrore, tra cui The Terror of Blue John Gap. Scrive un pamphlet contro le atrocit belghe perpetrate nel Congo e compie un giro di conferenze per tutta la Gran Bretagna per diffondere le sue tesi (il pamphlet s'intitola The Crime of th Congo). A settembre, insieme a Jean, si reca in crociera nel Mediterraneo. Nasce il loro secondo figlio, Adrian.
1910 Nasce Jean Lena Annette.
1911 Presiede a Londra un raduno di beneficenza a favore della causa congolese. Scrive il suo primo romanzo di fantascienza, The Lost World, con il professor Challenger protagonista, da molti ritenuto il suo capolavoro assoluto.
1912 Scrive un pamphlet, The Case of Oscar Slater, in cui difende l'innocenza di un ebreo tedesco accusato di omicidio a Glasgow. Si scontra con George Bernard Shaw sulla questione controversa dell'affondamento del transatlantico SS. Titanic, avvenuto il 14 aprile. Scrive il racconto Danger!, sulla corsa agli armamenti e per mettere in guardia la nazione contro un eventuale attacco da parte della marina tedesca. Esce a Londra
The Poison Belt, una nuova avventura del professor Challenger.
1914 A maggio, invitato dal governo canadese, si reca in Nord America con Jean. Scoppia la prima guerra mondiale; s'iscrive nel First Battallion of Volunteers (una specie di riserva civile).
1915 Esce una nuova novella con Sherlock Holmes protagonista
1916: The Volley of Fear. In estate, grazie a un permesso speciale, visita i campi di battaglia e le trincee della Francia, Belgio e Italia; pubblica, quell'anno stesso, un resoconto delle sue esperienze sul fronte: A Visit to Three Fronti.
1918 Pubblica The New Revelation, sulla sua fede nello spiritismo. Muoiono suo fratello Innes e suo figlio Kingsley, entrambi di polmonite.
1919 Tiene una serie di conferenze in tutta l'Inghilterra per promuovere il suo interesse nello spiritismo, attirando le critiche del vescovo di Londra. E a Belfast, in Irlanda, per una serie di sedute spiritiche.
1920 In estate, salpa per l'Australia con Jean e i figli, dove terr una serie di conferenze sullo spiritismo;  qui che viene a sapere della morte di sua madre Mary. In inverno, il suo articolo sulle sorelle Wright, diventate famose per aver fotografato le fate e gli gnomi, attira commenti negativi da pi fonti; imperterrito, Conan Doyle l'anno dopo scrive due libri sull'argomento: The Corning of th Fairies e The Case of Spirit Photography.
1922 Visita gli Stati Uniti insieme alla famiglia; qui tiene il suo consueto ciclo di conferenze sullo spiritismo. Il frutto di queste esperienze verr pubblicato l'anno dopo, nel libro Our American Adventure.
1923 Con la famiglia visita di nuovo il Canada dove Conan Doyle parla dello spiritismo; l'anno dopo vedr la pubblicazione di queste esperienze nel libro Our Second American Adventure.
1924 Scrive una nuova serie di racconti con Sherlock Holmes protagonista (pubblicati in volume nel 1927 come The Case-book of Sherlock Holmes)-, qui il detective si congeda dal pubblico, questa volta definitivamente. D alle stampe la sua
autobiografia: Memories and Adventures. La regina Mary gli commissiona un racconto per la libreria della sua casetta delle bambole e Conan Doyle scrive un racconto umoristico con Sherlock Holmes protagonista (How Watson Leamed th Trick); il minuscolo volume, redatto a mano, fu inserito negli scaffali di questa singolare biblioteca, accanto a esemplari simili, forniti da G.K. Chesterton, John Masefield, Arnold Bennett, H.G. Wells, e altri ancora.
1925 Acquista una nuova dimora, Dignell House, nella New Forest, vicino a Minstead, nello Hampshire. In agosto inaugura la sua libreria, a Londra, dedicata alla parapsicologia. A settembre  a Parigi, come presidente del Congresso Spiritistico Internazionale.
1926 Esce The Land of Misi, terza puntata della serie di romanzi fantascientifici con il professor Challenger protagonista. A novembre parla dello spiritismo all'Albert Hall di Londra: sono presenti cinquemila persone.
1927 Si riapre il caso Slater (cfr. 1912); scrive, e pubblica tempestivamente, una nuova versione del suo The Case of Oscar Slater e ne invia una copia ai personaggi pi influenti della politica inglese; a luglio, Slater viene riconosciuto innocente.
1928 S'imbarca con la famiglia sul Windsor Castle, diretto in Sud Africa, dove tiene il ben collaudato ciclo di conferenze sullo spiritismo; visita pure il resto del continente africano: il deserto del Kalahari, la Rhodesia, il Tanganica,
il Kenya e la Nigeria.
1929 Esce The Maracot Deep, un romanzo fantascientifico ambientato negli abissi marini; scrive nuovi racconti fantascientifici, tra cui The Disintegration Machine e una quarta avventura del professor Challenger: When th World Screamed. In autunno  in Scandinavia con la moglie Jean; gira per la Danimarca, la Norvegia e la Svezia, parlando ovunque di spiritismo. La sua salute peggiora (soffre di angina pectoris).
1930 Esce The Edge of th Unknown, un saggio dedicato al sogno e alle attivit oniriche. Si ritira dalla Society for Psychical Research a causa di un articolo pubblicato sulla rivista dell'Associazione che gettava una cattiva luce su un collega da lui stimato. Il 7 luglio, muore, all'et di 71 anni, nella sua casa del Sussex, dove viene seppellito.
1955 Le spoglie mortali di Arthur e Jean (morta nel 1940), vengono trasferite nel cimitero di Minstead, vicino alla casa dove avevano abitato nello Hampshire.
A.R.F.
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A.R.F.
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